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05/07/2017

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Roberto Ferrari

I benefici per l'acquisto di beni strumentali

Approfondiamo la ‘nuova Sabatini’, la norma che incentiva l’erogazione di credito da parte degli intermediari finanziari con fondi per investimenti in nuovi macchinari, impianti, attrezzature e tecnologie digitali.

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La realizzazione di investimenti fa sempre i conti con la disponibilità delle risorse finanziarie necessarie. La ‘nuova Sabatini’ è una norma che incentiva l’erogazione di credito da parte degli intermediari finanziari con fondi per investimenti in nuovi macchinari, impianti, attrezzature e tecnologie digitali con un valore da 20.000 a 2.000.000 di euro. Prevede, inoltre, l’erogazione di un contributo in conto interessi per un ammontare fino al 3,575% dell’investimento. A seguito di una specifica convenzione tra il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), l’Associazione Bancaria Italiana (ABI) e la Cassa Depositi e Prestiti (CDP) gli intermediari finanziari hanno generato prodotti destinati all’acquisto di beni strumentali nuovi. Ogni banca ha infatti realizzato una soluzione ad hoc pensata per tutte le imprese, strutturando apposite linee di credito anche supportate da garanzie statali.

Riferimenti normativi
La ‘nuova Sabatini’ è una norma introdotta dal Decreto Legge 69 del 21 giugno 2013 successivamente prorogata con la Legge 11 dicembre 2016 nr. 232. Utili gli ultimi aggiornamenti interpretativi dell’Agenzia delle Entrate, con le circolari nr. 14036 del 15 febbraio, la nr. 17677 del 24 febbraio e la nr. 22504 del 9 marzo, tutti del 2017.

Come funziona
Intanto, si può dire che funziona? La norma prevede un meccanismo articolato per superare una certa ritrosia nella concessione del credito, senza alterare le condizioni di concorrenza del mercato, agevolando le imprese che intendono investire. Semplificando:

a) CDP mette a disposizione delle banche/intermediari finanziari fondi per 5 miliardi di euro, a tassi agevolati;

b) viene estesa la garanzia della 662/96 (80% del valore finanziato garantito dallo Stato) anche per finanziamenti destinati ad acquisire beni strumentali nuovi;

c) le banche/intermediari finanziari possono erogare credito a tassi di mercato tenendo conto del merito creditizio dell’impresa richiedente il finanziamento;

d) le imprese possono accedere ai finanziamenti grazie alla maggior disponibilità di denaro per finanziamenti;

e) le imprese ricevono un contributo che abbassa (o abbatte) il costo del finanziamento.

La costruzione ‘win-win’ dovrebbe portare le banche ad erogare più credito, con minori costi e maggiore marginalità così come le imprese dovrebbero poter accedere ai finanziamenti con facilità, a minori costi e quindi anch’esse con maggiore marginalità attuale (minori costi) e futura (maggiori ricavi grazie agli investimenti). Fatto sta che CDP al 21 aprile comunica che sono ancora disponibili 1,755 miliardi di euro del plafond 5 miliardi di euro messo a disposizione nel febbraio 2014.

Chi può usufruirne
In estrema sintesi, i destinatari dell’agevolazione sono le PMI iscritte al Registro delle Imprese e non in liquidazione o sottoposte a procedure concorsuali. Giova ricordare che sono PMI le imprese che presentano contemporaneamente i seguenti parametri:

- fatturato annuo inferiore a 50 milioni di euro o un valore dell’attivo di bilancio inferiore a 43 milioni di euro;
- meno di 250 addetti.

Requisiti che devono essere verificati con attenzione in riferimento a quanto disposto nella raccomandazione della Commissione europea 2003/361/CE del 6 maggio 2003, pubblicata nella G.U.U.E. n. L 124 del 20 maggio 2003, e nel decreto ministeriale 18 aprile 2005, pubblicato nella G.U.R.I. n. 238 del 12 ottobre 2005 nonché nell’allegato 1 al regolamento GBER, e dei requisiti soggettivi indicati nell’articolo 3 del DL 69/2013.

Investimenti agevolabili
In generale si tratta di investimenti per la creazione di una nuova unità produttiva o l’ampliamento di unità produttiva esistente, la diversificazione della produzione con l’aggiunta di prodotti nuovi, la trasformazione radicale del processo produttivo. Pertanto si tratta di beni strumentali nuovi di fabbrica che singolarmente o nel loro insieme presentano un’autonomia funzionale oppure che, pur essendo moduli di un impianto complesso, introducono nuove funzionalità nel ciclo produttivo già esistente.
Inoltre la legge 232/2016 ha esteso l’agevolazione anche per l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica aventi come finalità la realizzazione di investimenti in tecnologie digitali. Sono compresi gli investimenti in big data, cloud computing, banda ultra larga, cybersecurity, robotica avanzata e meccatronica, realtà aumentata, manifattura 4D, Radio Frequency IDentification (RFID), beni e tecnologie digitali riepilogati negli allegati 6/A e 6/B del Decreto Interministeriale 25 gennaio 2016 e riportate nelle circolari attuative. I beni strumentali, acquistati o acquisiti mediante leasing, devono essere localizzati nel territorio nazionale. L’investimento, con un valore minimo di 20.000 euro e massimo di 2.000.000 di euro, può essere finanziato anche per il 100% del suo valore mediante un finanziamento con una durata sino a 5 anni.

Contributo
Sono previsti due distinti contributi. Per l’investimento in beni strumentali ‘ordinari’ un contributo pari al 2,75%, mentre per i beni strumentali digitali il contributo previsto è pari al 3,575%; in entrambi i casi il beneficio va calcolato sul valore complessivo dell’investimento. Un particolare: la legge di Stabilità 2017 (commi da 52 a 57) prevede che il 20% delle risorse complessive (560 milioni di euro) sia destinato alle PMI che investono in tecnologie digitali, come identificate nei citati allegato 6/A e 6/B, e dettagliate nella circolare attuativa del 15 febbraio 2017. Va ricordato che le imprese possono accedere anche al Fondo di garanzia per le piccole e media imprese fino alla misura massima prevista dalla vigente normativa (80% dell’ammontare del finanziamento), sul finanziamento bancario, con priorità di accesso. La finalità è quella di favorire l’accesso ai finanziamenti mediante la concessione di una garanzia pubblica che si affianca e spesso si sostituisce alle garanzie reali richieste alle imprese.

Come si accede al beneficio
Per accedere al beneficio è necessario predisporre una domanda redatta con modulistica standard da trasmettere all’intermediario finanziario mediante PEC, allegando la documentazione richiesta. La banca/intermediario procede alla verifica della domanda, della documentazione allegata e del possesso di tutti i requisiti necessari. Ultimata la verifica, la domanda viene inviata al Ministero per la richiesta di prenotazione del contributo. Ottenuta dal Ministero la conferma circa la disponibilità delle risorse, la banca/intermediario può concedere il finanziamento alla PMI trasmettendo al MISE la documentazione necessaria per la concessione all’impresa del contributo spettante. Tutta la modulistica può essere acquisita nel sito del MISE.

Quando
Va detto che il beneficio vale per tutti i finanziamenti deliberati dalla banca/ intermediari finanziari entro il 31 dicembre 2018. Va anche tenuto conto della quantità residua delle risorse disponibili. Ad oggi il sito del MISE segnala una disponibilità residua, a maggio 2017, del 43%.

Riepilogando
La ‘nuova Sabatini’ è un provvedimento normativo articolato, che ha permesso di generare prodotti finanziari specifici, con una sufficiente dotazione finanziaria. Questo permette alle imprese di accedere ai finanziamenti bancari e simili con maggiore facilità, grazia anche alla minore rischiosità bancaria delle specifiche linee di credito. Per le imprese è un’opportunità per accedere al mercato dei capitali, con maggiore facilità e minori costi. Volendo fare un semplice esempio, un finanziamento di 2 milioni di euro comporta un contributo superiore a 150.000 euro. Largo agli investimenti.

 

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