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Case History & Inchieste
 

22/02/2016

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di Paolo Morati

Aumentare l'innovazione

Come Fiat Chrysler Automobiles ICT è organizzata
 e quali sono i temi sui quali sta puntando per portare ulteriore efficienza e nuovi servizi sia all’interno che all’esterno.

Il verbo innovare ha più significati. Dal cambiare una situazione introducendo delle novità, ad acquisire nuova forza grazie al cambiamento. Quando lo si applica al settore automobilistico (e nell’industria in generale) lo si può declinare nell’introduzione di sistemi e processi che permettono (almeno negli intenti) di migliorare e rendere più efficiente l’organizzazione, con ricadute a tendere anche sul business in generale. Ecco perché è sempre più importante, ancor più in un’epoca che richiede una prontezza di riflessi maggiore rispetto al passato per rispondere a sfide del mercato in costante mutazione, riservare parte delle risorse proprio all’innovazione. Da questo punto di vista Fiat Chrysler Automobiles (FCA) ICT ha avviato dal maggio 2015 una nuova funzione globale ICT Innovation che attualmente ha già due team consolidati in Nafta (North American Free Trade Agreement) ed Emea (Europe, Middle East, and Africa). “Come FCA ICT EMEA Innovation ci stiamo focalizzando nell’individuare temi tecnologici e di innovazione rilevanti per l’Automotive e nell’implementare delle soluzioni che possano generare valore per le funzioni di Business, dal Product Development all’After Sales”, spiega Stefano Boscolo, FCA EMEA - ICT Head of Business Centers & Innovation. “Quattro sono i nostri macro obiettivi. Il primo riguarda il rafforzamento della posizione dell’ICT Innovation nei confronti del business per il quale vogliamo diventare sempre di più un punto di riferimento interno. Come secondo obiettivo stiamo razionalizzando il nostro modo di interagire con l’esterno su temi Innovation formalizzando un network di relazioni con il mondo acc demico, le startup, i nostri fornitori e partner, comprese anche altre grandi aziende che affrontano tematiche di innovazione. Il terzo obiettivo si riferisce alla diffusione della cultura ‘Innovation’ nell’ambito della nostra organizzazione, che prevede eventi e workshops per la diffusione di conoscenze tecnologiche e metodologie con diversi livelli di approfondimento: dai meeting Inspirational a quelli verticali su specifiche tecnologie, estesi anche alle funzioni di business. Infine, quarto, per realizzare, governare e misurare quanto detto sopra abbiamo definito dei processi interni che monitoriamo e facciamo evolvere costantemente”. La struttura coordinata da Boscolo vede per ogni processo di business supportato dall’ICT un referente di innovazione, per un totale di quindici persone coinvolte.

Tematiche di riferimento
Diversi sono i temi caldi di innovazione che FCA ha individuato e sui quali ha previsto di lavorare all’interno della nuova struttura. “Parliamo di Big Data, Mobility, Internet of Things e Augmented-Virtual Reality. Sono tutte e cinque delle aree su cui senz’altro si deve e può ragionare anche se sulla parte industriale alcune sono più avanti che altre”, spiega Giuseppe Bramante, FCA EMEA - ICT Head of Manufacturing & Product Planning. “Prendiamo il caso della mobility. Un conto è dare in mano uno smartphone ai team leader in fabbrica, un conto ai singoli operatori che operano lungo la linea di produzione. Ci sono aspetti di ergonomia, di operatività e di gestione di cui tenere conto, a fronte di grandi vantaggi ottenibili in termini di rapidità di immissione e disponibilità dei dati, riduzione degli errori e tempo risparmiato. Da questo punto di vista per il prossimo anno prevediamo l’implementazione di un proof of concept legato anche all’Internet of Things per comunicare ad esempio automaticamente a un manutentore dove intervenire e come nel modo migliore possibile”. La realtà virtuale è invece un tema molto più consolidato in FCA: “Quando dobbiamo progettare delle nuove linee di produzione – prosegue Bramante – già da anni possiamo eseguire simulazioni 3D delle principali attività di montaggio del veicolo. E oggi il tutto può essere condotto in modo più capillare, anche grazie all’abbassamento dei costi delle tecnologie. Un conto è infatti avere una sala per la realtà virtuale dove testare gli elementi più importanti e critici un altro è fornire dei singoli device dedicati per una simulazione più granulare, generando un valore aggiunto maggiore”.
Relativamente al tema Big Data, sottolinea invece Dario Castello, FCA EMEA - ICT Head of Connected Vehicle – CIO Maserati – After Sales (Mopar) Global Lead “sono tante le esperienze su cui stiamo individuando applicazioni potenziali, anche attraverso dei proof of concept ben mirati. Quando parliamo di vetture connesse, infatti, significa anche raccogliere informazioni rilevanti dalla vettura, che vengono poi messe in relazione con i dati classici, per individuare nuovi servizi da proporre al cliente, non solo da parte nostra ma anche da altri operatori. Un esempio è quello che stanno facendo le assicurazioni, con la vettura che oggi può essere predisposta a trasmettere dati utili al calcolo dei premi mediante hw/sw specifici forniti dalla singola società di assicurazioni, ma a tendere saranno montati direttamente nelle nostre fabbriche. L’errore che non va fatto è però quello di confondere la più classica Business Intelligence, gli Analytics, con il tema dei Big Data e per questa ragione è necessario condividere anche al nostro interno le potenzialità diverse che queste tecnologie propongono. Proprio sui Big Data entro il 2016 stiamo pianificando alcuni use case che possano contribuire a fornire servizi innovativi al cliente finale o qualche indicatore nuovo per ottenere vantaggi tangibili fronte business. L’Internet of Things dal canto suo offre invece in prospettiva occasioni come quelli dell’auto connessa con tutto il mondo, per fornire collegamenti e comunicazioni in termini di manutenzione a distanza così come in ambito più allargato di comunicazioni con, ad esempio, sistemi di domotica o smart cities. In generale alcune tecnologie non sono innovative di per sé, ma presentano nuove opportunità anche per via dei costi più abbordabili. Pensiamo alla stampa 3D che, seppure presente nel settore manifatturiero da molto tempo, oggi sta diventando sempre più interessante per la realizzazione di determinati componenti. L’innovazione rappresenta quindi anche un arricchimento dei servizi offerti al cliente finale, il quale però spesso si aspetta di non pagarli, a meno che non li ritenga effettivamente indispensabili. Può essere ad esempio il caso di una migliore sicurezza durante la guida o della semplificazione di determinati processi. Possiamo in questo caso citare lo smart parking, con segnalazione dei posti liberi in zona o l’accesso trasparente alle zone a traffico limitato. Al contrario alcune applicazioni di infotainment sono invece considerate semplicemente qualcosa di ‘carino’ da avere, ma non un valore aggiunto decisivo sul quale investire”.

La realtà che cambia
Rispetto alle macro aree tecnologiche identificate da FCA ICT, quelle della Augmented Reality (AR) e Virtual Reality (VR) sono state approfondite in un evento specifico in cui è stata coinvolta anche Gartner e che ha visto la presentazione di alcune delle idee prese in considerazione. “Un primo tema che abbiamo affrontato – spiega Boscolo – è stato quello del supporto ai Processi Quality, in particolare in relazione a verifiche di qualità eseguite sulle vetture a ne linea di montaggio. Nel dettaglio è stato realizzato un proof of concept per agevolare e indirizzare i controlli svolti degli operatori che, avvalendosi di smart glasses, hanno a disposizione un set aggiuntivo di informazioni per eseguire, ad esempio, controlli di qualità sul vano motore delle vetture. Inoltre, abbiamo sviluppato un prototipo sul post vendita come ausilio alle officine dei nostri concessionari per supportare gli interventi manutentivi delle vetture affidandosi a tablet. In questo caso il tecnico che interviene può visualizzare informazioni aggiuntive (ad esempio l’impianto elettrico) inquadrando cruscotto o altre parti del veicolo”. Una terza esperienza presentata da FCA riguarda il manufacturing, con il sistema point cloud che serve a mappare la realtà degli impianti tramite scanner 3D, consentendo la simulazione di modifiche da applicare in loco. “È qualcosa che serve a realizzare interventi di processo o impiantistici sulle linee già operative, potendone simulare in anticipo gli impatti – sottolinea Bramante –. Le nuove linee invece verranno già costruite con una generazione 3D delle stesse per cui i dati saranno già a piena disposizione semplificando il tutto. Un esempio potrebbe esse quello del calcolo degli ingombri per capire se in una determinata area e posizione è possibile svolgere una particolare operazione pianificata”. Nel dettaglio, viene riprodotto l’ambiente di lavoro e gli impianti di assemblaggio dove si trova l’operaio e vengono simulati e ottimizzati in modo ergonomico i suoi movimenti, ad esempio in catena di montaggio.
“Ecco – commenta in ne Castello – che, grazie all’innovazione, è possibile in definitiva anche svolgere un’importante attività di process engineering, con la realtà virtuale che offre ulteriori possibilità di intervento evitando di usare manichini fisici o ricreare fisicamente situazioni complesse. Poi possiamo anche spostare l’attenzione su argomenti come quelli della sicurezza del prodotto, dove esistono da tempo strumenti specializzati per la costruzione e programmazione del crash test, ma in tal caso ci inoltriamo comunque in ambiti più di nicchia e specifici”.

 

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