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14/07/2015

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Better Decisions Forum 2015

Top Manager alla scoperta del Decision Making nell’era della Data Revolution

Come si migliora il processo decisionale in azienda? Quali sono i ruoli della tecnologia e delle scienze cognitive nell’era dei Dati? Se ne è discusso a Better Decisions Forum 2015, evento che intende esplorare le differenti componenti del Decision Making, termine con cui viene identificato quel processo cognitivo, più o meno consapevole, che mettiamo in atto ogni giorno quando prendiamo una decisione. Il recente appuntamento di giugno al Vodafone Theatre di Milano trova il suo manifesto nelle parole del Conference Director, Piergiorgio Grossi: “tra un buon dato e una buona decisione esiste un elemento non neutro che è il decisore stesso”.


Better Decisions Forum ha scelto come titolo dell’edizione 2015 “Deciding in the Age of (Data) Revolution”. Una rivoluzione che non riguarda solo i dati, ma è tecnologica quanto culturale, in grado di offrire nuove opportunità per il business e nella vita.

Ad aprire il primo circle Enrico Giovannini, professore di statistica economica all’Università di Roma Tor Vergata, presidente dell’Advisory Board dell’ONU sulla Data Revolution, già Ministro del Lavoro del Governo Letta ed ex presidente Istat. Giovannini ha illustrato alla platea le opportunità della “Rivoluzione dei Dati” come motore dello sviluppo sostenibile, introducendo “A World that counts”, rapporto prodotto dalla commissione delle Nazioni Unite da lui presieduta. Che i dati rappresentino un nuovo e fondamentale asset per estrarre servizi e ricchezza è evidente, altrimenti i privati, molto più avanti nel processo di Data Revolution, stanno investendo enormi quantità di denaro per estrarre valore dai dati: prendere decisioni basate sulle informazioni è un processo che richiede una capacità ed è una capacità sempre crescente, perché la quantita di dati che abbiamo a disposizione è sempre crescente.

 

A seguire, il contributo del designer Paolo Ciuccarelli, fondatore e direttore scientifico del laboratorio di ricerca DensityDesign presso il Politecnico di Milano. Nel corso del suo speech, Ciuccarelli ha messo in luce limiti e potenzialità della visualizzazione dei dati: conoscenza, percezione ed emozione. Come superare questi limiti? Costruendo delle interfacce non solo semplici da utilizzare e intuitive, ma anche esteticamente piacevoli ed “attraenti” attraverso Interaction Design e User Experience.

 

I confini “Human” delle nostre decisioni sono anche tracciati dai nostri limiti cognitivi e dalle molteplici “trappole” che il nostro cervello ci tende quotidianamente. Per illustrarle alla platea di Better Decisions Forum è intervenuto Matteo Motterlini, filosofo e neuroeconomista, docente di Filosofia della Scienza presso l’Università Vita-Salute del San Raffaele di Milano e direttore del CRESA - Centro di Ricerca di Epistemologia Sperimentale. L’essere umano non è affatto razionale, come presupposto dai modelli economici tradizionali, ma fortunatamente i limiti della nostra razionalità possono diventare punti di forza grazie alla “spinta gentile” rappresentata dall’approccio nudge. Utilizzato per le politiche pubbliche in 136 paesi del mondo, quello nudge è un intervento che vuole modificare il comportamento delle persone sfruttando la prevedibilità delle loro decisioni e indirizzandole verso comportamenti più vantaggiosi per tutti.

 

I dati sono inoltre fondamentali per le decisioni di imprese, soprattutto in un mondo aziendale che sta subendo una rivoluzione come quella in corso. La Sharing Economy, ad esempio, rappresenta una spaccatura fra un modello economico tradizionale e modelli economici moderni basati sulla condivisione o l’utilizzo comune di una risorsa. Benedetta Arese Lucini, General Manager di Uber Italia, in un brillante dialogo guidato dal direttore della conferenza Piergiorgio Grossi, ha illustrato quanto sia centrale ed efficace per Uber la possibilità di elaborare in maniera intelligente le informazioni sulla mobilità. Dati utilizzati in maniera aggregata potrebbero essere - e in alcuni casi lo sono già - materiale per decisioni strategiche di politica urbana. Immaginiamo di incrociarli con quelli delle altre forme di trasporto: numero di persone, orari di punta, kilometri percorsi, carburante o elettricità consumata e pensiamo questo nella prospettiva dell’Internet of Things, quando questi dati verranno scambiati tra macchine, oltre che tra persone.

 

Gianluca Giovannetti, Chief Information Officer del Gruppo Amadori e fra i top CIO d’Italia nel 2015, introduce la sessione dell’evento dedicata a decisioni migliori nel business. Non solo Big Data e business models ma soprattutto capitale umano sono le chiavi di lettura per portare vera innovazione in azienda e per orientarsi nell’enorme quantità di informazioni e aumentare l’efficienza delle imprese. Tuttavia non è abbastanza: servono learning by doing sul campo e contaminazione tra aree aziendali e persone diverse.

 

Una decisione presa con i dati è “una decisione presa meglio”, perché i dati generano confidenza e offrono una consapevolezza maggiore su quelle che saranno le conseguenze delle decisioni. Questo il punto di vista di Davide Cervellin, responsabile Analytics Europa di eBay. Anche nel mondo degli acquisti online, una rivoluzione ha trasformato le decisioni d’acquisto: il viaggio fra il potenziale cliente e l’acquisto si è notevolmente allungato e ha moltiplicato i punti di entrata così come i punti di uscita. A complicare questo percorso interviene in maniera determinante anche il passaparola - talvolta positivo o più spesso negativo - dei Social Network. Cervellin, data scientist di uno dei colossi dell’ecommerce, ha mostrato che anche questa complessità è comunque misurabile grazie a software e analytics in grado di monitorare e prevenire i comportamenti dei consumatori.

 

A concludere l’interessante pomeriggio, il popolare matematico e divulgatore scientifico Piergiorgio Odifreddi con un intervento su Teoria delle Decisioni e Teoria della Complessità. Si parte dalla classificazione delle decisioni militari - in prestito da Aldous Huxley - ovvero la cieca e ottusa obbedienza a ordini, alla maniera dei militari o delle macchine fino a quelle animali che hanno a che fare con l'istinto, come il riconoscimento di forme o suoni. L’essere umano dove si colloca in questa dicotomia? Le decisioni "umane" hanno a che fare con il comportamento cosciente e razionale, anche se molto spesso le decisioni non dipendono da quello che siamo o da quello che pensiamo, ma dal ruolo che ricopriamo". Proprio l’automatizzazione di questo ruolo fu, negli anni ‘50, obiettivo cruciale per i pionieri dell’Intelligenza Artificiale.

 

Ecco il link al video recap di #bDf15: https://youtu.be/ZGuj5ZbA7cY

 

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TAG: Big Data

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