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02/09/2014

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Backup e recovery sempre più strategici

Secondo Barracuda Networks il mercato italiano della sicurezza e dello storage sta attraversando un momento favorevole, offrendo interessanti opportunità di business anche per il canale. La sfida sta nell’offrire soluzioni adeguate non solo alle grandi imprese ma anche alle PMI, esposte esattamente alle stesse minacce IT

Il passaggio dagli ambienti di rete tradizionali a quelli di nuova generazione (software-defined, ma non solo) pone i responsabili IT di fronte a nuove complessità e nuove scelte. Abbiamo voluto approfondire la tematica con Stefano Pinato, country manager per l’Italia di Barracuda Networks, società che fornisce soluzioni avanzate di sicurezza e storage cloud-connected, accessibili e semplici da utilizzare.


Secondo Barracuda Networks, quello in cui si trovano oggi le aziende è un contesto di “fiducia zero’: cosa significa questa espressione?
Nell’IT stiamo assistendo a un cambiamento dell’idea di difesa perimetrale di un’azienda, ‘fiducia zero’ significa infatti che le imprese non possono fidarsi di nessuno poiché le minacce possono arrivare anche dall’interno. Dal 2000 a oggi si è verificata una crescita esponenziale degli attacchi informatici, che, con l’introduzione dei dispositivi mobile, non provengono più solo dall’esterno, ma anche dall’interno delle imprese. I dipendenti possono accedere a informazioni di significativa importanza a proprio piacimento, aggirando i firewall e le procedure interne, mentre i dispositivi M2M (machine-to-machine) possono inviare dati infettati da malware. Questa tendenza è destinata a proseguire con l’affermarsi dell’internet delle cose poiché più dispositivi connessi si traducono in un maggior numero di potenziali minacce, canali attraverso i quali i cyber criminali possono penetrare una organizzazione, comprometterla e rubarle segreti aziendali. D’altra parte, non va dimenticato che i dipartimenti IT devono anche fare i conti con un’enorme pressione sul fronte dei costi, che può essere affrontata solo con l’utilizzo del cloud.


In questo scenario, quindi, come è possibile difendersi? Quali sono le risposte proposte da Barracuda? 
Le infrastrutture critiche devono essere protette da altri utenti e componenti IT con l’ausilio di ‘cancelli di sicurezza intelligenti’ che permettano di controllare tutte le query e impedire eventuali attacchi sospetti. Qualche esempio?

Gli application delivery controller, come il Barracuda Load Balancer ADC, forniscono un rilascio delle applicazioni che ottimizza le prestazioni e il bilanciamento del carico di rete, offrendo al contempo la massima protezione da intrusioni e attacchi. Altro esempio è il Barracuda Web Application Firewall, poiché protegge le applicazioni e i siti web da attacchi dannosi, aumentandone allo stesso tempo le prestazioni e la scalabilità così come il nostro Web filter, che si pone come una soluzione integrata di web content filtering, blocco applicazioni e protezione da malware. Infine, posso citare a esempio i firewall di nuova generazione che sono in grado di garantire la sicurezza interna mentre proteggono dagli attacchi esterni. Questi consentono l’accesso a determinati contenuti online, solo al personale autorizzato. Tra l’altro il Barracuda NG Firewall ha recentemente esteso il supporto ai dispositivi basati su Microsoft, permettendoci così di continuare a supportare i nostri clienti nella migrazione verso le nuove topologie di rete proposte all’interno degli ecosistemi Microsoft, inclusa la virtualizzazione Hyper-V e le infrastrutture di cloud pubblico di Microsoft Azure.


Lei è stato recentemente nominato country manager di Barracuda per l’Italia: qual è secondo lei l’outlook per il mercato italiano?


Il saldo di questi primi mesi nel ruolo di country manager per l’Italia è positivo. Il mercato italiano della sicurezza e dello storage sta attraversando un momento favorevole, che può presentare innumerevoli opportunità di business per il nostro canale di distribuzione. La sfida per il nostro Paese sta nell’offrire soluzioni adeguate non solo alle grandi imprese, ma anche alle PMI, che sono esposte esattamente alle stesse minacce IT. Siamo convinti che la chiave siano il cloud e le soluzioni per la sicurezza che offrono una protezione completa e che allo stesso tempo richiedono il minimo di configurazione e sono abbastanza intuitive.

 

Riconoscimenti importanti
La valenza delle soluzioni progettate e realizzate da Barracuda Networks è testimoniata da numerosi riconoscimenti. IDC, ad esempio, la colloca al primo posto nella distribuzione internazionale di dispositivi di back up appositamente costruiti (Purpose Built Backup Appliance, PBBA), con una quota di mercato arrivata nel 2013 al 53,5%, come riportato nell’indice IDC Worldwide Quaterly PBBA pubblicato nel mese di marzo. Il report indica anche che il vendor ha archiviato il quarto trimestre 2013 con una quota di mercato delle unità integrate PBBA pari al 53,7% e che questo trend positivo è destinato a proseguire. “I clienti continuano a scegliere le nostre soluzioni di back up end-to-end perché si integrano in maniera trasparente all’interno di infrastrutture pre-esistenti, garantendo da un lato la salvaguardia degli investimenti effettuati nel corso del tempo e dall’altro la migrazione verso tecnologie di nuova generazione”, sottolinea Pinato.


Integrazione trasparente anche in ambienti open source
Sempre attenta alle esigenze che esprime il mercato, Barracuda Networks continua ad ampliare le certificazioni che consentono alle sue tecnologie di integrarsi all’interno delle architetture più diverse, incluse quelle open source. Alla fine di aprile, infatti, Barracuda Networks ha annunciato nuove certificazioni che estendono il supporto ufficiale agli ecosistemi server Red Hat Enterprise e SUSE Linux Enterprise. Barracuda offre anche una protezione macchina guest per le istanze di Red Hat Enterprise Linux guest in esecuzione su Rhel KVM, Rhev, Hyper-V hypervisor o basate su VMware, e il supporto per SUSE Linux Enterprise Server su Hyper-V e VMware a livello di host.

 


 

 

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