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01/02/2013

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Gli Italiani e il Digitale secondo la Ricerca Cisco di ISPO

L’impatto è positivo, ma servono più informazione e condivisione

 

 

 

Cisco Italia, ha reso noti i risultati della ricerca “Gli Italiani e l’Agenda Digitale”, realizzata da ISPO, da cui è emerso come vi sia una grande fiducia nell’impatto positivo in aree quali la comunicazione, la scuola, la cultura, l’interazione con la PA e il Servizio Sanitario.
 

“L’Italia fa un passo avanti importante sulla strada dell’innovazione. L’Agenda Digitale diventa legge dello Stato, con azioni fondamentali per la digitalizzazione di questo paese e un ragionamento concreto sul tema delle infrastrutture.
Queste norme prenderanno forma nei prossimi mesi e anni, ma ciò che è avvenuto conferma la convinzione che le istituzioni ne abbiamo compreso l’enorme valore in termini di opportunità e di sviluppo economico”, ha dichiarato, in dicembre, Agostino Santoni, Amministratore Delegato di Cisco Italia. C’è però un aspetto che, secondo Santoni, non è stato affrontato con la necessaria decisione: l’alfabetizzazione digitale. “Se si vuole che la strada aperta da questa legge sia percorsa da tutti, è necessario mettere in campo prima possibile progetti che diffondano in modo capillare la capacità di vivere e lavorare in un paese finalmente digitale”.

 


La ricerca


 

La ricerca è stata condotta attraverso un’indagine demoscopica su un campione di 800 casi statisticamente rappresentativi della popolazione residente in Italia e, tramite un approfondimento quali-quantitativo, presso un campione di 100 opinion maker.

Il tema dell’Agenda Digitale è, per ora, appannaggio di una minoranza informata: se l’85% degli opinion maker intervistati ne ha sentito parlare, solo il 66% di questi dichiara di sapere bene di cosa si tratta e l’83% ritiene che la questione digitale sia di primaria importanza per la modernizzazione del Paese, mentre il 63% della popolazione ammette di non averne mai sentito parlare.

 

Nonostante la scarsità di informazioni sul tema, gli italiani hanno mostrato di essere fortemente fiduciosi e interessati ad approfondire la conoscenza degli impatti positivi che la digitalizzazione può portare nella loro vita, oltre che pronti a recepirne i cambiamenti e a beneficiarne.

Più della metà dei cittadini (52%) si sono dichiarati sicuri che la digitalizzazione cambierà in meglio la loro vita, citando tra gli ambiti che potranno migliorare: la comunicazione (67% degli intervistati), la scuola (65%), l’accesso alle informazioni e ai contenuti culturali (64%), la modalità di interazione con la Pubblica Amministrazione (61%), il Servizio Sanitario (60%).

 

Ma i cittadini italiani dimostrano di cogliere anche i risvolti ecologici e sociali che potrebbero derivare da una massiccia digitalizzazione del Paese: il 48% degli intervistati ritiene che possa contribuire a migliorare la qualità dell’ambiente e dell’aria, mentre il 52% si aspetta un miglioramento della qualità della vita, incidendo positivamente anche sul suo costo.

 

 

Le smart city


 

Il processo di digitalizzazione avrà un effetto positivo sulla vivibilità delle grandi metropoli, attraverso l’utilizzo della tecnologia per la creazione di Smart City.

 

L’indagine evidenzia come il concetto di Smart City debba essere divulgato di più tra i cittadini (il 77% della popolazione non ne ha mai sentito parlare, il 16% ne ha una conoscenza vaga, mentre solo il 7% dichiara di sapere bene di cosa si tratta).

Per il 90% degli opinion maker, Expo Milano 2015 sarà un’occasione da non perdere per fare in modo che le innovazioni introdotte per l’Expo siano utili anche dopo la chiusura della manifestazione per i cittadini e la città di Milano.

 

 

Il ruolo della PA

 

 

La popolazione si è dimostrata pronta non solo a recepire i cambiamenti e a beneficiarne, ma anche perfettamente consapevole che la PA debba assumere un ruolo da protagonista per la modernizzazione del Paese. Gli Opinion maker (100% degli intervistati) e cittadini (85% degli intervistati) ritengono che la digitalizzazione dei servizi della PA garantisca sviluppo e modernità al Paese.
 

Le iniziative finora attuate hanno acuito negli utenti il desiderio di avere servizi digitalizzati “end-to-end”, che consentano di effettuare l’intera procedura richiesta attraverso lo strumento telematico (in questo senso si sono espressi l’80% dei cittadini e il 92% degli opinion maker).


 

I benefici attesi


 

Tra i benefici attesi, la trasparenza (94% per gli opinion maker e 82% per i cittadini), i risparmi sia per lo Stato che per il cittadino (89% per gli opinion maker e 79% per i cittadini), la riduzione del digital divide (85% per gli opinion maker e 74% per i cittadini).

 

Il decisore politico è considerato come attore di primaria importanza per la diffusione delle tecnologie digitali e gli opinion maker sollecitano interventi governativi capaci di concretizzare e rendere fattibili i contenuti dell’Agenda Digitale.

Ma gli stessi cittadini vogliono essere aggiornati sui progressi dell’agenda (il 49% sul totale del campione, che diventa il 73% tra i 18-34enni, il 65% tra i 35-44enni). I canali più desiderati per informarsi sono il telegiornale (35%) per i più maturi e lo stesso sito Internet dell’Agenda Digitale (22%) per i più giovani.
 

 
TAG: Inchiesta

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