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07/03/2017

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Raffaela Citterio
Raffaela Citterio

Come cambia la comunicazione in azienda

L’imperativo di oggi è fare di più avendo a disposizione meno tempo, risorse umane e budget. Un aiuto prezioso viene dalle soluzioni UCC. Il compito di affiancare le aziende a fare le scelte giuste spetta ai system integrator.

Unified Communications
Tra le tecnologie in grado di abilitare una reale trasformazione digitale delle aziende, quelle legate alla collaborazione e alla comunicazione (UCC) giocano un ruolo di primo piano perché consentono di annullare le distanze, velocizzando in maniera significativa il dialogo e il confronto di idee. Per implementare soluzioni UCC in grado di dare i risultati attesi, però, bisogna avere ben chiari gli obiettivi che si vogliono raggiungere e valutare attentamente i cambiamenti organizzativi e culturali che inevitabilmente portano con sé. Per fare la scelta giusta, però, sono necessarie competenza ed esperienza, visto che l’offerta è estremamente ampia e variegata. Il compito di aiutare le aziende a fare le scelte giuste spetta ai system integrator che, oltre ad avere competenze sempre più ampie e diversificate in tema di protocolli di comunicazione, networking e IT oggi devono sviluppare una vera e propria capacità consulenziale. Su questi temi la redazione di Office Automation ha coinvolto alcuni importanti system integrator, a cui ha posto le seguenti domande.

1. Quali sono le motivazioni che tipicamente spingono i vostri clienti ad adottare una soluzione di Unified Communication and Collaboration?

2. Vi sono delle competenze specifiche che un system integrator che opera nel mercato UCC deve avere rispetto a un operatore del mondo digital?

3. Quali sono dal suo punto di vista le evoluzioni e i trend in atto?

Stefano FanfaniStefano Fanfani, Country Manager, DatapointEurope Italy
1. La principale motivazione è il poter gestire i molteplici punti di contatto di un’azienda come: telefoni fissi o mobili, sistemi di messaggistica vocale, videoconferenza, e-mail, sms, social media come fossero una cosa sola. Altre sostanziali motivazioni sono la gestione della forza vendita dislocata sul territorio, garantire e ottenere più efficienza, reattività e continuità, e infine la necessità di ridurre sia i costi infrastrutturali che di viaggio. Con la tecnologia UCC le aziende possono ottenere rapidamente un vantaggio competitivo creando l’ambiente moderno, mobile, multidispositivo e multiemediale che i dipendenti desiderano. Un altro plus delle soluzioni UCC è rappresentato dalla possibilità di interagire, oltre che con i sistemi di instant messaging e videoconferenza più diffusi, anche con gli strumenti di collaborazione in cloud come Google, Applicazioni, Office 365 e con i social media.

2. Il system integrator che opera nell’UCC deve avere una consolidata esperienza nella progettazione e nel mondo delle telecomunicazioni. Per progettare una soluzione UCC efficace non è sufficiente risolvere problematiche tecnologiche legate alle soluzioni hardware e software ma occorre una consapevolezza e disponibilità tra il system integrator stesso e il cliente, per sviluppare insieme un progetto che permetterà alla soluzione implementata di diventare un elemento fondamentale per l’azienda, migliorandone i processi e l’efficienza complessiva. La tecnologia è un pre-requisito: il punto nodale è individuare cosa si vuole migliorare e dove agire per ottenere questo risultato. L’UCC fornisce alle imprese facilità di utilizzo e standardizzazione del servizio di comunicazione, in linea con obiettivi e requisiti di economicità e fruibilità.

3. Cresce la domanda di lavoro flessibile e di nuove evoluzioni tecnologiche, e la tecnologia odierna si sta adattando per interpretare i cambiamenti in atto con un approccio globale di enterprise mobility. Le nuove tecnologie e i dispositivi globali UCC permettono di abilitare i nuovi trend di mercato, dallo smart working, che permette al dipendente maggiore flessibilità, agilità e conciliazione del lavoro con la vita privata, al bring your own device (Byod) che permette all’utente di moderare o partecipare a una riunione video, condividendo i contenuti come se fosse in sede. Anche la nuove applicazioni e i trend tecnologici portano migliorie dei servizi tecnologici alle aziende, purtroppo la reattività al cambiamento e i piani di sviluppo sono sempre ancora in fase di evoluzione e soggetti a modifiche.

Devid MapelliDevid Mapelli, Solutions & Marketing Director, Dimension Data Italia
1. La collaboration non viene più considerata solo come una tecnologia ma una strategia che impatta su tutti i dipartimenti aziendali, in grado di apportare miglioramenti significativi in termini di produttività e agilità e ai processi decisionali, col fine ultimo di raggiungere gli obiettivi di business. In un’ottica di collaborazione estesa e trasversale all’azienda dove non esistono più confini, le organizzazioni stanno subendo sempre più pressioni per cambiare il proprio approccio all’end-user computing e stanno cominciando ad adottare gli stili lavorativi del futuro che cambiano le interazioni e i comportamenti dei dipendenti, consentendo agli individui di scegliere il proprio assetto operativo, in linea con le attività effettivamente svolte, per offrire un ambiente collaborativo moderno all’interno di spazi di lavoro innovativi e nuovi concetti tecnologici per supportare modalità di lavoro flessibili.

2. Sulla base delle nuove tendenze lavorative, la conoscenza di ciò che significa user experience per le aziende diventa fondamentale. Per questo è necessario un approccio completo che includa spazi fisici, cultura e persone, tecnologie e processi di business e che si traduce in una strategia di workplace che prenda in considerazione questi diversi stili di lavoro e rifocalizzi i dipendenti sulle attività assegnate per raggiungere gli obiettivi aziendali in un modo più produttivo, collaborativo, flessibile e aperto. I business consultant di Dimension Data dispongono di strumenti e metodologie per aiutare le organizzazioni a comprendere il proprio livello di maturità per ciò che concerne i temi di collaborazione e di end-user computing, così come le esigenze future al fine di identificare specifiche roadmap evolutive che permettano di raggiungere gli obiettivi finali. Il reale valore dell’approccio offerto sta proprio nel riuscire a implementarlo coerentemente con le strategia aziendale per raggiungere gli specifici risultati sia di business sia personali.

3. Anche se la collaboration continua a rimanere principalmente una scelta per aumentare il fatturato e le vendite, la tendenza che va sempre più radicandosi è l’utilizzo delle tecnologie di collaborazione per migliorare il lavoro dei team (in linea con i nuovi modelli quali DevOps) e velocizzare i processi decisionali, aumentando così la competitività delle aziende. Questo, però, implica grandi cambiamenti nelle modalità con cui le aziende fanno business e del loro ruolo all’interno del mercato di riferimento. Secondo quanto evidenziato dal ‘Connected Enterprise Report’, commissionato alla società di ricerca Ovum lo scorso anno, e sulla base delle nostre esperienze dirette, le tecnologie per la migrazione della collaboration verso il cloud sono diventate fondamentali affinché la collaborazione sia disponibile efficacemente a un ampio numero di utenti. Di fatto, il cloud è diventato essenziale nell’esecuzione di un’ampia gamma di iniziative di digital transformation e la migrazione su cloud si afferma come la principale tendenza che incide sulla strategia di collaboration, guidata da motivazioni strategiche, operative e finanziarie.

Enrico FeliciEnrico Felici, Application & Data Management Team Leader, Errevi System
1. Sono diverse le motivazioni che portano i nostri clienti all’adozione di sistemi di Communication & Collaboration. Tra i driver che riscontriamo più frequentemente possiamo sicuramente citare il proposito delle aziende di agevolare i propri dipendenti nello svolgimento del loro lavoro da qualsiasi luogo, con qualsiasi dispositivo e con qualsiasi rete al fine di incrementarne la produttività. In secondo luogo, è sempre più stringente per le nostre aziende clienti la necessità di standardizzare gli strumenti di comunicazione adottati internamente, questo perché l’eterogeneità di dispositivi e tool spesso genera gravi criticità in termini di gestione e monitoraggio, ma anche e soprattutto di sicurezza. In ultimo, possiamo senz’altro affermare che l’adozione di una corretta politica di gestione degli strumenti di Communication & Collaboration è data dalla volontà delle aziende di migliorare l’immagine aziendale percepita da clienti, fornitori e partner e anche dalla prospettiva di abbattere al contempo i costi delle telecomunicazioni.

2. Per affrontare un progetto di UCC sono necessarie principalmente tre competenze proprie del mondo sistemistico. Tra queste ovviamente figura un’approfondita conoscenza dei sistemi, dei protocolli e degli standard in gioco. Inoltre, è di fondamentale importanza saper costruire un’infrastruttura estremamente flessibile, dal momento che essa avrà un grande impatto sull’operatività degli utenti. In ultimo, è necessario saper formare gli utenti finali sia sull’utilizzo degli strumenti che sulle loro potenzialità, per assicurare il successo del progetto e apportare i benefici attesi all’azienda e ai suoi dipendenti.

3. A guidare l’evoluzione del mercato delle soluzioni di Communication & Collaboration sono senz’altro la crescente mobilità degli utenti e le nuove forme organizzative che vedono sempre più dipendenti lavorare lontano dalla sede principale della propria azienda. Vi sono diversi tipi di lavoratori in mobilità: telelavoratori, dipendenti in sedi remote, agenti in viaggio. Le soluzioni cloud aiutano questa nuova generazione di utenti business a rimanere in contatto tra di loro, con i clienti e con la sede principale in maniera semplice e veloce. La necessità di favorire la mobilità è ormai un fatto riconosciuto da molte aziende, che decidono inoltre di investire sempre più risorse nell’integrazione tra le loro storiche applicazioni aziendali (gestionali, CRM, documentali) e i nuovi strumenti di comunicazione. Inoltre abbiamo riscontrato che sono soprattutto le imprese più piccole a prediligere le soluzioni cloud, sia per la loro facilità di implementazione e gestione che per la convenienza degli abbonamenti.

Enrico CarzanigaEnrico Carzaniga, Unified Communications & Collaboration Manager, FAR Networks
1. Le necessità delle imprese sono cambiate. Oggi, sempre più spesso, i processi di business delle aziende sono delocalizzati o in outsourcing. Le imprese devono affrontare progetti dove la tempestività di risposta è fondamentale e sono obbligate ad adottare strumenti e canali di comunicazione ben diversi da quelli a cui sono abituate. Le aziende si trovano quindi a dover collaborare in modo più efficiente, integrando comunicazioni e processi di business in una piattaforma che non complichi l’esperienza degli utenti, ma che vada bensì ad aumentarne le potenzialità. La Unified Collaboration è lo strumento che consente di sostenere tutto ciò, abilitando la comunicazione ovunque, in ogni momento e con qualsiasi device. La Unified Collaboration riunisce tutti i canali di comunicazione in un’interfaccia unica e semplice. Ultimo fattore da non trascurare è sicuramente l’aspetto economico, infatti gli strumenti di collaborazione unificata presenti oggi sul mercato offrono un ROI decisamente interessante.

2. Le principali piattaforme di collaboration sono ormai ‘cloud oriented’ e il ruolo dei system integrator deve seguire questa ‘rivoluzione’. Per far fronte alle richieste del business non è più sufficiente saper progettare una soluzione UCC legata alle soluzioni hardware o software ma occorre saper integrare e personalizzare la soluzione con i processi di business del cliente. Una soluzione UCC integrata con i processi aziendali ha un forte impatto sull’efficienza aziendale. Il valore aggiunto di un system integrator è la capacità di personalizzare le soluzioni UCC offerte dai vendor con l’obiettivo di creare uno strumento unico e fondamentale per l’azienda. La tecnologia risulta essere un pre-requisito e il system integrator un attore fondamentale in questo scenario di innovazione. In FAR Networks progettiamo esperienze comunicative, valorizzando il potenziale della co-creation con il cliente, per sviluppare soluzioni semplici, innovative e personalizzate sulle esigenze specifiche.

3. I trend sono ben definiti. Le risposte alle richieste del mercato devono essere tempestive e l’unica via per avere una piattaforma snella e reattiva è una soluzione basata sul cloud e slegata dal device fisico. Più del 40% di aziende di mediograndi dimensioni sta facendo convergere le proprie applicazioni UCC verso un unico vendor (fonte Nemertes Research), tipicamente Cisco, Microsoft o Google. Questi provider hanno una piattaforma cloud da dove erogano servizi SaaS che abbracciano tutti i requisiti aziendali: communication, collaboration, content sharing, video, Byod, integration via API con applicativi aziendali (CRM, ERP, etc.), con una security integrata che garantisce la massima sicurezza dei dati trasportati. Una nuova generazione di prodotti, le whiteboard digitali, sta aprendo la strada verso sistemi di collaborazione immersivi, grazie a cui i team creativi e di progetto possono manipolare e condividere materiali in real time con colleghi e collaboratori da remoto. Le frontiere dello smart working continuano quindi ad ampliarsi, agevolando sempre più l’adozione di nuovi modelli di lavoro agile in Italia.

Scandia BabuinScandia Babuin, Amministratore Delegato IBT EUROPE
1. Il mondo dell’organizzazione aziendale sta vivendo un momento di grande trasformazione: basti pensare al crescente uso di social network non ‘protetti’, ma che ormai fanno parte integrante della nostra vita lavorativa, alla necessità di effettuare attività di web collaboration, come video call stabili e affidabili, tra persone dislocate in vari Paesi del mondo o alla necessità di accedere ai nostri documenti ovunque, però in massima sicurezza. O più semplicemente dare ordine alla miriade di dati aziendali che vengono raccolti ogni giorno da varie divisioni con l’aiuto di un valido data collector in grado di trasformare questi dati in potenti tool di vendita, per esempio. La sfida del futuro e quello che ci richiedono i manager d’azienda e i responsabili ICT con cui ci interfacciamo ogni giorno è proprio trovare soluzioni su misura che possano far fronte a questa rivoluzione, semplificando le comunicazioni e rendendo più efficienti i processi. In quest’ottica è anche molto importante guardare ‘oltre’ insieme al cliente progettando sistemi pensati per crescere insieme all’azienda.

2. Sicuramente è molto importante poter contare su una vasta esperienza ‘sul campo’ a contatto con diverse realtà e problematiche. Questo perché per ottenere soluzioni di Unified Communication di sicuro successo, è fondamentale che il system integrator sappia dialogare a più livelli con tecnologie e attori diversi tra loro che però devono riuscire a guardare avanti, insieme, in totale armonia. Per esempio, abbiamo da poco sviluppato e installato i sistemi di Unified Communications con tecnologia Unify per la nuova centrale unica di emergenza del 118 della Provincia Autonoma di Trento; un progetto talmente complesso da richiedere diverse competenze e tecnologie, come rapportarsi con chi si è occupato di sviluppare l’applicazione che ha reso possibile il dialogo tra gli eventi registrati tramite le chiamate e la cartografia che consente la geolocalizzazione e chi, ancora, ha reso possibile l’importazione nel sistema del patrimonio cartografico in tema di sentieristica e piste da sci con la massima tutela dei dati.

3. Le Unified Communication stanno accelerando la trasformazione di molte industrie. Una di queste in grande fermento, è proprio quella dell’healthcare e, nello specifico, della clinical governance in chiave organizzativa e gestionale. Ci sono vari trend in atto tra cui quello di una condivisione digitale dei numeri d’emergenza in modo da ottimizzare i tempi di intervento, tra cui il progetto del nuovo numero nazionale - il 116117 - che consentirà al cittadino di contattare la guardia medica a lui più vicina nel minor tempo possibile, oppure quelli legati all’ottimizzazione delle risorse pubbliche nel settore medicale o nel poter offrire all’interno di ospedali l’accesso anche a servizi extra a pagamento, rispetto a quelli ‘standard’, per un maggior comfort del paziente. Nel primo caso mi riferisco, per esempio, al problema dello spreco di cibo nelle strutture ospedaliere o di tempo nel dover gestire documenti amministrativi cartacei, mentre nel secondo caso mi riferisco alla promozione di servizi che favoriscono l’indipendenza ed il benessere del paziente. Unify ha sviluppato software e soluzioni specifici proprio per far fronte a queste evoluzioni che stanno riscuotendo un grosso interesse in tutto il mondo.

Luigi PedrottaLuigi Pedrotta, CEO, LAN & WAN
1. Le motivazioni sono diverse: l’esigenza di avere una piattaforma di collaborazione con i clienti e/o collaboratori dove poter attivare videoconferenze o call conference senza spostarsi dalla propria sede e quindi abbattendo i pesanti costi di trasferta per fare dei meeting che il più delle volte durano poche ore; realizzare un impianto in grado di dare un’unica interfaccia all’operatore per gestire qualsiasi strumento di comunicazione a disposizione, ottimizzando così tutte le risorse di telecomunicazione messe a disposizione; poter interagire durante la gestione della comunicazione con altre piattaforme software come gestionale, CRM, etc. coinvolgendo nell’interazione con il chiamato o chiamante, informazioni dettagliate storicizzate su App aziendali che tornano normalmente utili nella gestione di clienti, fornitori e collaboratori.

2. Assolutamente sì. Al fine di una corretta progettazione e realizzazione di soluzioni di questo tipo, il system integrator deve avere una preparazione poliedrica. Deve conoscere molto bene i sistemi fonia, le problematiche con i carrier e la corretta gestione della voce su sistemi IP ovvero la tematica del Voice over IP piuttosto che Video Voice over IP, al fine di garantire node to node, un’ottima qualità della voce e del video. Al contempo è necessario essere anche degli esperti IT, in quanto questi sistemi vanno necessariamente a impattare sulla digitalizzazione degli impianti informatici dei clienti, per cui è necessaria una buona conoscenza di queste applicazioni in tutti gli ambienti client, server, cloud e virtuale. In ultima istanza, ma non per importanza, è necessario essere anche degli esperti di reti locali e geografiche, in quanto il network che contiene tali flussi dovrà essere configurato in modo tale da prioritizzare correttamente i pacchetti IP che contengono flussi video voce, rispetto ai pacchetti IP che contengono dati diversi, eccezion fatta per i protocolli di routing dinamico che hanno la massima priorità su tutte le altre tipologie di traffico.

3. Anche su queste tematiche il cloud sta portando un’evoluzione tecnologica. Così come le App e i dati si stanno suddividendo, in base alle esigenze, tra cloud pubblico e cloud privato, anche per le soluzioni di UCC utilizzare una soluzione ibrida in diversi casi, potrebbe portare dei vantaggi. In questo caso però va fatta particolare attenzione in Italia ad un fenomeno non ancora purtroppo risolto, il ‘digital divide’. Altro tema da non sottovalutare sono i nuovi protocolli di comunicazione, in particolare per fare web conference, che vengono messi a disposizione gratuitamente da importanti aziende che gestiscono la loro attività su Internet e che vedono in questi sistemi di comunicazione, non un business fine a se stesso, ma uno strumento per avvicinare i clienti e agevolarli all’acquisto su piattaforme di e-commerce. Già oggi esistono piattaforme di comunicazione su web che funzionano bene e sono completamente gratuite. Questo porterà i brand che vendono tecnologie a pagamento ad abbassare i prezzi oppure a rendere le proprie soluzioni molto più appetibili grazie a funzionalità non ancora presenti sulle piattaforme gratuite. Inoltre all’aumentare delle tecnologia usciranno codec sempre più potenti e intelligenti che consentiranno qualità della voce e del video con bande sempre più ridotte.

Alberto RoseoAlberto Roseo, Managing Director, Lutech
1. Lutech, negli ultimi anni, è stata protagonista di un incremento importante in riferimento alle richieste di progetti di collaboration a supporto del business dei proprio clienti. Tante sono le ragioni che spingono oggi le aziende ad adottare questo ‘nuovo’ tipo di tecnologie. Eccone alcune: videoconferenza e condivisione in tempo reale di tutti i documenti. Un flusso di lavoro che comporta un beneficio in termini di tempo e costi in riferimento alle spese di trasferta e soprattutto una grande attenzione anche all’aspetto ecologico; forza lavoro ‘always connected’ indipendentemente dalla geolocalizzazione del singolo con conseguente velocità ed efficienza nello scambio delle informazioni e nei processi decisionali aziendali; l’esigenza di lavorare in team, in gruppo interconnettendo anche - e non solo - funzioni aziendali diverse all’interno dell’azienda prendendo spunto dai nuovi metodi e modelli di comunicazione che arrivano dal mondo consumer e social e a cui tutti, ormai, ci siamo abituati.

2. Indubbiamente l’aspetto più delicato per il processo di un progetto di collaboration, è la conoscenza del mondo del networking e delle infrastrutture su cui i progetti di collaboration si basano e le cui basse performance e la mancanza di tuning possono influenzare pesantemente il successo del progetto stesso e l’adozione delle tecnologie da parte degli utilizzatori. La collaboration, infatti, deve essere immediata e di facile usabilità, evitando di portare complicazioni ma benefici e risoluzioni. Un altro aspetto importante per il system integrator è quello del supporto consulenziale nell’impatto che l’adozione delle tecnologie di collaboration hanno sui processi e sulle organizzazioni aziendali.

3. Lutech, in questo ambito, collabora da anni con Cisco. Leader mondiale in grado di (r)inventare e migliorare l’experience della collaboration puntando sulla facilità d’uso anche grazie al design delle soluzioni oltre all’integrazione con le applicazioni e il social. È rilevante sottolineare come Cisco offra soluzioni di collaboration per le aziende e le organizzazioni coniugando semplicità, sicurezza, scalabilità, adattabilità a tutti i tipi di ambienti aziendali, a tutte le generazioni e a tutte le funzioni. Invece di seguire la banalizzazione del concetto ‘smart working’ abilitato solo da laptop e smartphone, Cisco offre un’experience adatta a esprimere il vero potenziale economico e di modello rappresentato dalla digitalizzazione. Ne è un chiaro esempio la piattaforma cloud di Team Collaboration Cisco Spark con il recente lancio del Cisco Spark Board che consente il co-design e il lavoro di whiteboarding a distanza anche con utenti dotati di tablet.

Paolo VannuzziPaolo Vannuzzi, CEO, Noovle
1. Il tema è strettamente legato alla necessità di fare sistema da parte di enti e aziende. Ormai da tempo si è superato il modello di lavoro cosiddetto ‘a silos’, dove ogni settore, ogni reparto, ogni persona, portava avanti in modo quasi autonomo le proprie iniziative, spesso indipendentemente dal contesto di riferimento. La necessità di uscire dagli schemi tradizionali per orientarsi sempre più verso nuovi modelli basati sulla collaborazione - e dunque centrati sulle attività - ha creato le condizioni per l’adozione di piattaforme flessibili in grado di integrare i processi interni dell’azienda. Il tutto unificando le informazioni presenti e consentendo a tutti di lavorare in modo trasparente e veloce sulle informazioni condivise. Con l’avvento dei processi legati a Industria 4.0, il concetto stesso di azienda viene superato e sostituito da un concetto di azienda estesa, e/o di filiera, con piattaforme che evolvono verso modelli preposti a ospitare anche soggetti esterni all’organizzazione. Quindi, anche da questo punto di vista, le soluzioni portate in campo da provider importanti come Google consentono di non avere limiti nell’usabilità - in termini di connettività, scalabilità, accesso - rispetto a tante soluzioni che ogni realtà potrebbe sviluppare in casa.

2. Un system integrator si caratterizza fin dall’approccio utilizzato nei confronti dei clienti e questo è un aspetto che appartiene a Noovle a livello di DNA e che è stato impostato fin dall’inizio, quando il cloud era solo un’idea, una proiezione utopistica. Il fatto stesso di essere partiti con molto anticipo ci ha permesso di esprimere il nostro potenziale molto più facilmente di tanti altri soggetti che applicano altri modelli o si stanno affacciando solo adesso a questo mercato. L’approccio di Noovle è di tipo consulenziale - orientato alle soluzioni - e consente di interpretare al meglio le esigenze legate al business dei nostri clienti. Attraverso figure tecniche molto specializzate e certificate, abbiamo potuto perfezionare le proposte nei mercati dove operiamo (retail, finance, industry e PA), certi di offrire il maggior vantaggio competitivo per i clienti. Il nostro valore aggiunto risiede nella conoscenza del modello di business dei nostri clienti e nella capacità di adattare le piattaforme di Unified Communication alle esigenze specifiche.

3. Gli strumenti sono in continua evoluzione e l’attenzione si sta spostando sempre più da una tematica di produttività individuale a una produttività collaborativa, anche all’interno degli stessi processi aziendali. Soluzioni un tempo molto strutturate, come ad esempio la gestione delibere o il protocollo, se inserite all’interno di un processo costruito in ottica collaborativa, comportano vantaggi significativi in termini di efficienza ed operatività (si riducono i tempi morti, si abbatte il rischio di avere versioni non aggiornate ecc.). Si registra inoltre la tendenza a creare dei contesti di condivisione aziendale partecipativa, che superano e annullano la logica del singolo documento.

Marco MoriniMarco Morini, Amministratore Delegato, TechMobile
1. Tutti i progetti di Unified Communication & Collaboration che sta seguendo TechMobile attraverso la sua partecipata BSS-One hanno il fattore comune dell’ottimizzazione dei processi aziendali. I diversi dipartimenti aziendali chiedono sempre di più ai team di lavoro in tempi sempre più brevi, per questo è fondamentale avere a disposizione un unico strumento di comunicazione e collaborazione completo ma, allo stesso tempo, intuitivo. L’utilizzo delle risorse aziendali in mobilità, inoltre, richiede tool ‘responsive’ indipendenti dalla piattaforma e dal dispositivo, e, infine, è richiesta la massima garanzia di sicurezza sul transito delle informazioni da e verso devices per uso anche privato.

2. Con la vasta scelta di soluzioni sul mercato, anche sotto forma di App magari gratuita, il system integrator deve puntare tutto sulla sua esperienza e la capacità di indirizzare il cliente verso la soluzione migliore per le sue esigenze. TechMobile è apprezzata per le sue competenze di consulenza prevendita e per l’esperienza nella scelta del vendor più innovativo sul mercato. Fondamentale, inoltre, (tornare a) fare veramente l’integratore, ovvero essere in grado di connettere con le righe di codice opportune gli applicativi legacy che possono intervenire nell’ottimizzazione dei processi di collaboration e di condivisione dei documenti. Infine, la componente di formazione: la maggior parte dei progetti UCC falliscono o vengono sfruttati per una minima parte del loro potenziale esclusivamente perché l’uso di queste piattaforme richiede un cambio radicale di paradigma che non può essere immaginato senza un adeguato lavoro da parte della divisione risorse umane e delle ore di formazione specifica.

3. Credo che, al netto delle osservazioni già fatte, la tendenza più interessante che sarebbe importante approfondire ora, e TechMobile lo sta già facendo, è l’introduzione dei Bot – o in generale di processi automatizzati - in questo tipo di soluzioni. Molte attività ripetitive che si fanno ogni giorno possono essere definite e demandate a batch personalizzati, sollevando i team da incombenze noiose per consentire la massima concentrazione sulle particolarità di ogni singolo task.

 
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