Regent 2B
Datacenter
 

10/04/2020

Share    

di Gianmarco Nebbiai

Cabling e performance: al cuore del business

Il punto sulle richieste del mercato e le proposte degli operatori, in uno scenario di controllo delle performance, integrazione tra fibra e WiFi, sicurezza.

BICSI è il più importante evento europeo dedicato alle Infrastrutture per le Telecomunicazioni e ai Sistemi ICT. Un’occasione di confronto tra operatori del settore ICT e utenti sulle tendenze, le opportunità e l’evoluzione tecnologica. Un appuntamento che mette a confronto progettisti, installatori e tecnici, di fronte alla necessità di individuare soluzioni performanti per un aspetto, quello dei servizi ICT, che in tutti i settori è ormai sentito parte integrante del business. In occasione dell’ultima edizione ne abbiamo approfittato per raccogliere dalle imprese presenti una testimonianza diretta che restituisce il quadro di un settore sempre più concentrato sul controllo delle performance, l’integrazione tra fibra e WiFi, sicurezza. Di seguito le interviste e le dichiarazioni raccolte tra alcuni degli espositori presenti alla manifestazione.

Giorgio BernardiINRETE
Giorgio Bernardi, product visionary
Observability. È un principio di osservazione e controllo del sistema informatico che serve a garantirne la corretta gestione. In questo campo si muove con esperienza Inrete, azienda attiva sui servizi di gestione della connettività per le imprese da oltre 25 anni, con WIFI Probe.

“Noi offriamo strumenti per l’observability delle infrastrutture. Failure ed anomalie sono eventi normali, contemplabili nella vita di un sistema complesso. L’importante è sapere cosa fare quando avviene qualcosa per riparare, correggere, ripartire quanto prima. Per questo è necessario avere a disposizione strumenti di feedback e observability” spiega Giorgio Bernardi, product visionary di Inrete, che prosegue: “Un modo per implementare l’observability del sistema informatico, per esempio, è attraverso il track del call center. Prendiamo l’esempio di una grande banca; attraverso l’osservazione delle richieste di intervento al suo call center è possibile comprendere quando si è generato un certo problema all’interno del sistema. Certo, è un modo di procedere un po’ arcaico. In questo modo sai quale sia il problema ma non hai capito ancora in quale punto intervenire”.
Gli strumenti di observability, invece, risolvono proprio questo aspetto sulla base di transazioni sintetiche. In pratica, rifanno le operazioni fatte dall’utente generando delle informazioni dalle quali attivare azioni sull’infrastruttura.

Immaginiamo di dover gestire un servizio WiFi. Abbiamo la possibilità di individuare in modo preciso il punto e il tipo di problema sul quale intervenire. Abbiamo una sonda in grado di collegarsi alla rete WiFi controllando tutti gli access point; i servizi di autenticazione, e tutte le fasi del processo. Questo controllo viene ripetuto e, in caso di failure, è in grado di attivare il gruppo di competenza idoneo. “In sostanza, si riduce il time to fix ma soprattutto il time to acknowledge (riconoscimento del problema). Si elimina quel periodo di disorientamento e indecisione che impedisce di mettere subito in campo le contromisure adatte. Se il ciclo è guidato dall’esperienza utente l’efficacia del sistema ne risultata potenziata. Con questo sistema di diagnosi e controllo viene offerta la possibilità di emulare l’esperienza utente, arricchita da una mole completa di dati tecnici che possono essere utilizzati dal gestore. Il tool non è invasivo rispetto al sistema e si collega a esso e archivia le informazioni in cloud. L’ambito di applicazione di queste soluzioni è proprio la componente WiFi, ma può essere applicato ad altri ambienti di routing, server farm e applicativi. In alcuni ambiti con un alto numero di access point abbiamo fatto delle installazioni per cui il reset dell’apparato in caso di malfunzionamento può essere dato dal nostro sistema”.

Marco OlivieriCAMBIUM NETWORKS
Marco Olivieri, regional sales manager
Grande attesa per gli addetti ai lavori sulle prospettive legate alla diffusione del WIFI 6 802.11. C’è chi scommette sul fatto che questo sia il protocollo che ci porterà realmente verso la digital transformation. Così, per esempio, vede lo scenario Marco Olivieri, regional sales manager di Cambium Networks: “Siamo a una fase di svolta perché avremo un grande aumento di performance e un significativo miglioramento nell’esperienza dell’utente. Gli utenti ormai sono in gran parte orientati a prediligere l’uso mobile attraverso smartphone e tablet e soprattutto prediligono l’uso di contenuti video. Questo richiede maggiori capacità di banda e di performance. Il WiFi 6 risponde a questa necessità”.
Cambium Networks è nel mondo del wireless da sempre, dal 2003 al 2011 come divisione di Motorola, in seguito come società indipendente e ci definiamo la fabbrica del wireless.
“Abbiamo una tradizione consolidata nei collegamenti di questo tipo sia in outdoor, con ponti radio punto punto su tratte di lunghissima distanza e punto multipunto utilizzati per combattere il digital-divide, sia con soluzioni per il mercato enterprise sul quale siamo attivi da almeno quattro anni e rappresenta uno spazio di crescita strategico per il futuro. Cambium offre quindi una soluzione WiFi outdoor e indoor con tutte le caratteristiche richieste dall’utente”.

Uno dei progetti che riscuote più interesse in ambito outdoor è il programma europeo WiFi4EU. Si tratta di un programma che prevede un finanziamento alle Amministrazioni Pubbliche che decidono di dotarsi di soluzioni WiFi free per renderle accessibili a cittadini e turisti. Si tratta di un voucher da 15.000 euro.

“Negli ultimi due anni abbiamo supportato centinaia di amministrazioni pubbliche nella progettazione e realizzazione di reti WiFi free. In chiave di digital transformation le sfide e le tematiche cambiano nei singoli settori. In alcuni specifici mercati come la hospitality e il retail, la connessione wireless è diventata un servizio determinante sul quale poggiano la maggior parte delle applicazioni e dell’esperienza utente. In effetti, per quanto attiene alla buona realizzazione di una rete WiFi nei mercati dell’hospitality, del retail o enterprise in genere, sono tre le componenti che devono essere tenute in considerazione. La prima è la connettività. Qui i carrier giocano il ruolo principale ma noi, per esempio, abbiamo centinaia di clienti Wisp (Wireless Service Internet Provider) che utilizzano le nostre architetture wireless per portare connettività nelle zone non coperte. In effetti, siamo nati proprio per portare connettività in banda libera a lunga distanza in zone remote. La seconda esigenza è progettare e realizzare un’architettura di livello, sostenuta da un software di gestione centralizzato in cloud, che controlli tutti gli apparati wireless sia locali che remoti. Noi in questo vediamo l’opportunità di un’architettura basata sul giusto mix tra centralizzazione e distribuzione. Il terzo fattore critico è costituito dalla validità dei sistemi applicativi per gestire l’accesso e garantire agli utenti la migliore esperienza d’uso possibile e sviluppare il business”.

Gianluca MusettiLEVITON
Gianluca Musetti, specification sales engineer South Europe
Leviton, che ha il proprio punto di riferimento europeo in Scozia, è presente in Italia con due sedi: Milano e Roma. Si tratta di un’azienda specialistica che opera sul mercato attraverso il canale e una serie di business integrator a loro volta specializzati.
Si tratta di un modello che vede nell’aggiornamento, nella formazione e nella certificazione delle competenze il proprio punto di forza come spiega Gianluca Musetti, specification sales engineer South Europe di Leviton: “Crediamo molto nei percorsi di certificazione e training sulle nostre soluzioni che sono svolte dal nostro personale interno. Siamo uno dei principali produttori di sistemi di cablaggio strutturato. Ci occupiamo della sfera riguardante i sistemi di infrastruttura passiva di piccolo segnale, dei sistemi in rame e in fibra ottica”.
Ha pochi dubbi Leviton quando si tratta di individuare i temi trainanti nel settore a cominciare dal Power over Ethernet: “Essere produttori di cavi e connettività, quindi avere a product range sistemi in grado di supportare le nuove tecnologie, soprattutto i protocolli di nuova ratificazione diventa di fondamentale importanza. Nello specifico Leviton ha certificato i suoi sistemi presso laboratori terzi a dimostrare il supporto del protocollo IEEE802.3bt PoE a 100W. Questo fa sì che l’orizzonte applicativo si ampli a dismisura perché si va oltre il mondo dati e fonia, integrando WiFi, access point, video-sorveglianza, illuminotecnica e molti altri impianti complementari. In pratica tutti i segmenti interessati alla sostenibilità energetica. Sul fronte fibra, invece, la parola chiave è la modularità e la flessibilità nei sistemi evoluti dei data center o nelle reti dorsali di campus/edificio. Noi offriamo la componentistica ottica e i cavi in fibra in grado di supportare le nuove tendenze di mercato verso i 40 , 100 e 400Gb/s.

Leviton in questo momento è il vendor di riferimento per i player specializzati del settore. Ci siamo aggiudicati le ultime tre convenzioni Consip Lan e siamo l’unico fornitore di cablaggio strutturato passivo per tutte le amministrazioni pubbliche centrali e locali. Nel mondo “extra CONSIP” ed enterprise, grazie alla nostra presenza territoriale e a quella dei nostri partner di mercato e ad un’azione di costante supporto verso utenti finali e principali studi di consulenza e progettazione, nazionali ed internazionali abbiamo raggiunto posizioni di grande rilievo”.

Paolo ParabelliROSENBERGER OSI
Paolo Parabelli, sales manager e business development
Si chiama Preconnect Lotus la novità presentata a Bicsi da Rosenberger OSI. Si tratta di una soluzione di connettori in fibra ottica che supera il problema della pulizia dei contatti. Grazie a questo brevetto i connettori sono idrorepellenti, polvere repellenti, resistenti a ogni pericolo di impurità.

È una proposta che sta incontrando grande attenzione in diversi contesti, a cominciare dalla Pubblica Amministrazione alle prese con un grande sforzo di miglioramento e potenziamento dei data center pubblici. “In questo senso, è interessante notare che l’offerta Rosenberger OSI si rivolge anche a tutte quelle strutture nelle quali il data center è già presente migliorandone le prestazioni” spiega Paolo Parabelli, sales manager e business development della filiale italiana. “Le soluzioni Rosenberger OSI consentono di rivedere le architetture esistenti. I nostri Ecoflex permettono di adattare i modelli preesistenti alle necessità più attuali, passando, magari, dal modello stellare all’anello circolare in fibra ridondante che copra tutte le aree, con dei consolidation point al di sopra dei gruppi di lavoro. La nostra proposta riduce in modo rilevante il quantitativo di cave in rame”.

Per Rosenberger OSI esistono grandi opportunità di crescita nel mondo del cloud e per gli operatori di telecomunicazioni mentre la penetrazione dell’IoT richiede soluzioni di cablaggio più efficaci. “Qui portiamo in dote il nostro microdata center. Per immagine tradizionale, siamo abituati a pensare ai data center come grandi strutture, ma oggi la realtà è diversa. I microdata center offrono possibilità significative. Il nostro microdata center, che ci apprestiamo a rilasciare nel 2020, corrisponde a un rack che ha all’interno tutte le componenti chiave del sistema informatico: cablaggio, gruppo di continuità, sistema di gestione, il raffreddamento ecc. In un Paese come il nostro fatto da imprese di piccole dimensioni significa avere concrete opportunità di innovazione e potenziamento informatico”.

Gianluca BenenatiFLUKE NETWORKS
Gianluca Benenati, distribution account manager per il mercato italiano e israeliano
FLUKE Networks è un produttore leader di strumentazione specializzata nella certifica, qualifica e verifica di infrastrutture di trasmissione dati rame e fibra ottica. La proposta è rivolta ai professionisti del settore cabling, security e ICT che necessitano di strumenti affidabili e riconosciuti dal mercato per rilasciare certificati conformi alle normative ed agli standard vigenti.

“La caratteristica principale dei nostri strumenti consiste nell’ottimizzazione di tutti i processi di certificazione” sottolinea Gianluca Benenati, distribution account manager di FLUKE Networks per il mercato italiano e israeliano, che prosegue: “Il punto cardine è questo: possiamo dimostrare che non è il costo dello strumento a incidere sulla redditività di un lavoro, ma la quantità di tempo che occorre per farlo. La velocità di esecuzione e quella di ricerca del guasto sono i veri fattori chiave. Questa considerazione è alla base della nostra piattaforma Versiv. Si tratta di una soluzione modulare: aperta al futuro e che quindi salvaguardia l’investimento a fronte di quelle che saranno le evoluzioni tecnologiche e le richieste di mercato. Versiv permette di certificare ciò che oggi è richiesto dagli standard, sia come misure obbligatorie, sia come misure estese. Ma soprattutto la nostra soluzione ha ottimizzato tutto quello che riguarda la procedura di impostazione, certificazione e ricerca guasti, riuscendo a tagliare i costi complessivi del 65%”.

Matteo MocciaHILTI
Matteo Moccia, product manager fire protection
Tra i vari settori dell’edilizia, Hilti si occupa anche di sicurezza al fuoco inquadrata, prima di tutto, come protezione per le persone che si trovano all’interno di un edificio ma anche come salvaguardia degli asset e dei beni aziendali.
L’IT e le infrastrutture aziendali di telecomunicazioni sono asset di valore, spiega Matteo Moccia, product manager fire protection di Hilti, che spesso hanno una rilevanza critica e il cui servizio non può essere interrotto senza gravi impatti.

“Il nostro prodotto rende le organizzazioni più sicure al fuoco. Le nostre soluzioni consentono di sigillare i passaggi dei cavi quando questi attraversano una parete che deve resistere al fuoco. Le cosiddette pareti REI”. Siamo nell’ambito della compartimentazione, cioè nell’ambito della sicurezza passiva al fuoco, quell’aspetto che consente di limitare l’incendio ad alcune aree, per consentire alle persone di mettersi al sicuro e agli operatori di arrivare in tempo.

“I nostri prodotti sigillano i passaggi elettrici e nel caso anche le tubazioni. Abbiamo dei sistemi classici come il sacchetto, il pannello di lana di roccia, la schiuma antifuoco, ma abbiamo soluzioni certificate più sofisticate che permettono, come nel caso dello Sleeve Antifuoco, il manicotto passacavi, di aprire e richiudere il passaggio per il passaggio successivo di ulteriori cavi secondo le esigenze nel tempo. I data center sono strutture delicate, devono essere trattate con la massima cura. Un nostro studio recente ha quantificato che i danni da incendio in un data center ammontano a circa 7.000 euro al minuto. Si tratta di un valore limitato all’equipaggiamento, senza contare il valore dei dati. Non solo, visto che la causa principale di innesco in strutture non casalinghe è elettrica, si comprende come i data center siano strutture che devono essere messe in particolare sicurezza proprio da questo punto di vista”.

Alessandro MassaSOFTING ITALIA
Alessandro Massa, sales specialist industrial automation
Softing Italia è la filiale italiana di Softing Industrial Automation e della sua divisione Softing IT Networks, specializzata nella realizzazione di strumentazione per reti LAN. L’offerta comprende tester compatti ed economici per il cablaggio di reti dati, telefoniche e coassiali; certificatori per reti LAN rame e fibra e qualificatori in grado di testare fino a 10Gbit/s. A BICSI Softing Italia ha presentato una gamma articolata di prodotti per la certificazione, come ci spiega Alessandro Massa, sales specialist industrial automation di Softing Italia: “Le nostre soluzioni vengono sviluppate sulla base delle esigenze precise del nostro cliente finale: l’installatore.

A questo operatore professionale e specializzato diamo la possibilità di scegliere il livello di sofisticazione più adatto e scalabile. Lo stesso strumento può essere usato per certificare sino alla categoria 6A, ma è anche possibile acquistare un codice che permette di abilitare le versioni che consentono certificazioni per le categorie superiori. Inoltre, l’unità locale e quella remota sono identiche e questo è stato voluto per poter certificare il cablaggio anche quando l’operatore è una sola persona. Avere a disposizione entrambe le unità ‘intelligenti’ dimezza i tempi operativi di intervento”.

REICHLE & DE-MASSARI
Emanuele Colombo, direttore
Reichle & De-Massari è un’azienda svizzera che si occupa di cablaggio dagli Anni Sessanta del ‘900. A Bicsi ha presentato le nuove proposte di componentistica per reti Lan in Categoria 8. Ci spiega Emanuele Colombo, direttore presso Reichle & De-Massari Italia: “Questo nuovo standard è stato inserito nella nostra offerta per la sua affidabilità e il livello delle performance. Più in generale operiamo nel campo del cablaggio spaziando dal rame alla fibra ottica. Abbiamo presentato dei permutatori ad altissima densità per la fibra”.

Ulteriore punto di forza sono le soluzioni per il Power over Ethernet che sta riscontrando un interesse sempre più diffuso nella domanda. “Sono sempre più frequenti gli apparati che vengono alimentati in questo modo, ma non sempre i sistemi di cablaggio esistenti riescono a supportarli. Noi, in questo ambito, proponiamo dei tool che permettono di calcolare se il sistema è in grado di supportare questa soluzione consentendo di adottare le giuste misure in fase di progettazione”.

 
TAG: Cablaggio

TORNA INDIETRO >>