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31/10/2017

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di Vincenzo Virgilio

Artificial Intelligence, nuove sfide legali per il mondo IT

Un convegno di Bird & Bird e Acc Europe accende i riflettori sulle opportunità e i problemi di un possibile futuro ‘guidato’ da algoritmi. dall'automotive industry agli altri settori.



Veicoli a guida autonoma gireranno per le nostre strade, software e algoritmi prenderanno decisioni al posto dell'uomo, freneranno per noi: macchine ci porteranno a casa o al ristorante, si modelleranno al nostro stile di vita, offriranno servizi in base alle nostre informazioni. L'automotive industry sembra ‘viaggiare’ in questa direzione e con lei altri settori. È l'intelligenza artificiale: un futuro, secondo alcuni già presente, dai contorni non ben definiti, di cui si intravedono le prime luci ma anche le prime ombre, punti di domanda che si chiamano tutela dei dati, cybersecurity, privacy e product liability (responsabilità sul prodotto).

È quanto emerso giovedì scorso a Milano, durante ‘Artificial Intelligence on-the-road’, l'evento proposto dallo studio legale Bird & Bird in collaborazione con Acc Europe. Il convegno – tenuto da avvocati ed esperti in automotive, mobilità e IT - partendo proprio dal mercato dell'auto ha provato a leggere il possibile impatto dell'intelligenza artificiale in una prospettiva, non solo tecnologica, ma di business, di produzione e di diritto.

Sì, di diritto: perché l'artificial intelligence mette le aziende davanti a nuove sfide, anche legali. Sfide da affrontare con metodo, che spingono i responsabili IT a lavorare in stretto rapporto con i giuristi d'impresa, chiamati a ricoprire un ruolo cruciale in tematiche come “la protezione dei dati, il rispetto della privacy e la sicurezza informatica”.

Questi i tre punti fondamentali - evidenziati da Roberto Camilli, Partner Bird & Bird Milano – che costituirebbero la base del panorama legale in uno scenario di intelligenza artificiale. Punti che, già oggi, “devono rappresentare dei pilastri in ogni progetto aziendale”, non solo per l'arrivo nel 2018 del regolamento europeo GDPR e della direttiva NIS: a chiederlo sono processi di produzione che, come nell'automotive industry, mettono in connessione attori diversi creando “nuovi modelli di business e una quantità sempre più consistente di dati da trattare”.

Responsabilità da chiarire
Cambiamenti strutturali che invitano i legali delle aziende a uscire dal proprio ufficio e a lavorare in team con tecnici e informatici “in grado di trasferire la conoscenza per trasformarla in clausola contrattuale”. È la strada indicata da Umberto Simonelli, General Counsel di Brembo, per affrontare un futuro e un presente tecnologico in cui il concetto di responsabilità legata a un software che decide e agisce non è ancora chiaro: un mondo da regolamentare che ridisegna i compiti del giurista d'impresa, chiamato a funzioni sempre più centrali fin dalla fase di ideazione di ogni prodotto.

 

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