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23/11/2017

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di Paolo Morati

Big Data al servizio della Sanità

I cambiamenti tecnologici della Regione Lazio per gestire al meglio i processi sanitari e l’offerta dei propri servizi agli utenti finali.

Sanità © BillionPhotos.com - fotolia.com

Razionalizzare una realtà variegata ed eterogenea: da questo presupposto è partita la Regione Lazio, per ripensare i processi legati ai servizi sanitari e al portale pubblico a questi dedicato. Un obiettivo da raggiungere con il supporto IT, in maniera tale da garantire la migliore Customer Experience agli utenti. A tale scopo ha lavorato, e sta lavorando, LAZIOcrea, la società in house nata lo scorso anno dalla fusione tra Lazio Service, LAit e ASAP. L’intento dell’azienda è creare un punto di riferimento unico per la gestione di servizi “end to end” basati sull’innovazione dei sistemi informativi, in sintonia con il processo di trasformazione digitale in atto. Con tali presupposti, la missione di questa nuova realtà è essere parte integrante delle attività legate all’Agenda Digitale Regionale e gestire, in una logica end-to-end, lo sviluppo e la governance dei sistemi e dei servizi forniti agli utenti. Tra i progetti della Regione Lazio che beneficiano del supporto IT in carico a LAZIOcrea, rientrano quelli per il controllo della spesa sanitaria regionale, attraverso un’infrastruttura di business intelligence, e il Portale di servizi sanitari SaluteLazio.it.

Maurizio Stumbo“La Sanità oggi rappresenta circa il 60% della spesa ICT affidata a LAZIOcrea – spiega il CIO Maurizio Stumbo – i progetti di cui parliamo si inseriscono in uno scenario in evoluzione. La Regione Lazio sta vivendo una razionalizzazione e riorganizzazione del sistema sanitario con una riduzione delle ASL (passate da 12 a 10) e delle aziende ospedaliere (da 9 a 8) per un totale di 18 entità, dotate di propri sistemi e una visione frammentata di quanto singolarmente erogano, sia per ciò che riguarda l’approccio alla Customer Experience, sia per l’accesso ai servizi da parte dei cittadini, fino alla valutazione centralizzata dei rispettivi dati”. Nel 2015 si è reso, però, necessario avviare un primo progetto di data warehouse regionale basato sulla raccolta, l’elaborazione e l’analisi dei dati provenienti dalle prescrizioni farmaceutiche: “Partendo da sistemi e applicazioni diverse, ci siamo posti l’obiettivo di produrre una visione unica e quindi di risolvere il problema dell’integrazione e della creazione di un cruscotto di monitoraggio, così come abbiamo valutato l’esigenza di disporre di informazioni storiche, che consentano di programmare e razionalizzare al meglio il lavoro da svolgere”, prosegue Stumbo. Per il Portale di Servizi Salute Lazio si è tenuto conto, invece, delle linee guida nazionali, identificando un modello unico di presentazione dei servizi. Si è fatto in modo, dunque, che la Customer Experience offerta fosse indipendente dal territorio, in maniera tale da erogare servizi nella modalità più dinamica possibile. “Queste due azioni sono state, e lo sono tuttora, accompagnate da una progettualità centralizzata, quindi calata dalla Regione verso le ASL, e non più frutto di iniziative locali, e da una razionalizzazione dei costi e/o degli acquisti con impatto qualitativo in termini di approvvigionamenti”.

Dalle prescrizioni in poi
Il punto di partenza del progetto legato al nuovo data warehouse è stato l’esame della farmaceutica, in particolare di quella convenzionata. “La Regione spende circa 900 milioni di euro solo in farmaceutica convenzionata. L’obiettivo era diminuire la spesa, riducendo il costo medio pro capite, verificando anche la correttezza prescrittiva, in funzione degli indicatori regionali di appropriatezza– ad esempio sul consumo delle statine o dei protettori gastrici – per fornire ai medici ed alle Aziende Sanitarie le direttive corrette a cui allinearsi. Parliamo di 60 milioni di ricette all’anno, che generano mediamente 200 milioni di record. L’idea era capire, anche in modalità georeferenziata, come analizzare la modalità prescrittiva del medico di famiglia, sapendo cosa prescrive e a quale assistito, e dove viene poi erogato fisicamente il farmaco. Tutte le informazioni andavano analizzate, per produrre le indicazioni necessarie a non superare i parametri di riferimento. Dal punto di vista dei sistemi informativi è stato deciso di implementare una soluzione di Business Intelligence basata sul framework open source Pentaho, capace di fornire rapidamente le risposte di cui sopra, sotto forma di report dinamici e dashboard. Questo ha consentito, in un determinato periodo, di seguire l’andamento di un farmaco, permettendo alla direzione generale della ASL di suggerire di modificare o ridurre le prescrizioni”.

Consumi sotto controllo
Grazie a strumenti come il fascicolo sanitario elettronico e alle informazioni cliniche centralizzate sugli assistiti, la Regione Lazio riesce a verificare oggi l’aderenza del consumo dei farmaci rispetto a pazienti con particolari necessità. Ad esempio è stato verificato che alcuni assistiti che necessitano l’assunzione di statine ne assumono in percentuali inferiori pari all’80% di quanto previsto dalla terapia. “Questa situazione di consumo non appropriato, oltre a impattare sul loro stato di salute, può generare anche un aggravio di spesa sul sistema sanitario regionale, visto che oggi è possibile controllare la spesa complessiva per tipologia di farmaco, con le informazioni di produzione sanitaria, arrivando ad analizzare anche l’aspetto qualitativo del consumo del farmaco stesso. Il prossimo passo sarà la creazione di un Data HUB, con l’obiettivo di intermediare i database verticali, e creare una infrastruttura di data management centralizzata sulla quale poggiare nuovi servizi. Questo permetterà di erogare da un lato servizi migliori ai cittadini, dall’altro di garantire al management regionale attività programmate, basate su dati analizzabili dal punto di vista economico e qualitativo. Partendo dalla farmaceutica stiamo quindi costruendo nuovi modelli di analisi su altre tipologie di dati sanitari. Abbiamo affiancato al framework Pentaho, che resta la nostra soluzione di BI ed Etl (extract transformation loading), anche la soluzione Cloudera ed Elasticsearch per la parte Big Data, che ci consente di avere analisi in tempo reale. Un primo test ha riguardato proprio l’analisi dell’andamento prescrittivo delle ricette specialistiche della Regione Lazio. Nel tempo i dati sul consumo farmaceutico dell’assistito inizieranno ad essere affiancati anche dalle sue ricette specialistiche, dagli eventuali ricoveri fino ad avere un’analisi assolutamente completa”.

Risultati concreti
Il progetto del data warehouse regionale sarà così esteso a nuovi domini sanitari per rendere interoperabili dati che provengono da fonti eterogenee, in modo di generare valore, sia in termini economici, che di comportamento dei consumi, con possibilità di ritarare i percorsi terapeutici e diagnostici dell’assistito predeterminati, non solo in situazioni croniche certe – come ad esempio il diabete – ma anche per patologie con interventi di routine, evitando la dispersione del trattamento clinico e razionalizzando la spesa. “In tre anni il progetto ha prodotto sulla farmaceutica convenzionata un risparmio di 40 milioni di euro e 7 euro in meno per assistito. Si tratta di un progetto premiato con l’Excellence Award 2017 nella categoria ROI di Pentaho. Il progetto del portale, invece, parte dall’intenzione di offrire al cittadino la possibilità di interagire con la sanità regionale, indipendentemente dalla propria ASL di riferimento. Tutto ciò tenendo conto anche dello sforzo fatto da AgID per definire regole che offrano dei modelli di accesso unico ai portali e coerenza dal punto di vista dell’organizzazione dei contenuti. “Il riferimento sono Italia Login e Design Italia e l’approccio mobile first, alla base di una vera e propria web app nel nuovo Portale di Servizi Salute Lazio. Esso consente all’assistito di accedere a tutti i servizi tramite un unico canale, anche su dispositivo mobile, superando le pregresse frammentazioni”. Anche nel caso del portale è stato scelto di adottare una tecnologia Open Source, LifeRay, organizzandolo con una serie di portlet centralizzati e accessibili con modalità di identità digitale valida preferita dall’utente. È stata lasciata libertà di scelta tra tutte le alternative previste dalle norme nazionali. “Oggi il portale consente un’interazione aperta, per le informazioni che non richiedono registrazione per l’accesso ai servizi on-line con identità digitale regionale, piuttosto che SPID o con la tessera sanitaria, tenendo conto del livello di sicurezza richiesto (user/psw, OTP, Certificato). I principali servizi disponibili comprendono: fascicolo sanitario elettronico, ritiro online dei referti di laboratorio, richiesta di prenotazione e pagamento delle prestazioni sanitarie, scelta e revoca del medico di famiglia. Allo stesso portale possono accedere anche i medici per consultare fascicoli degli assistiti, con il loro consenso. In sostanza la CX si è trasformata in un fattore propedeutico all’implementazione di una modalità di servizio, con una logica di semplificazione dell’approccio del cittadino nei confronti della sanità”

Il futuro
In futuro la struttura del portale SaluteLazio.it sarà ampliata ad altri servizi: tra questi, la possibilità di scaricare direttamente i propri referti: radiografie, tomografie assiali computerizzate (Tac) e risonanze magnetiche. “Per poter raggiungere questo traguardo dobbiamo attendere un potenziamento, in termini di rete, che supporti la trasmissione delle immagini in alta risoluzione dalle periferie. Arriveremo a presentare tutte le informazioni all’interno di un’unica offerta di servizi verticali e gestionali, non solo per quanto riguarda la parte sanitaria. Abbiamo previsto, ad esempio, un borsellino completo dei pagamenti di competenza della Regione Lazio, che contenga anche quelli relativi a bolli auto, tasse regionali e così via. I progetti che abbiamo descritto sono il frutto della valorizzazione del nostro team interno e della scelta di soluzioni aperte e Open Source. L’obiettivo è quello di costruire un patrimonio pubblico di soluzioni, dando continuità all’investimento, che richiede non solo un lavoro di sviluppo, ma anche di change management. La scelta dell’Open Source, deriva anche dalla decisione di sfidare il mercato sui temi delle competenze, secondo la logica dell’Open Innovation, che mettiamo a disposizione attraverso la costituzione un Innovation Lab dedicato. La nostra esperienza vuole rappresentare una best practice a disposizione di tutte le altre amministrazioni impegnate a raggiungere gli stessi obiettivi”.

 

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