Estate 2020
Servizi
 

04/07/2016

Share    

di Raffaela Citterio

L'approccio Fujitsu alla digital transformation

Potenziando i servizi il colosso giapponese punta a incrementare ulteriormente il proprio posizionamento grazie anche a un’offerta cloud ancora più completa e performante.

A poco più di 8 mesi dalla sua nomina a Presidente e Amministratore Delegato di Fujitsu Italia Bruno Sirletti fa un primo bilancio. “Il compito che mi è stato affidato è chiaro: accelerare la crescita nell’area dei servizi, bilanciando meglio il rapporto che esiste oggi tra questi e la vendita dei prodotti”, esordisce. A livello mondiale il rapporto tra queste due anime della società si assesta su livelli abbastanza paritari, mentre nel nostro Paese la bilancia pende decisamente dalla parte dei prodotti, che rappresentano quasi l’80% del business. “Ho cominciato a lavorare subito in questa direzione, e i primi risultati non si sono fatti attendere, visto che il primo esercizio chiuso sotto la mia responsabilità, alla fine di marzo, è risultato in linea con le aspettative - prosegue Sirletti. Naturalmente non possiamo aspettarci balzi in avanti eclatanti in tempi brevi, poiché quando si parla di servizi ci si riferisce a progetti complessi e personalizzati che si articolano su uno spazio temporale di medio-lungo periodo, ma siamo sicuramente sulla strada giusta”. Sirletti, che vanta un’esperienza ventennale all’interno di primarie società ICT in ruoli internazionali, a livello organizzativo ha fatto pochi cambiamenti, andando però subito al cuore del problema: ha infatti consolidato le relazioni con i principali clienti, aumentando il numero delle risorse dedicate, e ha avviato una segmentazione più puntuale del canale, rafforzando il legame con i business partner più qualificati che vengono ora seguiti dai nuovi Territory Account Manager, esperti che hanno il compito di affiancare in maniera proattiva questi partner - e i loro clienti - nel loro percorso di digital transformation. “Il canale rappresenta un anello di congiunzione fondamentale nel tessuto economico italiano, ricco, come è noto, di piccole e medie imprese - prosegue Sirletti. Per questo siamo fortemente impegnati a sviluppare relazioni sempre più strette all’insegna dell’eccellenza, mettendo a disposizione strumenti formativi e informativi nonché tool e processi ad alto valore aggiunto che consentano a chi condivide la nostra filosofia di differenziarsi”.


Dalle parole ai fatti
Tutti parlano di digital transformation, e i cambiamenti profondi che sta portando negli stili di vita e di lavoro sono sotto gli occhi di tutti, basti pensare a fenomeni come Uber o BlaBlaCar. “Tutti capiscono che i modelli a cui eravamo abituati stanno cambiando profondamente, e che queste trasformazioni non risparmieranno nessuno, né le aziende private, piccole o grandi che siano, né le pubbliche amministrazioni, sia centrali che locali - evidenzia Sirletti. Il punto è come affrontare questo argomento, come darvi sostanza. Vi sono realtà lungimiranti che hanno già avviato un percorso evolutivo importante, ma altre, e sono moltissime, stanno ancora cercando di capire quale direzione prendere”. Per chi parte oggi con una attività imprenditoriale è naturale adottare subito i nuovi paradigmi, ma chi ha alle spalle una storia fatta da sistemi e processi consolidati deve valutare attentamente la strada da intraprendere, al fine di avviare un percorso di innovazione salvaguardando nel contempo gli investimenti effettuati nel corso del tempo. In entrambi i casi è fondamentale la scelta del partner tecnologico giusto, in grado non solo di mettere in campo un portafoglio di soluzioni ampio e articolato, caratterizzato da qualità e affidabilità ai massimi livelli, ma anche, e soprattutto, un approccio consulenziale basato su capacità di ascolto e scelte condivise. Proprio le caratteristiche che contraddistinguono Fujitsu, che investe ogni anno 2 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo, conta numerosi laboratori sparsi per il mondo e mette in campo servizi ad alto valore aggiunto basati su una collaborazione fattiva con i clienti.

Avere le idee chiare
L’approccio di Fujitsu alla digital transformation, quindi, è a progetto e collaborativo. Troppo spesso, infatti, i progetti falliscono, o quanto meno non danno i risultati attesi, perché vengono affrontati in maniera troppo generica, approssimativa. È facile, ad esempio, parlare di smart city: ma cosa significa in pratica? Bisogna decidere un punto di partenza (può essere il risparmio energetico, la gestione dell’illuminazione, del traffico o dei parcheggi...), e partire da lì, per poi ampliare il raggio d’azione. E lo stesso vale per qualsiasi altro settore. “Per questo - prosegue Sirletti - i servizi sono così importanti. Il nostro approccio si basa su una stretta collaborazione con i clienti, con i quali costruiamo team in cui i nostri esperti, che possono mettere in campo best practice e un know how maturato in ogni parte del mondo, affiancano le risorse interne del cliente, che conoscono a fondo i processi e gli obiettivi dell’organizzazione. È un percorso di cocreation e condivisione che riscuote un successo crescente in ogni parte del mondo, Italia inclusa”. Nel nostro Paese Fujitsu sta applicando questo approccio a molti progetti interessanti in diversi settori, a cominciare da finance, pubblica amministrazione, retail e utilities, in cui vanta una presenza consolidata. Per quanto riguarda il banking, ad esempio, si sta andando ben al di là dell’home banking, disegnando la filiale del futuro aperta a tutte le ore, che offrirà la possibilità di interagire con un funzionario collegato da remoto con un link video, garantendo naturalmente i più elevati livelli di sicurezza. Per il retail sono disponibili sistemi di intelligence che consentono, ad esempio, di monitorare il percorso dei clienti nei negozi e comprenderne le abitudini di acquisto, e gli esempi potrebbero continuare a lungo. In fondo molti percorsi di digital transformation si basano su un denominatore comune: incrementare la raccolta di dati strutturati e destrutturati (che possono arrivare dall’internet of things, dai social, o da qualsiasi altra fonte), e trasformarli in informazioni intelligenti utili al business. Per far questo naturalmente sono necessari gli strumenti giusti, ed è per questo che Fujitsu continua a investire per rendere disponibili soluzioni sempre allo stato dell’arte: da un lato una gamma di client di fascia alta, che integrano funzionalità di ultimissima generazione quali quelle biometriche, batterie di lunga durata ecc. e non entrano in competizione con le soluzioni entry level proposte dai player a volume; dall’altro infrastrutture server e storage, sempre di classe enterprise, che rispondono alle attuali esigenze del mercato quali massima efficienza energetica e piena interoperabilità con soluzioni di terze parti che vantano una elevata penetrazione di mercato quali SAP Hana, Red Hat Linux o VMware.

È il momento del cloud
Quando si parla di digital transformation non si può non parlare di cloud. Secondo Sirletti, anzi, è il tema su cui si giocheranno gli equilibri del futuro: “Cinque anni fa si diceva che implementare soluzioni cloud rappresentava un vantaggio competitivo, oggi questo concetto può essere capovolto: non avere il cloud rappresenta un handicap, un freno allo sviluppo. In Italia si nota ancora qualche barriera psicologica ed emozionale - soprattutto nelle piccole e medie aziende - relativa al fatto di non avere sempre sotto gli occhi i ‘contenitori’ in cui risiedono i propri dati, che oggi rappresentano uno degli asset principali di qualsiasi organizzazione, ma sono convinto che col tempo, anche grazie agli sforzi che sta facendo l’industria nel suo complesso, diminuiranno fino a sparire. Anche in questo caso, però, quello che conta è la visione strategica”. In che senso? Nel senso che, secondo Sirletti, dopo aver definito gli obiettivi che si vogliono raggiungere, bisogna valutare con obiettività le risorse e gli skill che si hanno in casa, per capire se e in che misura può essere utile un supporto esterno. “Secondo noi vanno evitati gli estremi, vale a dire dare tutto in outsourcing, dal disegno del progetto all’implementazione fino alla gestione, oppure decidere di fare tutto internamente, perché è probabile che al di fuori dell’azienda vi siano competenze che hanno già affrontato progetti di trasformazione digitale simili e possono ingegnerizzare determinati processi”. Si torna quindi alla visione di Fujitsu: costruire team misti che, lavorando fianco fianco, possano introdurre nelle organizzazioni quei cambiamenti organizzativi e culturali, prima ancora che tecnologici, in grado di abilitare un effettivo salto di qualità. Naturalmente il partner tecnologico scelto deve essere in grado di offrire i massimi livelli di affidabilità e compliance anche in tema di cloud, ed è quello che fa Fujitsu mettendo in campo ben tre livelli di cloud: il primo locale, che per l’Italia significa un local cloud data center tier 3 a Milano, per chi desidera o ha l’obbligo di far risiedere i propri dati entro i confini nazionali; il secondo europeo, con numerosi data center localizzati nei principali Paesi dell’Unione Europea; e il terzo mondiale, per chi ha una presenza geografica distribuita anche fuori dall’UE, con data center dislocati nei 5 continenti. La novità più importante, a proposito di cloud, è il lancio recentissimo di Fujitsu Cloud Service K5, una piattaforma che consente di implementare un cloud fatto veramente a ‘immagine e somiglianza’ di ogni singola realtà.

Conclusioni
Secondo Fujitsu, quindi, non esiste una digital transformation uguale per tutti. “La trasformazione digitale - conclude Sirletti - è soprattutto una metodologia che permette di colmare il gap digitale attraverso l’integrazione trasparente di nuove esperienze a livello di front end con i processi e le informazioni residenti al livello operativo di base. La tecnologia deve farsi trovare là dove sono le persone, e non più viceversa, così da supportarle e aumentarne l’efficienza in maniera naturale e non intrusiva”. Sulla base di un approccio che vede al centro l’uomo e di un portafoglio sempre più ampio e variegato di prodotti, soluzioni e servizi in grado di venire incontro a qualsiasi tipo di esigenza l’azienda, insieme ai suoi business partner, è nella posizione ideale per dare un contributo concreto al percorso di crescita e sviluppo di qualsiasi realtà, dalle PMI all’intero sistema Paese. L’occasione per toccare con mano la veridicità di tali affermazioni è rappresentata dall’edizione 2016 del Fujitsu World Tour, un momento di incontro e confronto ogni anno più ricco e stimolante.

 

TORNA INDIETRO >>