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17/04/2013

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Big data e cloud,le mosse di HP

La società ha rilasciato importanti novità che la distinguono per visione strategica dai principali competitor in questi due mercati

HP ha recentemente illustrato le sue strategie su due fronti attualmente caldi dell’IT, ovvero i big data e il cloud computing, due ambiti in cui nel 2013 la società si aspetta molto sotto il profilo del business, ma che soprattutto rappresenteranno, per chi sarà in grado di raccogliere le opportunità che si apriranno in questi due ambiti, una sfida molto importante per i prossimi anni.

Per la società infatti, se nel 2015 la realtà digitale di tutto il mondo sarà quantificabile in 8 zettabyte, questa barriera negli anni successivi verrà presto infranta e termini come yottabyte (1.024 zettabyte) e brontobyte (1.024 yottabyte), inizieranno a diventare popolari. “Sta prendendo forma quello che HP ha definito nel suo ambizioso progetto tecnologico Cense - Central Nervous System for the Earth, ovvero il sistema nervoso centrale per la terra - dove la pervasività della rete in ogni angolo del globo è il fattore abilitante per lo sviluppo di progetti molto ambiziosi in tutti i campi: energia, salute, catastrofi naturali e molto altro ancora”, spiega Paolo Cattolico, HP IM marketing manager Emea. In questo scenario naturalmente giocherà un ruolo di non poca importanza tutta la tecnologia legata alla sensoristica e questa emerge come un’altra area interessante, e del tutto inedita fino a oggi per il vendor: “Abbiamo l’obiettivo di attivare entro il 2030 un trilione di sensori”, afferma Cattolico senza dare però ulteriori informazioni in merito.

 

 

Information Optimization tassello fondamentale


In questo scenario di sviluppo ogni progetto IT non può non fare i conti con i big data e quindi con la necessità di attivare una concreta ottimizzazione nella gestione delle informazioni. HP oggi in questo senso supporta le aziende sue clienti nella gestione delle informazioni attraverso un ecosistema intelligente, per soddisfare le esigenze di configurazione e implementazione dei sistemi per i big data, HP ha annunciato recentemente di aver esteso il proprio portafoglio HP AppSystems per offrire una scelta più ampia e ulteriori capacità di HP Converged Infrastructure con gli ambienti Apache Hadoop, HP Vertica Analytics Platform e Autonomy eDiscovery. “Grazie all’unione delle nuove soluzioni di Autonomy e HP Vertica, entrambe società di HP, con le nuove soluzioni HP Converged Infrastructure e con le sue competenze approfondite nell’ambito dei servizi, permettiamo alle aziende e agli enti governativi di beneficiare al 100% dei loro dati strutturati, semi-strutturati e non strutturati” spiega Cattolico.

 


Cloud computing ibrido e libero

 

Una ricerca condotta per conto di HP da Coleman Parkers evidenzia il bisogno di soluzioni che si estendano a tutti gli ambienti, siano essi cloud tradizionali, privati, gestiti o pubblici. Secondo gli intervistati, il 75% dei manager delle aree business e IT prevedono di adottare un modello di delivery ibrido. Al tempo stesso, il 65% è preoccupato di legarsi a un unico vendor e il 72% afferma che la portabilità dei carichi di lavoro fra i diversi modelli di cloud è un fattore importante ai fini delle loro implementazioni cloud. “Per garantire l’economicità e la facilità di implementazione del cloud, HP ha ulteriormente migliorato le funzionalità di HP CloudSystem – dichiara Lorenzo Gonzales, innovation senior consultant, di HP Italia – per gestire i requisiti del cloud in termini di costi, sicurezza e disponibilità con un’architettura aperta ed estensibile per ambienti IT eterogenei, ottenere accesso immediato a capacità di calcolo extra e ridurre il tempo dedicato all’amministrazione dell’architettura cloud”.
 

 

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