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Sicurezza
 

31/05/2016

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Occhio alla sicurezza nelle strategie software-defined

Da una recente ricerca emerge che l’81% degli intervistati teme che i suoi dati possano essere violati in qualsiasi momento, ma il 48% si affida solo alla propria memoria per ricordare le password.

Benjamin Jolivet“Oggi è il software a definire la capacità di attrazione o il valore di business di un prodotto o di un servizio”. A parlare così è Benjamin Joilvet , country manager di Citrix Italia, SouthEastern Europe e Israele. “Lo stesso vale per la produttività aziendale: mobility, nuovi modelli di smart working, Byod e team sempre più virtuali richiedono una rivisitazione profonda delle architetture ICT che devono orientarsi verso modelli software defined a tutto tondo”, prosegue. Un trend che Citrix indirizza attraverso un’offerta ampia e articolata in grado di garantire a tutti i livelli elevati livelli di sicurezza e compliance, fattori sempre in primo piano, come conferma una recente indagine commissionata dal vendor ad Ales Market Research.

La percezione del rischio al tempo degli smartphone
L’ ‘Indagine sulla percezione della sicurezza dati tra i lavoratori’ - questo il titolo dello studio - è stato condotto nel mese di febbraio su un campione di 600 lavoratori italiani per capire come viene percepito il rischio legato alla perdita dei dati da chi ogni giorno gestisce il proprio lavoro tra laptop, smartphone, tablet e cloud e quali accorgimenti vengono messi in atto per proteggersi. Il primo dato che salta all’occhio è che il 73% degli intervistati avverte oggi una maggiore vulnerabilità delle proprie informazioni rispetto a quando non utilizzava questi strumenti, e ben l’81% avverte il rischio che i propri dati possano essere violati in qualsiasi momento. Non c’è troppa differenza nella percezione del rischio tra salvare le proprie coordinate bancarie nel portafoglio (48%) o in formato digitale su smartphone, tablet o pc (52%), mentre il cloud è considerato piuttosto affidabile, se si pensa che il 53% considera al sicuro i dati salvati sulla nuvola. Le informazioni sensibili e i dati personali sono comunque percepiti come un valore da tutelare con la massima attenzione almeno dal 70% degli intervistati, che considera più traumatizzante la loro violazione rispetto al furto del portafoglio.

Password, dischi esterni e software di sicurezza
Ma quali sono le azioni che in concreto vengono intraprese per mettere i dati al sicuro? La principale strategia è innanzi tutto quella di evitare di condividerli (64%). A questo accorgimento di base seguono il cambio frequente delle password (36%), che vengono adottate dal 33% del campione anche per archiviare i documenti e dal 32% per proteggere la rete WiFi. L’utilizzo di software di sicurezza aggiornati è solo appannaggio del 35%, mentre il 30% sceglie di archiviare i propri dati su dispositivi esterni. Fortunatamente solo una percentuale minima (4%) non utilizza alcuna strategia per proteggere i propri dati personali. Per quel che riguarda invece la protezione dei dati aziendali, i rispondenti si affidano in egual misura (43%) all’utilizzo di dispositivi esterni per l’archiviazione dei file e alla protezione dei documenti con una password mentre è leggermente inferiore il numero di coloro che utilizzano software di sicurezza approvati dall’azienda (37%). Solo il 18% utilizza il cloud, mentre un non irrilevante 14% non mette in sicurezza in alcun modo i file aziendali. A chi non è mai accaduto di dimenticare una password? La metà degli intervistati (49%) afferma di affidarsi unicamente alla propria memoria per ricordare le proprie password, mentre il 38% ricorre al vecchio sistema di annotarle su un foglio cartaceo (24%) o digitale (14%) e il software di codifica è utilizzato solo dal 7% dei rispondenti. L’86% dei rispondenti – quasi l’unanimità del campione - percepisce per altro la sicurezza e la protezione dei dati come una priorità per l’azienda per cui lavora. “Il fatto che si percepisca la sicurezza come un elemento di grande importanza non significa che l’utente sia disposto a scendere a compromessi sulla qualità dell’esperienza utente - conclude Jolivet. La mobility oggi è un elemento vitale per i lavoratori e la produttività è sempre più legata alla possibilità di accedere ai dati e alle applicazione in ogni momento, ovunque ci si trovi. La strategia di Citrix tende proprio a rendere disponibili soluzioni in grado di coniugare un’esperienza utente del tutto fluida con i più elevati livelli di sicurezza”.

 

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