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19/11/2015

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Aruba descrive la sfida italiana del cloud

L’opinione dell’operatore sul passaggio delle imprese al nuovo modello di computing

“Il mercato del cloud computing si è evoluto nel corso dell’ultimo anno e si sta sempre più conformando al tipo di aziende che serve, modificandosi a seconda del livello di maturazione dell’IT aziendale, dell’evoluzione di processi business-IT-business e della tipologia di architetture legacy in uso presso le aziende”. È questa l’opinione di Stefano Sordi, Direttore Marketing di Aruba che ha di recente fatto il punto della situazione sul livello di adozione del cloud in Italia. Per Sordi senza dubbio il cloud sta rappresentando una sfida sempre più importate per le aziende e i suoi Cio e Cto, costringendoli a ripensare processi e strategie che necessariamente dovranno tenere conto dell’esistenza di questa tecnologia ormai accessibile a tutti, competitor nuovi e futuri, vista l’ampia diffusione che sta avendo.


“Nel nostro paese – ha affermato il manager – chi aveva infrastrutture dedicate si sta preparando, attraverso roadmap di legacy transformation, a poter integrare in modo fluido processi flessibili e automatici alla base del cloud computing. Inoltre, si sta di fatto lavorando alla definizione della cosiddetta ‘cloud enabling infrastructure’, come qualcuno la definisce, ossia l’insieme dei processi e dei componenti che interessano l’ambito infrastrutturale, applicativo e d’interazione degli utenti aziendali con le piattaforme IT”.

L’idea è quindi che sia ormai consolidata l’abitudine di non ricorrere più a soluzioni on premise, salvo in casi particolari, principalmente per non sobbarcarsi di eccessivi oneri di gestione dell’infrastruttura fisica, che con il cloud ricadono al 100% sul provider. E che riguardo alla sicurezza, in generale se all’inizio potevano esserci delle remore, quando le aziende hanno capito che i propri dati erano custoditi in data center ben definiti e gestiti da professionisti esperti in grado di occuparsi proattivamente e autonomamente della gestione dell’infrastruttura, hanno iniziato ad adottare il cloud sia pubblico sia privato senza questo retropensiero.

“La liberazione dall’infrastruttura fisica rappresenta un passaggio epocale: invece di costruire la propria infrastruttura IT, il 40% delle aziende italiane sta puntando sul cloud computing in modo da sfruttare le risorse informatiche ospitate da terze parti. A renderlo noto è la relazione Eurostat sull’uso dei servizi cloud nelle aziende dei Paesi di tutta Europa, la stessa che pone l’Italia in cima alla classifica, seconda solo alla Finlandia”, ha continuato Sordi, concludendo che “considerando che la media europea si attesta sul 19%, è facile rendersi conto di come l’Italia possa essere considerata all’avanguardia sull’argomento: nel corso dell’ultimo anno Aruba ha infatti riscontrato una crescita notevole relativamente all’adozione del cloud da parte di piccole e medie imprese”.
 

 

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