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08/05/2013

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Big data: la risposta olistica di Oracle

Il colosso di Redwood consente alle imprese di governare il fenomeno con tecnologie e soluzioni di eccellenza che coprono tutto lo stack IT

La parola che oggi viene più spesso utilizzata per descrivere il contesto in cui le aziende sono chiamate a operare è ‘complessità’. Sul fronte della gestione dei dati, questo termine si associa facilmente a un altro: big data. In effetti, le organizzazioni oggi rischiano di essere sommerse da uno tsunami di dati strutturati e destrutturati provenienti da sensori, social network e quant’altro, che si sommano ai classici dati memorizzati nei database aziendali. Tali enormi moli di dati rappresentano però al contempo un’opportunità, per il valore di business che si nasconde dietro ad essi. Ecco perché le aziende sono sempre più consapevoli della necessità di riuscire a governarli.
“Il tema del big data - spiega Flavio Venturini, senior sales director business intelligence di Oracle Italia - è oggetto d’interesse con maggiore o minore priorità in base alle specificità del business di ciascuna impresa: più è ampia la base clienti e di conseguenza la quantità di dati relativi all’impresa che viene generata da essi sui social media, più numerosi sono i dispositivi e i sensori digitali che generano dati sul servizio o sul prodotto offerto, tanto più è sentita l’esigenza di riuscire a raccogliere e analizzare tali dati per comprendere meglio il mercato in cui si opera e le operazioni di business, ottenendo così un vantaggio competitivo”.

 

 

Una sfida impegnativa
 

Sul piano tecnologico, la sfida è impegnativa e coinvolge l’IT nel suo complesso. E in effetti per affrontare la gestione del big data Oracle mette a disposizione delle imprese una proposta molto articolata. “Oracle consente alle imprese di governare i big data con tecnologie e soluzioni di eccellenza che coprono tutto lo stack IT aziendale: dalle tecnologie di information discovery (con il motore Oracle Endeca, che tra l’altro in Italia verrà potenziato grazie ad accordi con realtà come Almawave per facilitare l’analisi semantica dei contenuti web in italiano) fino ai sistemi ingegnerizzati, che uniscono hardware e software progettati per garantire una potenza e una velocità senza eguali nell’elaborazione dei dati”, aggiunge Venturini.
Sul fronte dei sistemi ingegnerizzati, la società propone in primo luogo Oracle Big Data Appliance, di cui è stata recentemente introdotta la versione X3-2. Esso fa leva su Cloudera Distribution Including Apache Hadoop (CDH), Cloudera Manager, una versione di Oracle Data Integrator con un connettore specifico per Hadoop e una distribuzione open source di R per trarre il massimo valore di business dall’integrazione dei dati presenti all’interno delle aziende con i dati esterni. Insieme a Oracle Big Data Appliance X3-2 sono stati introdotti sul mercato i nuovi Oracle Big Data Connectors, ottimizzati per potenziare l’accesso SQL a Hadoop da Oracle Database e per consentire un accesso più trasparente a Hadoop da R. Usati insieme, Oracle Exadata Database Machine, Oracle Exalytics e Oracle Big Data Appliance con Oracle Big Data Connectors rappresentano un set completo di sistemi ingegnerizzati pensati per acquisire, organizzare e analizzare i big data.
Oracle non dimentica poi il ruolo chiave che i database giocano in questa partita. In questo senso la società ha di recente annunciato anche il rilascio di Oracle NoSQL Database 2.0, che si integra con Oracle Database da un lato e con gli ambienti Hadoop dall’altro per gestire workload di big data in tempo reale e supportare in modo efficiente la memorizzazione e il recupero di grandi oggetti come documenti e immagini.

 

 
TAG: Big Data

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