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Mercati Verticali
 

27/06/2016

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Brexit, cosa potrebbe cambiare per il mondo IT

Con l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea Gartner ha rivisto le stime sulla spesa IT e offre una serie di suggerimenti a CIO e fornitori di prodotti e servizi.

Il referendum che ha dato il via all’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea avrà rapidamente delle ricadute sulla spesa IT in Europa così come in UK. Secondo un’analisi rilasciata da Gartner, la prima problematica maggiore e immediata riguarderà gli staff che operano sui vari ambiti dei sistemi informativi. L’idea è che sul breve termine probabilmente non ci saranno dei cambiamenti nel libero movimento delle persone tra UE e Regno Unito, tuttavia le restrizioni e i controlli alla frontiera verranno probabilmente reintrodotti al momento dell’uscita, se non prima. Chi quindi lavora lontano dal proprio Paese natio potrebbe reagire in modo impulsivo alla Brexit mentre l’incertezza su lungo termine relativamente allo stato lavorativo possibile renderà il Regno Unito meno attraente per i lavoratori stranieri. Inoltre ci saranno imprese che vorranno ripensare la propria collocazione fisica, dove dovranno trovarsi in futuro e da dove comprare quanto necessario, per massimizzare il proprio mercato potenziale e minimizzare i costi. Quindi molte realtà avvieranno revisioni strategiche delle proprie strategie di gestione e acquisto di servizi.

Le modifiche valutarie
Gartner si aspetta che la sterlina rimanga in una situazione di ribasso per lungo tempo rendendo i prodotti e i servizi IT denominati in dollari più costosi nel Regno Unito, con i vendor che innalzeranno i prezzi per coprire i costi e proteggere i propri margini. Ecco che dal canto loro i produttori del Regno Unito potrebbero ottenere un vantaggio sui costi e imporre prezzi più competitivi. Dal punto di vista dei fornitori tecnologici e di servizi, la spesa consumer discrezionale in Regno Unito e nella maggior parte dell’Europa Occidentale resterà con il freno tirato fino alla prima metà del 2017. L’idea inoltre è che le imprese britanniche ed europee avessero messo in attesa la spesa IT discrezionale fino al voto e che molti progetti strategici sul lungo termine probabilmente non verranno a questo punto fatti ripartire fino al 2017. Nella sostanza gli analisti hanno rivisto le previsioni sulla spesa IT a livello mondiale considerato che ci si aspettava che il Regno Unito non lasciasse la UE. Con il voto di giovedì, invece, si pensa a un’erosione della fiducia delle aziende e a un aumento dei prezzi che avrà un impatto sugli investimenti anche in Europa Occidentale dove la crescita dello 0,2% in precedenza stimata per il 2016 si rivelerà al contrario negativa.

Gli analisti di Gartner forniscono, quindi, una serie di suggerimenti ai CIO europei. Vediamoli insieme:

Non farsi prendere dal panico, considerato che gli effetti della Brexit richiederanno parecchio tempo prima di potersi sentire.

Lavorare con il business per creare team di progetto per valutare l’impatto della Brexit e pianificare i cambiamenti necessari.

Rivedere qualsiasi contratto con il governo europeo, che spesso contiene clausole specifiche sul tema Brexit.

Ridurre l’incertezza nella forza lavoro comunicando proattivamente rispetto alla situazione e che cosa il business sta facendo per proteggere i diritti e i benefici dello staff.

Gartner ha anche stilato delle raccomandazioni per fornitori di tecnologie e servizi:

Mantenere le pratiche e strategie attuali. I pianificatori strategici dovrebbero sviluppare le implicazioni della Brexit in una pianificazione sul piano teorico e di scenario.

Anticipare le preoccupazioni dei clienti per quanto riguarda tematiche quali protezione dei dati, posizione dei dati, supporto e privacy.

Creare un “Ufficio Brexit” per osservare gli impatti di qualsiasi modifica legislativa e fornire un’influenza laddove sia effettivamente possibile.

Valutare l’impatto dei movimenti valutari della sterlina e dell’euro sui costi dei propri prodotti e servizi. Regolare i prezzi per coprire i costi, preservare i margini e mantenere la posizione competitiva.

Identificare quello staff chiave che può subire un impatto dai cambiamenti previsti sul lungo termine e lavorare con i team delle risorse umane per fornire supporto e rassicurazioni.

 
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