Aruba VPS
Sicurezza - Case History & Inchieste
 

31/05/2012

Share    

Dal VoIP alla SAN, il progetto ICT della CCIAA di Alessandria

La nascita della Camera di Commercio di Alessandria risale al 1862 ed è posteriore di soli tre mesi alla legge 6 luglio 1862, n. 860 che istituiva le Camere di commercio e arti in ogni capoluogo di provincia e in alcune sedi circondariali. L’ente negli ultimi anni ha vissuto una doppia fase progettuale che ha radicalmente ridisegnato la sua infrastruttura ICT portando risultati importanti in termini di efficienza e produttività.

 

 

 

Più efficienza e più produttività grazie al rinnovamento della Camera di Commercio

 

 

Maurizio Rizzardo


La nascita della Camera di Commercio di Alessandria risale al 1862 ed è posteriore di soli tre mesi alla legge 6 luglio 1862, n. 860 che istituiva le Camere di commercio e arti in ogni capoluogo di provincia e in alcune sedi circondariali.La nascita della Camera di Commercio di Alessandria risale al 1862 ed è posteriore di soli tre mesi alla legge 6 luglio 1862, n. 860 che istituiva le Camere di commercio e arti in ogni capoluogo di provincia e in alcune sedi circondariali.


L’ente negli ultimi anni ha vissuto una doppia fase progettuale che ha radicalmente ridisegnato la sua infrastruttura ICT portando risultati importanti in termini di efficienza e produttività.

 

 

 

Dal cablaggio allo storage

 

La sede principale della CCIAA di Alessandria è stata inaugurata nel maggio 2001, dopo un sapiente restauro della struttura che risale al settecento. La ristrutturazione ha comportato anche il completo rifacimento di tutti i sistemi tra cui il cablaggio strutturato, mentre attualmente la rete locale ad anello, basata su switch layer 2 e 3 POE (Power Over Ethernet), coinvolge tutti i locali dello stabile con diversi frutti per ogni postazione utente. La sede camerale si articola in quattro piani in ciascuno dei quali è presente un rack per il cablaggio orizzontale in rame di categoria 5e mentre il cablaggio verticale è in fibra. La soluzione ad anello è stata introdotta di recente in sostituzione di quella a stella, in questo modo, anche in presenza di un guasto a uno switch, la rete locale continua a funzionare.


I sistemi informatici della Camera di Commercio sono amministrati direttamente da personale interno che costituisce una unità operativa di tre persone di cui sono il responsabile. La CCIAA di Alessandria è naturalmente inserita nel circuito delle Camere di Commercio italiane ed è parte integrante di un sistema ben collaudato e connesso attraverso una rete geografica amministrata dalla società consortile delle Camere di Commercio italiane, InfoCamere.


Compito principale dell’ufficio informatica è quello di garantire la fruibilità dei dati senza interruzioni e con la massima flessibilità possibile ed è per questo che nel 2011 si è reso necessario un investimento che andasse in questa direzione.

 

Il dato, la sua disponibilità continua e l’efficacia dei servizi a esso correlati sono essenziali, senza di essi le attività si fermerebbero perciò l’obiettivo è chiaro: garantire la continuità dei servizi. Per questo è stata scelta una soluzione che ha visto l’introduzione di un sistema in alta affidabilità per quanto riguarda lo storage e l’attivazione della virtualizzazione lato server.


Con la collaborazione della società consortile è stato definito il progetto che ha riguardato l’introduzione di una unità SAN composta da due sottounità (teste) ciascuna delle quali vede una batteria di dischi SAS, un proprio controller e una propria RAM oltre ad alimentazione ridondata. I dischi SAS sono configurati in raid 6 per avere il massimo della tollerabilità ai guasti fisici. La prima testa costituisce l’unità di storage della Camera di Commercio, nei sui dischi sono contenuti tutti i file utente per circa 1 TB il cui accesso è garantito da share di tipo CIFS. La seconda testa ospita le macchine virtuali tra cui 4 server di produzione e alcune altre macchine di test.

 

 

Sistemi affidabili e consistenza del dato

 


L’introduzione dei server virtuali ha permesso di definire due domain controller per l’autenticazione all’active directory camerale e distribuire i vari applicativi sugli altri 2 server. La potenza elaborativa del sistema virtuale viene garantita da 2 server fisici biprocessori connessi alla SAN attraverso 2 switch dedicati, in questo caso le connessioni sono ‘incrociate’ in modo tale che se si verifica un crash contemporaneo di un server fisico e di uno switch l’architettura garantisce in modo trasparente la continuità del servizio e quindi la disponibilità del dato.


Il backup dei dati contenuti nella SAN viene effettuato a diversi livelli, il primo è la SAN stessa che attraverso una politica di snapshot permette di effettuare automaticamente backup incrementali su propri dischi. Il backup viene garantito anche da un server fisico dedicato, recuperato dalla precedente architettura, a cui è connessa via SCSI una libreria DAT da 8 nastri con capacità di 400 GB ciascuno.


Questo server di backup è stato posizionato in un locale separato dal data center in cui sono installati gli apparati di virtualizzazione ed è monitorato costantemente da alcuni sensori ambientali. Sui nastri vengono storicizzati i backup per alcuni mesi.


Un terzo livello di backup è stato attivato con la società consortile delle Camere di Commercio e consiste in un servizio di backup remoto che avviene nelle ore notturne a livello di volumi di dati presenti nella Storage Area Network. Il ripristino può avvenire anch’esso per volumi, questo servizio è utile nel caso estremo di sostituzione improvvisa dell’unità SAN.


Il sistema adottato ha permesso di elevare notevolmente il livello di continuità e consistenza del dato e dei servizi erogati, ma anche di realizzare una struttura facilmente espandibile. Infatti l’attuale SAN può essere integrata da ulteriori 4 batterie di dischi e anche la potenza elaborativa può essere incrementata semplicemente aggiungendo altri server fisici. Questo rende l’investimento molto duraturo nel tempo e svincola l’ente camerale da fornitori obbligati, in teoria tutti i sistemi e applicativi possono essere ospitati nella struttura.


La realizzazione e l’installazione di questo nuovo ambiente non ha di fatto comportato un fermo del sistema preesistente, infatti la nuova architettura è stata attivata in parallelo e i dati sono stati migrati in poco tempo durante i momenti di chiusura degli uffici. I circa 80 operatori camerali non hanno subito alcuna interruzione della loro attività e il tutto è stato trasparente.

 

L’azione dell’ufficio informatica, combinata con i consulenti messi a disposizione dalla società consortile per questo progetto ha permesso in tre giorni di attivare la nuova struttura senza particolari difficoltà. Si è potuto constatare che a distanza di alcuni mesi le performance dell’intero sistema informatico sono decisamente aumentate ed è stato possibile progettare nuove implementazioni per il prossimo futuro tra cui un nuovo sistema di gestione della posta elettronica e un nuovo software per la gestione dei dati di presenza del personale dipendente. La nuova struttura ha permesso di ridurre di circa il 30% i tempi di installazione di software attraverso distribuzioni automatizzate, l’aggiornamento degli antivirus sui client ed anche i tempi di avvio dei computer.

 

 

Il taglio dei costi telefonici

 


Parallelamente a questo progetto è stato implementato anche il sistema VoIP, approfittando del fatto che sono stati introdotti nuovi switch e che la normativa imponeva già un paio di anni fa di ridurre le spese telefoniche del 30% rispetto a quelle previste per il 2008 salvo utilizzare i servizi voce tramite protocollo Internet (VoIP). Una riduzione così consistente dei costi telefonici avrebbe comportato notevoli difficoltà operative; inoltre, la Camera di Commercio di Alessandria, era dotata di un sistema telefonico molto datato, risaliva a metà degli anni novanta e anche gli apparecchi presenti negli uffici erano per lo più molto vecchi.

 

Inizialmente è stato condotto uno studio sulle esigenze telefoniche dei singoli uffici, andando a definire quanti apparecchi sarebbero stati necessari e se fissi, cordless o fax nonché le necessità di avere a disposizioni rubriche condivise, elenchi delle telefonate perse e fatte oltre ad altri servizi accessori.


Questa pianificazione ha permesso di individuare la tipologia di apparecchi e di servizi da attivare raggiungendo un elevato grado di razionalizzazione e di efficienza. Il nuovo sistema telefonico è stato apprezzato da tutti gli operatori camerali che hanno avuto, fin da subito a disposizione, numerosi nuovi servizi non proponibili con il precedente sistema analogico. Gli apparecchi telefonici sono perciò stati connessi alla LAN senza la necessità di una propria alimentazione essendo gli switch Power Over Ethernet.

 

I vantaggi sono anche stati in termini economici: sui consumi, di fatto, si sono quasi dimezzati i costi delle telefonate verso l’esterno del sistema camerale e annullati quando vengono effettuate chiamate tra soggetti camerali dotati di VoIP anche su territori diversi. La difficoltà incontrate sono state in prevalenza inerenti all’interfacciamento verso alcuni dispositivi analogici che sono rimasti, tra cui telefoni cordless e macchie fax multifunzione.

 

La loro connessione al sistema VoIP è garantita da convertitori analogico/digitale che devono essere opportunamente impostati a seconda dell’apparecchio a cui vengono collegati. Questa dinamica si ripete ogni volta che gli apparecchi analogici devono essere sostituiti.

 

Il sistema VoIP porta con se alcuni aspetti che lo caratterizzano e che sono stati riscontrati anche nel nostro caso, in particolare, a fronte di un notevole investimento iniziale in tecnologia per l’acquisto dei nuovi telefoni, è stato possibile dismettere i vecchi apparecchi ormai quasi tutti obsoleti ed il personale interno dell’ufficio informatica è in grado di gestire completamente tutti i servizi correlati attraverso una piattaforma software centralizzata; in questo modo sono stati azzerati tutti i costi di intervento sulla centrale telefonica analogica che è stata dismessa.


Infine, nel caso in cui un operatore camerale deve cambiare collocazione e mantenere la sua utenza telefonica, è sufficiente spostare il suo telefono senza dovere effettuare improbabili permutazioni dei cavi nei vari armadi di piano.

 

TORNA INDIETRO >>