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18/07/2018

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di Paola Cecco

Il benessere in ufficio

Parlare di ufficio del futuro significa abbracciare la cultura del cambiamento che si concretizza in spazi attrezzati per far lavorare tutti ovunque. Ma il vero cambiamento è possibile solo...

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Parlare di ufficio del futuro significa abbracciare la cultura del cambiamento che si concretizza in spazi attrezzati per far lavorare tutti ovunque. Ma il vero cambiamento è possibile solo abbracciando nuovi paradigmi organizzativi, in linea con le esigenze in cui viviamo, e attraverso un approccio ergonomico che coniughi vision aziendale e disegno di vita del singolo. L’ultima edizione del convegno OLMeet, che si è svolta nel mese di giugno a Padova, ha posto l’accento su un nuovo concetto di benessere che prende in considerazione dalla salute fisica al benessere psicologico, sino ai rapporti sociali.  

La maggior parte dei programmi di cambiamento falliscono. Ecco il perché!

Stefano PettiStefano Petti, partner di Asterys e co-founder di AEquacy
Una quindicina di anni fa abbiamo iniziato ad apprendere che il 70% dei programmi di cambiamento falliscono o, nel migliore dei casi, non raggiungono i risultati previsti. Basti pensare a quante aziende negli ultimi vent’anni hanno cercato di superare i loro problemi implementando iniziative di cambiamento come il Total Quality Management, la Struttura a matrice, la Struttura appiattita, il Lean, l’Agile, lo Smart Working, la trasformazione della cultura organizzativa. Ma, inesorabilmente, i risultati nella gran parte dei casi sono sempre gli stessi e non in linea con le aspettative iniziali.
Premesso che l’analisi di cosa va storto in questi casi può rivelarsi molto complessa, e che quasi sempre l’insuccesso, o il successo parziale, di programmi di cambiamento dipende da un insieme di variabili non sempre facili da identificare e da governare, in Asterys abbiamo voluto andare a fondo sulla questione giungendo a identificare due principali ragioni per cui i processi di cambiamento non funzionano. La prima riguarda il fatto che nella gran parte dei casi i cambiamenti vengono innestati senza curarsi troppo della necessità di dover prima cambiare profondamente i mindset, o mentalità, e le condizioni di sfiducia, controllo e iniquità che permeano la cultura della gran parte delle aziende. La seconda ragione, che peraltro è anche una delle realizzazioni più importanti dell’attività di ricerca che abbiamo portato avanti nell’ultimo anno, è che il sistema gerarchico, di per sé, tende a rafforzare le stesse dinamiche di cui l’azienda vuole disfarsi attraverso il cambiamento. 
Un’attenta analisi dei trend che influenzeranno come le aziende di domani dovrebbero essere strutturate e lavorare, nonché i risultati di diverse sperimentazioni che ormai da anni si stanno sviluppando in diversi paesi e contesti di business, indicano chiaramente che il sistema gerarchico ha fatto il suo tempo e il vero cambiamento è possibile solo nel momento in cui si è disposti ad abbandonare questo paradigma, ormai per molti versi obsoleto, e abbracciare nuovi paradigmi organizzativi in linea con le esigenze del mondo in cui viviamo e in cui vivremo nei prossimi anni.

Industria 4.0, smart working e green design

Michele FranzinaMichele Franzina, architetto, Franzina+Partners Architettura
La progettazione dei nuovi luoghi di lavoro guarda alle trasformazioni in atto nell'ufficio e nell'ambito produttivo e industriale.
L’industria 4.0 è frutto di un processo che conduce a una produzione industriale automatizzata e interconnessa. Le nuove tecnologie digitali hanno un impatto profondo in 4 direttrici di sviluppo: utilizzo dei dati (big data, open data, Internet of  Things, machine-to-machine e cloud computing); analytics (una volta raccolti i dati, bisogna ricavarne valore); interazione tra uomo e macchina (interfacce “touch” e realtà aumentata); passaggio dal digitale al “reale” (manifattura additiva, stampa 3D, robotica, comunicazioni, nuove tecnologie per immagazzinare e utilizzare energia in modo mirato, razionalizzando costi e ottimizzando prestazioni).
I fattori tecnologici influenzano l’evoluzione del mercato del lavoro: verranno creati 2 milioni di nuovi posti di lavoro, ma ne spariranno 7 milioni. Cambiano di conseguenza le competenze e le abilità ricercate e con esse cambiano i luoghi di lavoro e la loro organizzazione.
Negli uffici la trasformazione è guidata dalla diffusione dello Smart Working, un nuovo approccio che pone al centro dell'organizzazione la persona e fa convergere obiettivi personali e professionali con quelli aziendali. Il singolo lavoratore è responsabilizzato, proprietario del proprio lavoro, consapevole dei risultati da raggiungere, autonomo nel definire modalità e tempistiche di svolgimento delle attività. Questo comporta snellire e adattare i processi, rivedere gli spazi e renderli più "vivibili", dare l'opportunità alle persone di lavorare al di fuori dell'ufficio e garantire device portatili, tecnologie digitali e software collaborativi. 
Infine il progetto non può poi prescindere da un approccio che tiene conto del Green Design (ESD – Environmentally Sustainable Design), filosofia di progettazione basata sui principi di sostenibilità sociale, economica ed ecologica che si pone come obiettivo la riduzione dell’impatto ambientale di ogni oggetto o costruzione. 

Aumentare il benessere e l’ergonomia del posto di lavoro

Francesco MarcolinFrancesco Marcolin, Ergonomo Europeo Certificato – EUR. ERG, responsabile di ERGOCERT – Ente di Certificazione per l’Ergonomia
L'evoluzione del lavoro d'ufficio ha visto fin dagli Anni 60 continui cambiamenti nel modo di intendere sia gli ambienti di lavoro, sia gli strumenti di interfaccia (sedie e tavoli, computer ecc.).
Agli inizi del XXI secolo l'attenzione dei progettisti si è concentrata nel migliorare l’estetica e la funzionalità dei diversi elementi che compongono l’ufficio: pareti attrezzate, sedie operative e direzionali, tavoli, armadi, sistemi illuminotecnici, sistemi per l’insonorizzazione, e così via.
Successivamente, con l'avvento di un’informatica più spinta e performante legata a Internet e a una diffusione planetaria delle relative tecnologie si è assistito alla possibilità di gestire e trasferire enormi quantità di dati in tempi molto brevi e a costi accessibili. Ciò ha provocato la comparsa di nuovi device portatili e trasportabili che hanno sostanzialmente cambiato il nostro modo di vivere e di lavorare non più legato a un ambiente fisso e costrittivo, ma più “liquido” e quindi fruibile in spazi diversi all’interno e al di fuori dell'ufficio. Una vera e propria rivoluzione nelle modalità di accesso alle informazioni e nei comportamenti e nei linguaggi, aumentando esponenzialmente i processi di comunicazione e di inter-relazione tra le persone impegnate nei contesti lavorativi più vari.
L’avvento dell’IoT (Internet of Things) che ha reso disponibili un enorme numero di strumenti focalizzati sul monitoraggio dello stato di salute e delle attività quotidiane delle persone, ha determinato una focalizzazione dell’attenzione e dell’interesse generale sul concetto di benessere, permettendo di iniziare un sostanziale cambiamento di tutto il mondo ufficio: dai layout all’organizzazione del lavoro, dagli arredi agli strumenti di lavoro. Cambiamento che sta tracciando una vera e propria linea di confine tra il “vecchio modo di lavorare” a postura fissa prolungata presente negli uffici tradizionali e dinamiche di lavoro basate sul movimento da perseguire anche durante il lavoro. 

Tavola Rotonda Nuovi approcci al benessere nel luogo di lavoro
Lo spazio ufficio è sempre più luogo di condivisione delle idee, strumento di benessere e leva strategica per motivare e trattenere le persone. Ergonomia, comfort, varietà di spazi, tecnologie user friendly e luoghi di lavoro distribuiti sono le aree su cui investire.  

Feeling at work. Postazione di lavoro, un’idea limitata?

Patrick PreisserPatrick Preisser, country manager, Dataflex Italia
L'attenzione dedicata al tema dell’ergonomia della postazione di lavoro si differenzia a seconda dell’ambito di applicazione. Non solo, ogni azienda e ogni mansione svolta ha le sue peculiarità, pertanto una buona ergonomia deve tener conto delle diverse specificità ed essere realizzata su misura. Ciononostante molte realtà e addetti ai lavori pensano ancora che l’ergonomia consista soltanto offrire la possibilità di regolare l’altezza della scrivania e della seduta. In Dataflex crediamo invece che la personalizzazione della postazione di lavoro sia l'unica strada per raggiungere un traguardo "100% ergonomico", tanto evocato e mai riscontrato nei layout visitati durante la nostra attività di consulenza proattiva. Colmare questo divario permetterebbe alle aziende di incrementare la produttività delle persone del 5-7%!
Un altro aspetto imprescindibile è l’impatto ambientale del prodotto, che per Dataflex non è una semplice tendenza, ma un approccio che affronta l’intero ciclo di vita dei prodotti, dalla scelta delle materie prime a elevato contenuto di riciclato al design del prodotto concepito per una lunga durata nel tempo.   
Il mercato oggi richiede postazioni ergonomiche e futuribili: Dataflex ha le competenze e i prodotti idonei per realizzarle.

Don’t worry be healthy. La nuova dimensione del benessere in ufficio

Lorenzo MarescaLorenzo Maresca, Country Manager, Sedus Stoll
Oggi nell’ambiente di lavoro parliamo di healthy working, ovvero di un nuovo concetto di benessere che prende in considerazione aspetti fisici e mentali, fino ad arrivare a considerare i rapporti sociali e le relazioni tra le persone.
L’obiettivo di un produttore come Sedus è favorire questa nuova cultura di benessere con un approccio complessivo allo spazio di lavoro per favorire movimento, socializzazione ed emozione.
Riteniamo quindi che la strategia del Workplace debba necessariamente riferirsi allo spazio, all’organizzazione, alla cultura aziendale e alla tecnologie. 
Gli spazi devono essere ridisegnati secondo le tipologie di attività scaturite dalle nuove modalità lavorative: collaboration, communication, concentration e contemplation. Dall’indagine condotta da Sedus con IFMA è emerso come  gli spazi più richiesti sono quelli che favoriscono la concentrazione, ovvero spazi chiusi come focus room, le project area per lavorare in team su specifici progetti o le cosiddette office and meet, aree chiuse o semichiuse per veloci incontri tra colleghi. 
L’arredo di questi spazi deve essere pensato per creare ambienti flessibili e riconfigurabili secondo necessità. Per Sedus il punto di partenza è l’analisi dei bisogni dei clienti, della loro vision e dei processi lavorativi per proporre configurazioni di arredi personalizzate. Non si può più parlare di arredo standard uguale per tutti, ma si va verso soluzioni su misura, verso quella che viene chiamata ‘industria 4.0’ foriera di innovazione, tecnologia e flessibilità. 

La fine della dittatura del metro quadro

Gianluca PolleselGianluca Pollesel, Area Manager Padova e Verona, Regus
Stiamo attraversando un’evoluzione che allontana la visione delle aziende dalla staticità del luogo di lavoro per spostare l’attenzione sulle performance. Grazie all'espansione del lavoro agile ci troviamo di fronte a una nuova idea di lavoro e di spazio frutto del passaggio da una concezione di azienda statica con ambienti rigidamente definiti a una concezione di azienda dinamica, flessibile e orientata più alla qualità dei risultati che alla timbratura del cartellino. Di conseguenza le organizzazioni mettono in pratica politiche che favoriscono il benessere dei lavoratori, anche attraverso le tecnologie che permettono al lavoratore di svolgere autonomamente e in maniera produttiva la propria attività. Il cambio culturale in atto porta benefici sia in termini di miglioramento della qualità della vita per le persone, sia nel rapporto tra azienda e lavoratore perché crea un clima di maggiore fiducia e una maggiore flessibilità nei confronti delle esigenze del lavoratore.
L’ufficio assume così una dimensione ‘liquida’ e distribuita sul territorio che trova risposta nella rete di uffici e co-working proposti da Regus, un’infrastruttura in grado di supportare ogni opportunità di business. Grazie alla nostra rete di spazi di lavoro, le aziende possono operare da qualsiasi luogo senza costi ne investimenti di capitale. Inoltre possono usufruire di vantaggi economici immediati e dell’opportunità di esternalizzare il proprio portfolio di uffici. 

Case History 

Roberto LazzaroniOffice re-organization: l’ufficio del futuro
Roberto Lazzaroni, Facility & Security manager di Safilo Group
Le aziende affrontano il tema degli spazi lavorativi, in alcuni casi come scelta interna, in altri a seguito di un percorso imposto dai cambiamenti esogeni. Le ragioni sono diverse, le evoluzioni organizzative e culturali delle aziende, le nuove tecnologiche che permettono e favoriscono forme di lavoro nuove, e non ultima la leva motivazionale che vede lo spazio come valore in grado di attrarre talenti.  
Le diverse ragioni hanno comunque un denominatore comune: l’individuo e la volontà delle aziende di considerarlo baricentrico nelle loro scelte, affinché l’ambiente lavorativo risponda sempre di più e meglio alle diverse esigenze di business, coniugando queste ultime a quelle personali e di benessere delle persone.
Solo così il benessere dei lavoratori può incidere sulla produttività aziendale.
L’evoluzione degli spazi lavorativi segue un percorso simile in molte aziende: si parte dall’ufficio singolo assegnato per status e si arriva all’open space indifferenziato, ma tale percorso deve essere calato nella realtà aziendale, nella sua cultura e nel suo modello organizzativo. L’assunto è che non esiste l’ufficio ideale uguale per tutte le aziende. In questo percorso, l’evoluzione dello spazio lavorativo assume sempre meno una connotazione fisica per evolvere verso forme agili, flessibili e smart.
L’obiettivo finale di questa trasformazione sono spazi lavorativi che migliorano il benessere delle persone, le performance, la creatività stimolando nuove idee e nuovo business, tenendo conto che non necessariamente questi spazi devono essere all’interno dell’azienda.

OLmeet torna nel 2019 con tante novità: vi aspettiamo!      

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