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11/09/2020

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di Paolo Morati

A supporto del cambiamento

La strategia del Gruppo Lutech mette al centro un’offerta completa per posizionarsi tra i fornitori di tecnologia in Italia come interlocutore unico, ricco di competenze complementari.

Tullio Pirovano

La trasformazione digitale ha cambiato le regole del gioco negli ultimi anni e le aziende, di ogni dimensione e comparto, sono state guidate dal settore IT in questo percorso. Un percorso che richiede attenzione e influisce su tutti i processi operativi e che, nella fase di emergenza legata alla pandemia di Covid-19, non solo ha ricevuto una forte accelerazione ma si è dimostrato ancora di più centrale, in particolare laddove sia stato obbligatorio fare i conti con nuove modalità di lavoro e con gli inevitabili limiti ai flussi di business generati dal lockdown. “Anche se è ancora difficile fare delle stime, possiamo affermare che in Italia la reazione del comparto IT è stata comunque migliore di quella di altri, tanto da determinare oggi un ritorno delle capitalizzazioni ai livelli pre pandemia. In tanti si sono trovati nella condizione di doversi convertire allo smart working. In poco tempo anche qui in Lutech ci siamo organizzati per garantire la continuità di business, con quasi tremila persone abilitate al lavoro da remoto in una settimana, e abbiamo avuto la conferma che è un modello che funziona, al punto da farlo diventare uno degli asset della nostra ripartenza.”. 

Così Tullio Pirovano, Ceo di Lutech, gruppo specializzato nella system integration e consulenza IT, acquisito al 100% da One Equity Partners (Oep) nel 2017, descrive lo scenario di questi ultimi mesi, quando le tecnologie si sono dimostrate fondamentali per poter reagire a una situazione improvvisa e drammatica. “Chi si era attivato per tempo non si è trovato impreparato e tra questi anche molti nostri clienti con i quali stavamo già lavorando da mesi per intraprendere un percorso di trasformazione digitale, a partire dall’adozione di soluzioni in cloud. Dall’emergenza di questi mesi si uscirà con una maggiore consapevolezza della direzione da seguire in termini di organizzazione interna ma anche di relazione esterna. E l’IT si confermerà la leva del cambiamento, incidendo profondamente come parte integrante di strategie e modelli di business”. Pirovano mette al centro dell’attenzione un altro elemento catalizzatore delle scelte di investimento, ossia le tecnologie di Big Data e Analytics come fattore abilitante e distintivo per la valorizzazione e l’interpretazione ai fini di business del patrimonio informativo.

“In questi anni come Gruppo Lutech ci siamo focalizzati, grazie alle competenze già esistenti in azienda e all’acquisizione di 14 società, sullo sviluppo di una serie di competenze che ci hanno permesso di supportare il cambiamento dei tanti settori che si sono dovuti confrontare con esigenze in continua evoluzione e con nuovi livelli di relazione ed engagement. Cambiamenti che fanno la differenza in termini di risultati finali e che diventano realizzabili grazie alle tecnologie digitali pilastro della nostra offerta. Sopra questo layer tecnologico un paradigma, quello della sicurezza, che ora è pienamente sinergica con il cloud, dato che il tema della protezione e gestione del rischio da ambienti on premise si è trasferito agli ambienti ibridi, sui quali interveniamo direttamente con i nostri NG-SOC (Next Generation Security Operations Center) e CLOC (Cloud Operations Center)”.

Accompagnare la trasformazione
Ma andiamo nel dettaglio. L’ingresso di One Equity Partner in Lutech ha portato allo sviluppo di un modello di crescita che ha visto il passaggio da 170 milioni di euro di ricavi nel 2016 a 440 del 2019, il tutto innestato su un modello di riferimento battezzato Lutech Blueprint. “Si tratta della nostra bussola, organizzata per industry e practice, con un’architettura di offerta arricchita dalle diverse acquisizioni effettuate”, aggiunge Pirovano, sviluppando quindi un’articolazione incentrata su sei settori verticali – servizi finanziari, PA e sanità, telco e media, manufacturing, energia e utility, fashion e retail – e con divisioni orizzontali (LutechTechnology, LutechDigital e LutechProducts) che guidano rispettivamente la migrazione a livello di infrastruttura e cloud, la transizione sui servizi applicativi digitali e un ventaglio di prodotti verticali per singoli settori.

“Le nostre specializzazioni ci hanno permesso di affrontare bene un periodo di mercato difficile come quello attuale e sono alla base di una piattaforma solida che oggi ci consente di proporci come uno dei player più rilevanti dello scenario IT italiano. Ai nostri clienti offriamo supporto nella progettazione e gestione delle proprie infrastrutture tecnologiche, sia on premise sia in cloud, nell’implementazione e gestione di servizi digitali, grazie a competenze su tematiche innovative come ad esempio machine learning e robot process automation, e nella gestione delle specifiche problematiche dei mercati grazie ai nostri prodotti proprietari.

Il riferimento è, per esempio, alla gestione del lifecycle del leasing capital, alle applicazioni di energy trading e risk management, alla gestione della cartella clinica e del fascicolo sanitario, per arrivare al supporto degli operatori del comparto broadcast per la migrazione verso IP.  “Si tratta di un’articolazione distintiva che ci posiziona come uno dei pochissimi operatori di mercato in Italia in grado di porsi come interlocutore unico, ricco di competenze complementari che –nel caso del mondo broadcast – riguardano sia la parte IT che quella video (in questo caso frutto dell’acquisizione di Diem Technologies) con l’obiettivo di estendere la nostra presenza anche a livello paneuropeo”, sottolinea Pirovano.

Un altro settore sul quale Lutech lavora per generare innovazione è il manifatturiero, con un’offerta che mette al centro le opportunità del piano Industria 4.0 e delle tecnologie IoT (internet of things). “Ci troviamo nel mezzo di una rivoluzione dominata da automazione e interconnessione applicati all’intero ecosistema delle aziende di settore, tra reti e sistemi intelligenti fino al 5G, con cambiamenti importanti, dove a fare la differenza sarà la capacità di lavorare su dati e informazioni in modo sicuro. E questo significa anche introdurre l’intelligenza artificiale per garantire più efficienza ed efficacia”, prevede Pirovano, spiegando che proprio sul tema della AI Lutech è impegnata fin dal 2015, a seguito di una proficua collaborazione con una innovativa start-up americana. Passando poi alle piattaforme tecnologiche, si parla di customer engagement e di competenze sulla piattaforma Salesforce, arrivate soprattutto grazie all’acquisizione di TEN e Enigen, che nel giro di due anni e mezzo hanno più che raddoppiato i propri volumi grazie all’opportunità di affrontare progetti di dimensioni maggiori.

“Si tratta di operazioni che da un lato creano massa critica e dall’altra ci portano in dote risorse qualificate per sviluppare, insieme, progetti collaborativi ad alto valore aggiunto. Progetti ad ampio respiro su clienti di classe enterprise, che possono essere dimensionati anche sulla media impresa. Partiamo disegnando uno scenario a tendere, evidenziando i possibili benefici per poi passare a una fase di execution con metodologia Agile, articolata in sotto progetti e dimostrando i parametri di Roi, muovendoci tra integrazione e interconnessione”, spiega Pirovano.
Più in generale, i progetti di trasformazione digitale e le regole da applicarvi non sono uguali per tutti. “Esistono diversi fattori in gioco. Si parte dalla dimensione, dalla complessità e dalle necessità di velocità di cambiamento di ciascuna realtà ma anche dal lavoro a livello di sistema che va fatto sulle piccole e medie imprese, che rappresentano comunque la spina dorsale dell’impresa italiana e che viaggiano ancora con prudenza. Diverso è il discorso per le grandi realtà dove il terreno è più fertile grazie alla presenza al loro interno di risorse, competenze, personale specializzato”. 

Un dialogo con gli alti livelli
Il cambio di marcia digitale nelle aziende coinvolge pienamente le diverse figure e i reparti direttamente interessati. “Abbiamo costruito relazioni solide con i massimi livelli. Il nostro interlocutore tipo sono i C-Level, una figura fondamentale nella realizzazione con successo delle grandi iniziative di trasformazione digitale. Se Cio e Cto restano quindi interlocutori di riferimento con cui condividere strategie, progetti e nuove iniziative, nel contempo, nell’ambito dei servizi digitali, diventa indispensabile l’interlocuzione strutturale e continua con il Cdo, il chief digital officer, un ruolo recente ma centrale e fondamentale nella definizione, nella realizzazione e nell’evoluzione verso il digitale”. 

In tale contesto Lutech si occupa di creare dei ponti tra le diverse strutture aziendali, mettendo a disposizione competenze tecniche ma soprattutto relazioni di fiducia con il business e grazie alla conoscenza delle esigenze e dei processi chiave. “Interveniamo sia a livello di servizi digitali sia infrastrutturale e lavoriamo sulla comprensione e qualificazione della tecnologia da implementare. Partiamo, così, dalle esigenze e traduciamo quanto elaborato in progetti – continua Pirovano. Abbiamo esempi di casi importanti come quello per Regione Lombardia dove gestiamo, all’interno di un raggruppamento di imprese, la migrazione dell’infrastruttura verso il cloud. Relativamente al comparto del Finance posso citare iniziative di intelligenza artificiale, machine learning e Rpa per un efficientamento dei processi di back office di una grande banca e un progetto di trasformazione della relazione con la clientela per un’altra realtà. Passando al settore telco, operiamo come outsourcer nella gestione del supporto tecnico verso la clientela business, adottando anche in questo caso soluzioni di intelligenza artificiale per garantire una risposta più rapida ma comunque competente delle persone coinvolte e abbassando i tassi di rotazione”.

La chiave del management
Per portare avanti i propri piani di sviluppo e offrire i servizi secondo i parametri più elevati, Lutech ritiene infine fondamentale avere un’organizzazione interna unita e in grado di collaborare al meglio. “Dall’inizio di quest’anno abbiamo attivato la nuova struttura organizzativa che comprende un unico Cro, Alberto Roseo, al quale rispondono gli industry leader. Il Coo Francesco Gadaleta è invece a capo di tutte le practice orizzontali. Si tratta di un binomio vincente per affrontare in modo integrato e strutturato emergenze come quella di questi mesi. L’organizzazione si completa con il Cfo, Luca Donna, al quale rispondono acquisti, sistemi informativi e post merge integration, e la Chro, Francesca Merella, che ha portato la sua esperienza a livello internazionale, sempre dal mondo IT. Si tratta di un modello chiaro, integrato e con ruoli ben definiti. Alla base di tutto questo, a fare la vera differenza, c’è uno spirito costruttivo e un rapporto personale di fiducia e stima reciproca”, conclude Pirovano.

 

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