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10/01/2018

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Cristina Dal Monte

Gli alleati digitali della brand awareness

Scopriamo insieme alcune tecniche per gestire correttamente la notorietà del proprio marchio e farla crescere coerentemente con i propri obiettivi.

© psdesign1 – Fotolia.com

È ormai ampiamente accettato che Internet sia il futuro della comunicazione mass market. La facilità con cui si possono raggiungere milioni di persone abbattendo barriere geografiche e linguistiche, rende Internet il canale ideale per le aziende in numerosi settori. Per questo avere una corretta strategia di costruzione e gestione della brand awareness è fondamentale per assicurarsi di raggiungere i propri obiettivi. Questo discorso non vale solo e tanto per le grandi aziende, che già investono una parte importante del proprio budget, ma per le piccole e medie aziende che con Internet hanno una visibilità prima d’ora difficilmente accessibile. Ristoranti, gelaterie, aziende di stampa su carta, medie catene di distribuzione, piccole start up commerciali, possono costruire online il proprio marchio, promuoverlo e veder crescere i propri contatti e le vendite in modo rapido e profittevole. Prendiamo esempio da quanto fanno le grandi aziende e immaginiamo di poterlo applicare anche nel mondo delle piccole e medie imprese. Ecco alcune tecniche per gestire correttamente la notorietà del proprio marchio e farla crescere coerentemente con i propri obiettivi.


1. Social media strategy: è cruciale definire una strategia social media scegliendo quali social media utilizzare fra Facebook, Instagram, Pinterest, Twitter, YouTube, etc. Ognuno di questi social media ha una finalità, un pubblico e modalità di interazione differenti. Utilizzare i social media non solo permette di raggiungere un pubblico esteso ma consente di avere ritorni concreti sugli investimenti. E non servono budget esorbitanti per incrementare contatti e vendite.

2. Investire nel SEO: assicurarsi che il proprio sito web o mobile sia ottimizzato per i motori di ricerca è irrinunciabile. La maggior parte degli utenti Internet crede che una buona posizione tra i risultati della ricerca significa che un sito è affidabile.

3. Stabilire una relazione con gli influencer: blogger e utenti di social media con un numeroso seguito di iscritti o follower sono considerate persone autorevoli e possono portare traffico sul sito o sulla pagina social dell’azienda. Molti blogger collaborano con le aziende direttamente o tramite piattaforme di influencer marketing.

4. Ottimizzare la presenza online per il mobile e altri device: i dispositivi mobile sono i device più utilizzati dagli utenti per accedere a contenuti e servizi digitali. Un sito non pensato per una fruizione mobile verrà abbandonato per quello del concorrente. Sembra strano doverlo ripetere – lo farò fino allo sfinimento – ma molte aziende ancora oggi ignorano questo fenomeno. Nel retail i dati dicono che è irrinunciabile. I dati mostrano anche una lenta ma progressiva crescita dell’utilizzo di device come le smart TV. L’IoT significa predisporre per esempio applicazioni per gli smartwatch.

5. Utilizzare nelle pagine del sito immagini e infografiche: è stato dimostrato che gli utenti di Internet tendono a favorire un sito web con molte infografiche e immagini piuttosto che semplicemente testo, che offre un’esperienza povera e non facilita la lettura. Assicuratevi anche di utilizzare un design intelligente e modelli popolari per massimizzare il traffico sul vostro sito.

6. Ingaggiare e premiare gli utenti fedeli: questa tecnica è simile a quanto fanno le aziende della grande distribuzione con i programmi fedeltà. Se funziona offline tanto più funzionerà online, dove il contatto è diretto e personalizzato. Un cliente soddisfatto è facile che condivida con parenti e amici la propria esperienza.

Gli alleati digitali della brand awarness sono in definitiva sintetizzabili in 8 TO DO:

1. Ridisegnare il sito internet: se il vostro sito internet non è compatibile con i device mobili, non è ottimizzato per i motori di ricerca, non contiene le ‘call to action’ social che permettono agli utenti di condividere i vostri contenuti sui loro profili, se usate un’interfaccia grafica che non supporta la navigazione, è evidente che il vostro sito va urgentemente riprogettato.

2. Creare landing page: l’analisi dei dati di accesso del vostro sito vi raccontano molte cose fra cui le pagine di ingresso e quelle di uscita, le pagine più viste e quelle su cui gli utenti si trattengono più a lungo. Spesso queste pagine vengono considerate uguali alle altre ma per le aziende sono una preziosa occasione di engagement. Su queste pagine è possibile costruire una comunicazione ad hoc, fare promozioni, annunciare nuovi prodotti, avviare ‘conversazioni’. È possibile trasformarle in landing page su cui gli utenti atterrano e ‘convertono’ velocemente la visita in un acquisto. 3. Sviluppare contenuti: il content marketing è un alleato prezioso per costruire la notorietà del marchio. Non solo ne aumenta la visibilità e migliora l’indicizzazione sui motori di ricerca, ma permette di disporre sempre di materiale fresco da condividere sui social network.

4. Creare infografiche e video da condividere sui social: su Internet la comunicazione per immagini è molto più efficace della comunicazione testuale. Non solo cattura l’attenzione e sintetizza argomenti complessi in pochi pixel di immagine o secondi di video, ma è molto più facile da condividere sui social network e permette di trasmettere emozioni e valori, di raccontare storie ed esperienze come mai un testo potrà fare online.

5. Disegnare una pagina Facebook e implementare i TAB (usando anche le personalizzazioni del programma Custom Application di Facebook): le pagine Facebook non sono tutte uguali e, dando per assodato che si conoscono i principi base per l’apertura di una pagina Facebook aziendale, è bene sapere che la si può arricchire di numerose funzionalità che attivano dei tab per gestire vendite, contatti, contenuti, contest… è possibile personalizzare anche il layout della pagina usando applicazioni di terze parti che permettono di aggiungere background, colori, integrare i feed di altri social network... Tutto questo permette di essere più visibili e di convertire più facilmente i contatti in vendite.

6. Gestire la presenza su tutti i social network scelti per i propri scopi: anche se Facebook è il social network più utilizzato al mondo non è l’unico e soprattutto non è adatto a tutti gli scopi. Se siamo per esempio uno studio di avvocati è probabile che il nostro social network ideale sia Linkedin che, con il programma per i content editor, permette di aprire un canale e pubblicare articoli. Se la nostra comunicazione si avvale di molte immagini, magari anche di impatto, è sicuramente consigliato aprire un canale Instagram e Pinterest. I due social network sono simili ma differiscono per alcune modalità di funzionamento che rendono preferibile l’uno o l’altro a seconda dell’obiettivo da conseguire. Pinterest ha un taglio più professionale e in genere è più adatto per vendere prodotti; nonostante abbia un numero di iscritti inferiore a Instagram, mette in contatto con più sconosciuti del suo concorrente che condivide le immagini fra la cerchia di contatti dell’utente. Di contro Instagram aumenta la popolarità, anche perché frequentato da molti influencer, genera molte interazioni, permette di caricare anche video ma è un ambiente chiuso, che non porta traffico al sito (a meno che non ricorriate alle inserzioni).

7. Sviluppare contest sui social network: se i social network sono l’ambiente più frequentato dagli utenti internet, i contest sui social sono un ottimo strumento di coinvolgimento e conversazione. Ci sono numerosi formati di contest che dipendono dal tipo di business e da ciò che la piattaforma social consente, ma sono tutti validi per ingaggiare gli utenti e convertirli in clienti.

8. Investire in advertising sui social network: fino a due anni fa bastava avere una pagina Facebook, tanti follower e la visibilità era garantita. Con il tempo il pubblico è cresciuto, le logiche di Facebook sono cambiate e per essere visti è diventato necessario investire in pubblicità. Questo ovviamente comporta per le aziende un costo ma, a differenza della pubblicità sui media tradizionali o sui siti online che vendono a PPV (pay per view), i social network vendono a PPC (pay per click), dispongono di piattaforme molto avanzate che permettono di selezionare puntualmente la propria audience e consentono di misurare approfonditamente i risultati del proprio investimento.

HOW TO per PMI

Se mettere in pratica le tecniche descritte vi spaventa, ecco qualche suggerimento per partire senza indugi.

• Come investire nel SEO: se il SEO non è la tua passione o temi di fare errori irreparabili (è possibile, anzi frequente), meglio affidarsi a una delle numerose e preparate agenzie che operano nel campo. Ma, come Google stessa consiglia, per selezionare l’agenzia con cui lavorare bisogna sapere che: un’agenzia seria non contatta i clienti con una mail tipo: “Gentile azienda, da un attento esame del vostro sito web è emerso che non siete presenti sulla maggior parte dei principali motori di ricerca e directory...”; nessuno può garantire il raggiungimento della posizione fra i primi risultati di ricerca; non tutte le agenzie operano in modo trasparente e si rischia di essere rimossi da Google se vengono adottati comportamenti scorretti (es. creare contenuti ingannevoli per migliorare il risultato di ricerca); SEO e SEM sono due cose differenti, l’una è gratuita l’altra a pagamento: chiarisci con l’agenzia dove vengono spesi i tuoi soldi.

• Come stabilire una relazione con gli influencer: Buzzoole, start up italiana fondata a Napoli nel 2013, è diventata velocemente un caso di successo che ha attratto investitori stranieri del calibro di Roman Abramovich. Grazie a un algoritmo proprietario basato sui big data, semantica, riconoscimento di immagini e Open Graph, Buzzoole è in grado di connettere i brand ai giusti influencer scelti secondo criteri articolati e che permettono di creare conversazioni online. Per le aziende che non vogliono o non possono cercare personalmente gli influencer da coinvolgere, una piattaforma come questa permette di accedere velocemente a una community di ‘esperti’ pronti a collaborare con i brand.

• Come ingaggiare e premiare gli utenti: i social media contest sono un modo veloce per ingaggiare gli utenti. Se ne possono fare davvero tanti. Ecco qualche esempio: giveaway, photo contest e video contest, voting, form submission, checkin contest, product customization, suggest new product, feedback contest, recipe contest, DIY contest, tag a friend....Anche in questo caso come per gli influencer, esistono piattaforme che permettono di semplificare il processo di organizzazione di un contest anche se in Italia particolare attenzione va data al tema delle autorizzazioni ministeriali. Se non si è dotati di esperienza o di un ufficio interno dedicato, meglio affidarsi a un professionista.

• Come pianificare una campagna advertising su Facebook: le grandi aziende dispongono di centri media e agenzie che comprano per loro l’advertising; le piccole e medie aziende possono provare a gestire quest’attività autonomamente facendo riferimento alla ‘Guida per gli inserzionisti’. Se questo non basta, esiste il Facebook Blueprint eLearning, una serie di corsi online gratuiti tramite i quali apprendere facilmente come pianificare una campagna pubblicitaria

 

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