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17/02/2016

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Così Beghelli ha orientato la supply chain in un’ottica demand driven

Il progetto realizzato con Sinfo One per abbattere le barriere con cui le informazioni fluiscono nel network del gruppo

Giorgio MontanariL’odierno rapido volgere della complessità di mercato, può determinare nella supply chain incertezza e rischi in vario modo correlati a due diversi aspetti: uno inerente la stima della capacità produttiva di cui disporre, l’altro maggiormente connesso invece all’andamento futuro della domanda lungo un network complesso ed elaborato, legato a mercati di fornitura geograficamente lontani che allungano i lead time e i tempi di reazione. Per fronteggiare tale complessità le imprese di successo hanno trovato come valido rimedio quello di orientare l’intera supply chain alla domanda del cliente finale, eliminando ogni ostacolo comunicativo tra i diversi nodi di un network complesso ed eterogeneo dal punto di vista organizzativo, culturale e geografico. Secondo tale approccio, i sistemi logistico-produttivi devono quindi evolvere da sistemi basati sul passaggio della domanda da nodo a nodo, a sistemi guidati dalla domanda del mercato: in una parola si parla della cosiddetta demand-driven supply chain.

Quanto descritto poc’anzi è un piano che può apparire semplice nelle parole ma che spesso, nel concreto, può invece non risultare di facile realizzazione. Un valido esempio di quanto si può fare in questo senso, affrontando le varie criticità ed esigenze che emergono, è il progetto che Sinfo One e il Gruppo Beghelli – fondato nel 1982 da Gian Pietro Beghelli e operativo nei settori dell’illuminazione di emergenza, dell’illuminazione a risparmio energetico e dei sistemi elettronici per la sicurezza domestica e industriale e della generazione elettrica fotovoltaica – hanno recentemente completato e messo in produzione. Grazie a una metodologia consolidata si è riusciti, come richiesto dall’ICT manager di Beghelli Giorgio Montanari, a orientare i tradizionali strumenti di governo della supply chain (ossia demand planning, material planning, capacity planning) in un ottica fortemente demand driven.Nel dettaglio, l’obiettivo primario del progetto era in sostanza quello di abbattere le barriere con cui le informazioni fluiscono nel network del gruppo nel suo complesso.

Tale obiettivo, basato sulla convinzione che la supply chain è anche costituita da una rete di persone, processi e informazioni che solo lavorando insieme senza ostacoli riescono effettivamente a fornire il migliore servizio, è risultato particolarmente efficace in una realtà come quella rappresentata dal Gruppo Beghelli, che deve gestire un network eterogeneo ed esteso che va dall’est Europa fino all’Oriente, mantenendo nel contempo il proprio baricentro in Italia. Questo approccio ha consentito di aumentare significativamente la velocità della supply chain avvicinando i nodi di fornitura alle esigenze del cliente, riducendo nello stesso momento la vulnerabilità del sistema alle eccezioni grazie alla capacità di mostrare ai nodi del network più lontani dal mercato finale gli impatti di cambiamenti o perturbazioni della domanda.

 

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