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Sicurezza
 

27/10/2015

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Arriva Check Point Sandblast

Come individuare le minacce più pericolose che iniziano nel giorno zero

Il cyber crime utilizza strumenti sempre più sofisticati, come i metodi di attacco zero-day e le varianti personalizzate di malware esistenti per aggirare le tecnologie sandboxing tradizionali, restando latenti nelle infrastrutture prive di rilevamenti delle loro vittime. Questi nuovi vettori d’attacco richiedono una strategia proattiva composta da soluzioni moderne e tecnologie che non solo sconfiggono le minacce già note, ma individuano e bloccano i malware sconosciuti e vaganti non appena vengono rilevati. Partendo da questi presupposti Check Point ha sviluppato Check Point SandBlast, una nuova soluzione per la prevenzione avanzata delle minacce che giungono dal web.
 

Con il rilevamento delle minacce di CPU, per intercettarle in fase di preinfezione, Check Point SandBlast aumenta i livelli di difesa, con il rilevamento di malware evasion-resistant e una protezione totale anche contro gli attacchi più temibili, riducendo così significativamente il rischio di violazioni. Il motore di rilevamento CPU, estremamente innovativo, di fatto è in grado di individuare le minacce più pericolose che iniziano nel giorno zero, prima che il malware possa propagarsi e cercare di sfuggire al rilevamento.
 

Check Point SandBlast fa parte della famiglia Next Generation Threat Prevention e comprende anche Threat Emulation, che si occupa degli eseguibili, allocandoli in una sandbox, e Threat Extraction, che identifica contenuti a rischio, sopprime i comportamenti malevoli e ricostruisce, quando possibile, i file infetti. Disponibile sia in modalità cloud che on premise, Check Point SandBlast viene veicolata al mercato attraverso la qualificata rete di business partner che affiancano il vendor israeliano in ogni parte del mondo, Italia inclusa.
 

 

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