Intelligenza Artificiale 2019
OfficeLayout - Datacenter
 

01/07/2015

Share    

di Olivia Rabbi

America chiama Europa: “green” è bello e remunerativo

La sostenibilità in edilizia si prefigura come driver di innovazione e investimento per il settore delle costruzioni, sia nuove che riqualificate. Il punto della situazione a Verona con la “prima” di “Greenbuild Euromed”

Riqualificare il patrimonio immobiliare spostando l’asticella dalla singola unità all’intero quartiere. Agendo su un piano integrato che comprende progettazione, costruzione e gestione per l’intero ciclo di vita del manufatto. Questa la tendenza che, anche sull’onda dei grandi interventi di rigenerazione urbana, come insegna, per restare a Milano, l’area di Porta Nuova, sta portando il settore delle costruzioni e degli investimenti finanziari verso un approccio globale di riqualificazione spinta di interi brani urbani. E vede nel settore dell’ufficio e del terziario in generale un importante interlocutore.
Ma nello scenario globale contemporaneo della progettazione, della produzione e della gestione del costruito qual è oggi lo stato dell’arte per la diffusione delle “buone pratiche” sostenibili? Se n’è parlato all’incontro organizzato da GBC Italia presso L’Habitat Lab Saint-Gobain dal titolo “Edilizia sostenibile: politiche, trend, risultati e case study” durante il quale sono state anticipate alcune fra le tematiche di spicco che interesseranno la prima edizione dell’evento fieristico “Greenbuild Euromed” che si terrà a Verona dal 14 al 16 ottobre.  Promosso da Green Building Council Italia e Veronafiere, in collaborazione con USGBC e Informa Exhibition, “Greenbuild Euromed” è la prima edizione in area euromediterranea di “Greenbuild”, evento che negli Stati Uniti rappresenta il punto di riferimento formativo e di confronto di tutti gli operatori dei green building.

Edilizia sostenibile: politiche, trend e risultati
La remuneratività dell’investimento non è il solo stimolo che spinge la volata dell’edilizia sostenibile. A dare man forte all’evoluzione in corso sono entrati in gioco anche altri fattori, ha spiegato Gianni Silvestrini, presidente di Green Building Council Italia. Le cosiddette “Disruptive Technologies”, tecnologie dirompenti, hanno fatto irruzione sullo scenario contemporaneo portando una rosa di soluzioni tecnologiche, materiali innovativi e nuovi modelli di business che possono sbloccare il mercato, spostando il baricentro su prestazioni economiche e tecnologiche spinte. In questo senso, stanno cambiando profondamente l’approccio alla progettazione e alla costruzione partendo dalla gestione eco-efficiente dell’energia, ne sono emblema fra gli altri la diffusione dei pannelli fotovoltaici e il progressivo sviluppo tecnologico dei sistemi di accumulo dell’energia, che avranno una ricaduta importante sull’impiego delle fonti rinnovabili, ma anche il led per l’illuminazione. La ricerca sui nuovi materiali e sistemi costruttivi, e diverse modalità di coinvolgimento “responsabile” del consumatore nella promozione dell’ecoefficienza, basate sull’uso delle tecnologie digitali di controllo e sfruttamento dei flussi energetici, sono gli altri veicoli di innovazione nell’approccio alla sostenibilità. Fanno riferimento a questo ultimo punto la gestione intelligente degli edifici, la promozione di sistemi di interconnessione fra gli edifici stessi che vanno dallo scambio di elettricità al settore termico, e il “Demand Response”, soluzione diffusa negli Stati Uniti e sulla quale l’Europa sta lavorando, per gestire i picchi di domanda elettrica soprattutto nel periodo estivo: il consumatore è direttamente coinvolto nel piano di riduzione del consumo anziché parte di un processo per l’aumento di produzione.
Il vero fronte sul quale si gioca la partita per l’edilizia green è il recupero del patrimonio edilizio esistente, anche a fronte dell’impegno dell’Unione Europea per l’abbattimento delle emissioni di gas serra e il risparmio energetico. Il tasto dolente restano i finanziamenti e le politiche a sostegno delle azioni di riqualificazione in chiave ecosostenibile. Il primo scoglio da superare – ha sottolineato Silvestrini – riguarda il binomio, non sempre coerente, fra normativa di riferimento e strumenti finanziari di supporto alle azioni concrete di promozione della sostenibilità in generale e, soprattutto, alla riqualificazione spinta che si allarga dall’unità immobiliare all’intero edificio e quartiere. A fronte di obiettivi ambiziosi a scala europea come la riduzione del 40 per cento delle emissioni di gas serra nel 2030 e addirittura del 90-95 per cento nel 2050 rispetto al 1990, occorre lavorare su più livelli: aprire la strada a una nuova economia circolare basata su un diverso approccio nello sfruttamento delle risorse, a cominciare da quelle energetiche e dalle materie prime, e a nuovi strumenti – in primis finanziari – capaci di incentivare sia interventi mirati per le nuove realizzazioni secondo i parametri NZEB (Near Zero Energy Building), sia la valorizzazione del patrimonio costruito che Silvestrini definisce lo “shale gas” italiano; ovvero, tagliare i consumi energetici dell’edilizia con una strategia più ampia e incisiva non solo per evitare sprechi, ma anche per ridurre le quote di importazione di metano dall’estero. La riqualificazione spinta è, secondo Silvestrini, la vera sfida di cui si sta discutendo in Europa e in Italia, ma occorre accompagnare alla detrazione fiscale uno strumento di tipo finanziario innovativo, che, soprattutto in un momento di difficoltà economica, consenta di anticipare il capitale necessario per gli interventi, sul modello di quanto già avviene negli Usa e in Europa.

L’onda verde della sostenibilità
La triade della sostenibilità: People, Planet, Profit – composta da chi investe, chi costruisce e il pianeta sul quale ricadono gli effetti positivi indotti – riassume efficacemente il ruolo di spicco che l’approccio green in edilizia si appresta a giocare in modo sempre più forte nei prossimi anni.
La sostenibilità è uno dei driver principali cui il mercato delle costruzioni guarda per il rilancio dopo i faticosi anni della crisi economica; e si propone con forza come il polo di attrazione per gli investimenti. L’edificio “green” è portatore di vantaggi per tutte le figure coinvolte a diverso titolo nella promozione e fruizione del manufatto – lo sviluppatore immobiliare, chi prende in affitto l’immobile e chi lo acquista – grazie soprattutto a quattro fattori comuni che stimolano l’investimento in ecosostenibilità e lo rendono remunerativo nel tempo: costi inferiori di ristrutturazione, valore aggiunto di immagine e prestigio “corporate”, conformità alle prescrizioni legislative e costi di transazione più bassi. A questo si aggiunge l’alta remuneratività dell’investimento e la sua conservazione nel tempo, la possibilità di immettere l’immobile sul mercato a un prezzo più elevato rispetto alle costruzioni tradizionali e, non ultimi, il miglioramento dei livelli di salubrità e benessere e l’incremento della produttività.
La certificazione di sostenibilità del patrimonio immobiliare, dalla progettazione e per l’intero ciclo di vita, sarà un tema di assoluto rilievo a “Greenbuild Euromed”. “I parametri LEED stabiliscono precisi criteri di progettazione e costruzione di edifici salubri, energeticamente efficienti e con un basso impatto ambientale, secondo un approccio olistico – ha sottolineato Mario Pinoli, formatore GBC Italia. “Sono decine di migliaia in tutto il mondo i progetti in via di certificazione LEED, applicati a varie tipologie edilizie. Lo dimostrano anche i numeri in costante incremento degli edifici e quartieri progettati, costruiti o ristrutturati in tutto il mondo in linea con i parametri di sostenibilità dettati dal protocollo, che solo in Italia hanno visto passare dai 43 progetti registrati nel 2008 ai 293 attuali, con 105 edifici certificati; nello stesso arco di tempo, nell’area europea che comprende Germania, Francia, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Polonia, Norvegia, Svezia e Finlandia il range va da 7 a 901 progetti registrati. Una scelta di valorizzare immobili, spazi commerciali, siti produttivi, che importa in queste realizzazioni una metrica misurabile di sostenibilità. Che piace agli investitori, agli sviluppatori, ai progettisti che trovano nel LEED una summa di concetti e di strategie progettuali innovative”. Basata su prerequisiti progettuali che sono condizioni sine qua non e con un sistema a crediti, la certificazione LEED si pone come una lingua comune alla community mondiale che ambisce a creare edifici più efficienti, con minor impatto ambientale e con maggior valore, riconosciuto dal mercato in modo tangibile anche in Italia.
“Il punto di forza che spinge la corsa del sistema LEED – ha sottolineato Thomas Miorin, comitato esecutivo GBC Italia – è il processo di progettazione integrata di involucro edilizio, sistemi impiantistici, componenti e materiali, mantenendo sotto controllo costi di costruzione e gestione nel tempo anche grazie all’attenzione per il “Building Life Cycle”, incrementando il valore dell’investimento. Fattore non secondario, guardando ai numeri del recupero del patrimonio edilizio italiano che vede oltre 18 milioni di immobili da riqualificare in 18 milioni di minuti entro il 2050. Come, occorre un ripensamento delle tecnologie e della filiera ma soprattutto dei processi finanziari e amministrativi. Per cogliere a pieno l’opportunità offerta dall’investimento in sostenibilità intesa come valore, anche economico aggiunto”.

“Greenbuild Euromed” a Verona dal 14 al 16 ottobre
Rivolta a costruttori, architetti, proprietari di immobili, sviluppatori, designer d’interni, ingegneri e produttori di materiali per l’edilizia sostenibile, l’evento “Greenbuild Euromed” si articolerà su due sezioni integrate, Expo e Conference. Obiettivo dell’Expo è portare in primo piano l’eccellenza dei materiali, know-how, tecnologia e sistemi per l’edilizia sostenibile, tra cui sistemi HVAC, elettrodomestici e prodotti in vetro. La parte Conference approfondirà invece otto focus tematici di approfondimento a 360 gradi sulla sostenibilità e sulle sue ricadute sulla progettazione, costruzione e gestione dell’edilizia, dalla progettazione e certificazione ai materiali, fino agli aspetti economici e finanziari.
A fianco degli appuntamenti formativi, il programma pone le Master Series, sessioni a forte carattere motivazionale, tenute da un solo speaker di rilievo e specializzato in determinati ambiti e i workshop condotti da esperti internazionali, che proporranno analisi e approfondimenti mirati, case history di successo, la riqualificazione del patrimonio storico e i protocolli di certificazione. Completano il programma i tour di visita a luoghi, edifici e territori caratterizzati da un approccio marcato ai temi della sostenibilità edilizia e ambientale.

www.greenbuildeuromed.com

 

TORNA INDIETRO >>