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06/06/2018

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di Vincenzo Virgilio

Aruba investe su Roma: ecco il nuovo data center

La struttura verrà ultimata nel 2020. “Sarà un punto di riferimento per le aziende del centro e sud Italia, oltre che per la PA”, assicura l’AD Stefano Cecconi. Previste 200 nuove assunzioni.

Una vista del data center di Aruba che nascerà a Roma



E sono quattro. Aruba non si ferma e, a pochi mesi dal taglio del nastro del Global Cloud Data Center alle porte di Milano, annuncia la realizzazione di un altro data center in Italia, il quarto della società nel Paese. Stiamo parlando dell’Hyper Cloud Data Center, la nuova struttura che verrà realizzata nella Capitale e che è stata presentata ieri a Roma. Con questo investimento, di circa 300 milioni di euro in cinque anni, Aruba intende diventare il principale punto di riferimento in Italia nell’ambito dei servizi e soluzioni di data center - fisiche e in cloud - per le imprese, la PA centrale, gli Enti locali e il settore del banking e finance. 

Perché Roma
L’Hyper Cloud Data Center prenderà forma nell’area del Tecnopolo Tiburtino, a Roma est, il centro nato per volontà della Camera di Commercio di Roma in collaborazione con la Regione Lazio e il Comune. Un luogo che già ospita oltre 130 realtà tecnologicamente innovative. “Il Tecnopolo rappresenta il posto ideale per noi e ci mette nelle condizioni di portare a termine i lavori entro la primavera del 2020. Vogliamo e dobbiamo fare in fretta. È il mercato che lo chiede”. Stefano Cecconi, amministratore delegato di Aruba, non vuole perdere tempo. Lo ha fatto capire chiaramente durante la conferenza stampa di presentazione del progetto a cui hanno preso parte, tra gli altri, il sindaco di Roma, Virginia Raggi, e l’assessore allo sviluppo economico della Regione Lazio, Gian Paolo Manzella. “Il Global Cloud Data Center vicino a Milano – ha spiegato Cecconi – è andato incontro al bacino d’utenza del nord Italia e dell’Europa centrale e ha ottenuto un successo che ha superato le aspettative. Per questo motivo abbiamo deciso di accelerare i tempi per realizzare il data center di Roma che risponderà alle necessità del settore pubblico e delle aziende del centro e sud Italia”. 

Una struttura sostenibile
Un obiettivo che Aruba vuole raggiungere in modo completamente sostenibile. “La nuova infrastruttura, che sorgerà su un’area di 74.000 m², con 52.000 m² di superficie destinata a data center e oltre 30.000 m² alle sale dati, sarà in grado di raggiungere, a pieno regime, fino a 66 MW di potenza. Energia che verrà prodotta da fonti rinnovabili”, ha sottolineato Cecconi, e che sarà certificata a livello europeo tramite la Garanzia di Origine (Certificazione GO). A questa si aggiungerà anche l’autoproduzione di energia fotovoltaica e l’uso di sistemi di raffreddamento a efficienza ottimizzata (free-cooling). 

Stefano Cecconi, amministratore delegato di Aruba

Sicurezza e servizi

Insieme alla sostenibilità, l’altra parola chiave del progetto sarà security. “L’Hyper Cloud Data Center offrirà ai clienti il massimo grado di ridondanza e sicurezza, logica e fisica. In quest’ottica, sarà certificato Rating 4, il più alto livello della normativa ANSI/TIA 942-A”, ha assicurato Cecconi. La struttura, insieme alle altre del network di Aruba, permetterà inoltre la progettazione e l’attivazione di soluzioni all’avanguardia. In ambito di disaster recovery e business continuity, per esempio, il cliente potrà decidere dove collocare la propria infrastruttura primaria o secondaria, o entrambe, vista la posizione geografica e l’interconnessione delle strutture, scegliendo poi tra soluzioni di colocation, cloud o ibride.

Nuove opportunità di lavoro
Con la nascita del nuovo data center, Aruba cercherà nuove risorse. “Prevediamo l’assunzione minima di 200 nuovi dipendenti. Un numero che potrebbe aumentare – ha spiegato Cecconi.  Le università del territorio, in questo senso, saranno una fonte fondamentale da cui attingere per la ricerca di nuovi talenti”. Nuove risorse che si inseriranno in una struttura che non sarà isolata, ma “avrà un rapporto simbiotico con il Tecnopolo, un contesto ideale in cui creare un ecosistema di realtà attorno alla nostra infrastruttura – ha evidenziato l’AD. Nel progetto, infatti, sono previsti circa 12mila m² tra servizi e uffici in cui potremmo ospitare anche il personale IT dei nostri clienti oltre che start up che vorranno nascere e svilupparsi vicino a noi”. 

Il network dei data center di Aruba
Il tutto, senza dimenticare gli altri centri Aruba. Il data center di Roma, oltre a essere collegato alle principali dorsali internet, disporrà infatti di interconnessioni multiple con il campus di Arezzo (IT1 e IT2) e con il Global Cloud Data Center di Milano (IT3), le altre tre strutture della società presenti nel nostro Paese e che fanno parte di un più ampio network europeo che include Germania, Francia, Inghilterra, Repubblica Ceca e Polonia. Una famiglia che si allarga, dunque, quella dei data center di Aruba in Italia. E che in futuro potrebbe ampliarsi ancora. “Guardando al medio e lungo periodo – ha spiegato Cecconi – se continuerà questa espansione di necessità da parte del mercato vedo abbastanza probabile la nascita di altri data center, prima a livello regionale e poi anche a livello locale”. In questo processo, però, non bisognerà “mai perdere quella che è la dimensione minima che consente a queste strutture di essere efficienti – ha concluso. Serve raggiungere una massa critica e per adesso è possibile farlo su Roma e Milano. Un domani, magari, potrà essere fatto anche in altre Regioni. Noi seguiremo la crescita e se ci sarà da fare, faremo”.

 

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