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21/06/2012

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Una rete più intelligente per governare le reti di nuova generazione

Con IQ eValuator, BT propone ai CIO un modo per misurare il livello di intelligenza della propria rete rispetto agli obiettivi

 

 

Con IQ eValuator, BT propone ai CIO un modo per misurare il livello

di intelligenza della propria rete rispetto agli obiettivi


Che quello del New Generation Network (NGN) sia un tema di grande interesse è ampiamente dimostrato dalla quantità di interventi che da tempo i governi di mezzo mondo, la stampa, i telecom operator e le imprese fanno su questo argomento. Anche nel nostro Paese, ma forse meno che in altre nazioni, si è passati da un tavolo (il tavolo Romani del passato governo, peraltro preceduto dal piano Caio) alle mozioni alla Camera (11 febbraio), dalla nuova cabina di regia del governo Monti a scontri tra gli operatori del mercato e a dichiarazioni del tipo: “Le reti a banda ultra larga devono seguire la domanda e in questo momento la domanda in Italia soffre rispetto ad altri Paesi europei”, fatta da Marco Patuano, amministratore delegato di Telecom Italia. Che ovviamente trova i concorrenti di questo operatore di parere opposto, poichè a questo mercato tengono in maniera particolare.
L’Agenda digitale europea prevede che entro il 2013 tutti i cittadini della Ue abbiano accesso alla connettività di base (basic broadband) e che per il 2020 tutte le famiglie abbiano accesso a velocità pari ad almeno 30Mbps e il 50% a velocità pari ad almeno 100 Mbps. Velocità, queste ultime, particolarmente interessanti per le imprese che, anche sui sistemi di comunicazione contano per raggiungere in maniera efficace nuovi mercati e per migliorare la propria efficienza operativa.


Tra i primi al mondo a investire copiosamente sulle reti di nuova generazione, la britannica BT che, come conferma Ashish Gupta, president of portfolio & service design di BT Global Services, ha investito 10 miliardi di sterline per realizzare una NGN nel Regno Unito in grado di fornire servizi Ethernet, IP e Internet a velocità comprese tra 64 Kbps e 320Gbps (64 Kbps e 1 Gbps a livello globale) e sta investendo ulteriori 2,5 miliardi di sterline su una rete superveloce in grado di fornire velocità di accesso fino 330 Mbps su fibra.


IP Connect Global, la rete mondiale IP di BT, è oggi accessibile in 197 Paesi al di fuori del Regno Unito e può contare sulle competenze di oltre 4.500 specialisti distribuiti in tutto il mondo, Italia compresa.
Il portfolio dei servizi di BT Connect è molto ampio e non si limita a fornire accessi alle velocità che il singolo utente richiede in qualsiasi parte del mondo ma, grazie all’architettura Mpls intorno alla quale è costruito, garantisce un livello di continuità, di sicurezza, di facilità di gestione che, come sostengono in BT, non teme confronti a livello mondiale.

 

 

Il quoziente di intelligenza della rete

 

 

In genere una rete viene costruita passo dopo passo seguendo l’evoluzione dell’azienda e non sempre le soluzioni pur singolarmente eccellenti messe in campo nel tempo sono tra di loro facilmente integrabili; il rischio, tutt’altro che remoto, è di trovarsi di fronte a una rete poco performante, con falle a livello della sicurezza, difficili da gestire e spesso anche costose.

 

Proprio per la eterogeneità dei fornitori di servizi e delle tecnologie, i CIO hanno spesso difficoltà a comprendere pienamente i livelli di funzionamento delle proprie infrastrutture di rete e rischiano di fare investimenti ‘di potenziamento’ che potrebbero essere evitati. Come? “BT Connect IQ (intelligence quotient) è il nostro approccio per valutare e migliorare il quoziente di intelligenza di una organizzazione e BT Connect IQ eValuator è il primo servizio che viene proposto gratuitamente alle imprese”, dichiara Neil Sutton, vice president global portfolio, BT Global Services. “Si tratta di un servizio gratuito che permetterà ai CIO di valutare e migliorare l’intelligenza della propria rete attraverso una valutazione multi-dimensionale di maturità e una roadmap di rete che evidenzia lo scostamento tra la situazione reale e quella pianificata”.


La metodologia alla base del servizio consente, attraverso una serie di questionari realizzati intorno a tre parametri chiave - particolarmente importanti nell’ottica della rete intelligente - di descrivere puntualmente lo stato attuale della propria infrastruttura arrivando a indicare, rispetto a quanto atteso, l’effettivo livello di maturità e le raccomandazioni per migliorare la situazione.


I tre parametri sono: relazione tra processi di business e investimenti ICT; performance, ovvero capacità della rete di prevedere e rispondere alle nuove esigenze relative al cloud, al video e ai servizi web; e sicurezza, intesa come la capacità della rete di intercettare, analizzare e gestire le minacce alla sicurezza.


“Il trend di crescita esponenziale del traffico – conferma Ashish Gupta – costringe i CIO a ripensare il modo di progettare le reti: una rete intelligente deve essere allineata con le esigenze del business, deve garantire performance elevate, proteggere gli asset con sofisticati tool di management e opzioni di sicurezza. Con i nostri nuovi servizi vogliamo aiutare i CIO a realizzare tutto questo rapidamente e con semplicità”.

 

G.C.
 

 
TAG: Networking

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