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18/02/2015

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di Giorgia Pretato

Il benessere sul luogo di lavoro è una priorità per le aziende

Capacità di attrarre e trattenere i dipendenti e un ambiente migliore che favorisca la produttività: ecco i nuovi driver delle strategie di workplace delle grandi Corporate

Un buon ambiente di lavoro e la soddisfazione del dipendente stanno assumendo un ruolo prioritario nell’agenda delle aziende, che attribuiscono sempre più importanza ai bisogni dei propri dipendenti quando devono scegliere la propria strategia immobiliare. Ciò è quanto emerge dall’ultima European Occupier Survey, indagine annuale giunta alla sua quinta edizione condotta da CBRE, società di consulenza immobiliare che indaga driver e tendenze delle principali Corporate in merito alle scelte localizzative e immobiliari.
L’indagine si basa su interviste di decision makers immobiliari di alcune grandi multinazionali che complessivamente occupano circa 200 milioni di mq in tutto il mondo. Le società rappresentate hanno sede principalmente in Europa occidentale o in Nord America e operano prevalentemente nei settori bancario e finanziario, consulenza e servizi professionali, tecnologia e telecomunicazioni.
Uno dei principali risultati emersi è che una strategia di workplace efficace, che mette al primo posto le esigenze delle persone che lavorano negli uffici sta assumendo un’importanza sempre maggiore. Mentre negli anni scorsi, a partire dalla crisi finanziaria iniziata nel 2007, il driver più importante delle aziende nella scelta della location aziendale è stato infatti il controllo dei costi, negli ultimi due anni, e in misura maggiore nel corso del 2014, questo atteggiamento ha via via lasciato spazio a nuovi elementi che hanno trovato terreno fertile nelle logiche delle multinazionali le quali, senza particolare difficoltà, hanno affiancato al contenimento dei costi un driver innovativo: il miglioramento dell’ambiente di lavoro.
La presenza di forza lavoro qualificata ha influito in modo significativo sulle scelte di localizzazione delle aziende. Ad esempio circa metà degli intervistati (46%) ha indicato la disponibilità di talenti tra i fattori chiave che guidano tali scelte, mentre per il 32% è stato il costo del lavoro il fattore fondamentale. Entrambe le risposte hanno comunque registrato un incremento del 10% rispetto lo scorso anno.

In risposta a queste nuove esigenze, l’interesse nell’adottare strategie di workplace continua a crescere. I due terzi degli intervistati (67%) hanno riferito che la loro strategia di workplace è stata guidata principalmente dalla necessità di attrarre e trattenere i propri talenti. Questo dato è in crescita del 20% rispetto allo scorso anno (48%) e fa scendere dal primo al terzo posto il contenimento dei costi (dal 56% del 2013 al 43% di oggi) quale principale motivazione della decisione sulla localizzazione. Il secondo motivo alla base di una strategia di workplace è il desiderio di aumentare la produttività dei dipendenti, passato dal 37% al 46%.
Infine, luoghi di lavoro accoglienti che offrono spazi di qualità e che sono facilmente accessibili con i mezzi di trasporto sono sempre più ricercati dalle aziende, il 65% delle quali indica proprio questi fattori fondamentali per scegliere un immobile e per attrarre le giovani generazioni. Ciò conferma la crescente attenzione rivolta alla soddisfazione dei dipendenti e all’impatto che questa ha sul processo decisionale.

Strategie efficaci di workplace
La scelta della location, sottostà dunque in misura sempre maggiore alla necessità di attrarre, e naturalmente trattenere, le risorse in una logica che valuta come prioritarie le loro esigenze: una strategia di workplace considerata efficace è, infatti, quella che dà importanza non solo alla location, ma anche a tutte le amenities che risiedono nelle immediate vicinanze.
A Milano un esempio sopra tutti è il quartiere Isola che, proprio in virtù della sua posizione di “immediata periferia” di Porta Nuova, risulta già attraente agli occhi di numerosi investitori e sta vivendo uno sviluppo immobiliare notevole rappresentato sia da negozi e attività legate ai servizi che da ritrovi e luoghi dove è piacevole passare il proprio tempo non necessariamente legato al lavoro, basti pensare a una cena o a un dopocena. Recarsi sul luogo di lavoro diventa in tal modo un’esperienza piacevole.
Assume nuovamente importanza il centro città, come spazio che riunisce le migliori caratteristiche per i dipendenti: facilità di accesso e di spostamento tramite mezzi pubblici, presenza di esercizi commerciali o servizi, ecc.
“Le aziende stanno iniziando a comprendere che attrarre e/o mantenere risorse qualificate e motivate non è più solo una questione economica, ma anche di ambiente di lavoro – dichiara Marcello Panizzutti Head of Project Management per CBRE Italia. Integrazione, non isolamento: in un’ambiente friendly, viene dato un ruolo di primo piano all’interazione tra colleghi attraverso l’aumento di spazi di relazione con l’espressa volontà di rendere l’intero luogo di lavoro un benefit che l’azienda mette a disposizione del dipendente. Alla flessibilità di poter lavorare da casa si affianca il piacere di andare in ufficio, dal momento che questo si configura come un luogo confortevole”.
In Italia la rivoluzione nel modo di vivere lo spazio in azienda sta arrivando più lentamente rispetto ad altri Paesi poiché la concezione di base è legata all’idea tradizionale del luogo di lavoro come semplice ambiente statico, con una scrivania e un computer. I modelli più innovativi di wellness aziendali vengono introdotti dall’esterno, dalle grandi corporate globali.
“Focalizzarsi su strategie di workplace che accrescano il benessere dei dipendenti diventerà la regola d’oro per tutte le aziende, nella scelta della localizzazione – continua Panizzutti –. Inoltre, sta acquisendo sempre maggior importanza l’HR department, fondamentale per individuare la giusta formula per rendere concrete queste strategie: ristoranti a disposizione di dipendenti e clienti, dove il cibo è salutare e di qualità, spazi dedicati ad attività fisiche con spogliatoi e docce, fino addirittura a mettere a disposizione un servizio di massaggi fisioterapici in azienda”.
In conclusione, la scelta della location aziendale è strettamente connessa ai dipendenti: sono favoriti luoghi che consentono di attrarre e mantenere le risorse – facilmente accessibili, con disponibilità di servizi ed elevata qualità degli ambienti che incentivano maggiormente le risorse a recarsi sul luogo  di lavoro.
Naturalmente, le aziende dovranno sempre rispettare logiche di costo: le realtà che oggi offrono servizi quali l’asilo per i figli dei dipendenti o i già citati massaggi fisioterapici possono farlo in virtù di convenzioni con strutture private; in tal modo forniscono un grande valore aggiunto ai propri dipendenti a un prezzo molto basso e contemporaneamente riescono a recuperare parte del costo sostenuto.
“Per comprendere meglio quanto sia importante questo nuovo modo di concepire il luogo di lavoro – conclude Marcello Panizzutti – basti riflettere sul fatto che, a parità di retribuzione economica, una persona sia più incentivata a privilegiare l’azienda che rispetta maggiormente queste caratteristiche. Le regole di wellness a favore dei dipendenti diventeranno la base da cui partire per una strategia efficace di workplace”.

 

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