Relicense Roadshow 2017
Case History & Inchieste
 

12/02/2017

Share    

di Ruggero Vota

La Manutencoop del futuro passa dal digitale

Con le due nuove imprese eDigital Services e Yougenio, il primo gruppo in Italia attivo nei servizi di manutenzione e di cleaning per il mercato B2B allarga il business. Il Ceo delle due società, che è anche il Cio della capogruppo, ci racconta queste due iniziative.

Alvise VigilanteIl digitale e i servizi IT contribuiscono a ridisegnare il futuro di Manutencoop Facility Management che con un fatturato annuo di circa un miliardo di euro, e circa 20.000 dipendenti, è il primo gruppo italiano del mercato dei servizi di cleaning e manutenzioni di immobili presso enti della pubblica amministrazione, ospedali e imprese private. In questi anni l’azienda si è confrontata con una difficile congiuntura macroeconomica; poichè buona parte del suo fatturato è generato dal mercato pubblico ha infatti dovuto fronteggiare i tagli delle diverse spending review, ma ha anche intrapreso nuove strade per recuperare marginalità. Dapprima i processi aziendali sono stati completamente rivisti in ottica digitale e da quest’anno sono invece partite due iniziative – eDigital Services e Yougenio – per allargare il mercato, portando l’azienda anche nel nuovo mondo del digital business. Il Cio di Manutencoop Facility Management (d’ora in poi solo Manutencoop) Alvise Vigilante, oggi anche Amministratore Delegato sia di eDigital Services sia di Yougenio, in questa intervista ci racconta come in pochi mesi è riuscito a trasformare due belle idee in business concreti.

Come l’ICT supporta oggi Manutencoop?
Fino a pochi anni fa era possibile erogare uno qualunque dei nostri servizi tradizionali anche senza supporto tecnologico, ora questo non può più avvenire. Manutencoop con lungimiranza è probabilmente stata la prima azienda del nostro settore che ha perseguito da tempo e per diversi anni una profonda strategia di digitalizzazione. Quando nel 2010 sono arrivato in azienda come Cio non avevo personalmente un background IT, vengo infatti dal mondo finance, e ho guardato ai temi dell’innovazione tecnologica non con gli occhi dell’esperto, ma con quelli dell’utente finale. Questo mi ha consentito di essere più incisivo nei confronti di certi obiettivi, come per esempio l’attenzione al cliente e il business process reengineering. Sono infatti convinto che se l’IT non si collega ai processi e all’organizzazione aziendale da sola riesce a fare molto poco. Negli ultimi cinque anni l’IT di Manutencoop ha reingegnerizzato tutti i processi aziendali: dal ciclo passivo a quello attivo, dall’ufficio acquisti alla tesoreria e a tutti gli altri.

Come sono nate le due imprese eDigital Services e Yougenio?
Nel 2015 l’azienda ha affrontato un percorso interno di cambiamento poichè sentiva l’esigenza di provare a innovare i prodotti offerti e di andare oltre i mercati in cui siamo storicamente presenti. La prima mossa è stata il lancio di una ‘call for ideas’ rivolta a tutti i manager di primo e secondo livello, ovvero 50 persone; mentre nell’arco dei sei mesi successivi abbiamo interagito tutti insieme su una serie di tavoli tematici – marketing, prodotto, innovazione, IT e altri – per identificare le linee guida della Manutencoop del futuro. Da questi confronti sono poi nate delle attività di business che si è deciso di provare a implementare. Prima che accadesse tutto ciò, forse in pochi immaginavano che un’iniziativa così d’avaguardia venisse lanciata e portata avanti da un’azienda solida come la nostra, con una storia importante e che opera in un mercato consolidato. È evidente che non siamo né Google né Facebook...

Cosa avete proposto lei e lo staff IT?
In questo percorso, l’IT di Manutencoop ha proposto di arricchire l’offerta dell’azienda di due nuovi elementi. Il primo quello dei servizi IT per il mercato B2B tradizionale in aggiunta ai servizi di cleaning e di manuntezione già attivi, e ofquesto ha portato alla nascita di eDigital Services. La seconda proposta, nata in realtà da una riflessione della Direzione Aziendale, è stata invece quella di portare i nostri servizi tradizionali a un cliente nuovo, ovvero il consumatore finale, o se si preferisce il mercato delle famiglie; cosa che si è concretizzata con Yougenio.

Ci racconta brevemente l’offerta di eDigital Services?
È a tutti gli effetti un fornitore di servizi IT che può supportare il cliente nelle sue esigenze al 100% come full outsourcer, sia di tecnologie e sia di processi, ma anche erogare una quota minima di servizi di qualsiasi tipologia, da quelli più di base a quelli a più alto valore. Nella pratica portiamo le competenze e il know how che negli anni abbiamo sviluppato all’interno dell’organizzazione IT di Manutencoop in una scala più ampia, con l’obiettivo di allargare il perimetro di attività che l’azienda porta sul mercato. Un certo numero di clienti ha già aderito alla nostra offerta. Posso per esempio citare l’Ospedale Valduce di Como, con il quale abbiamo fatto un accordo di outsourcing tecnologico che ha previsto la cessione del loro settore IT, assett e otto persone, a eDigital Services. È cambiato l’oggetto dei servizi, ovvero si è aggiunto l’IT, ma l’outsourcing è l’ambito in cui si muove la tradizionale offerta di servizi di Manutencoop che negli ultimi dieci anni ha visto prendere in carico circa 1.500 persone provenienti dai suoi clienti. La nuova entità comunque si muove sul mercato in modo autonomo rispetto alla capogruppo, anche se a volte andiamo insieme dai clienti. Guardare solo al mercato Manutencoop infatti significherebbe limitare le potenzialità di questa iniziativa che operando dall’inizio dell’anno ha già concluso accordi con una decina di clienti.

Ci presenti Yougenio.
Yougenio è a tutti gli effetti un portale di e-commerce che ci permette di offrire una vasta gamma di servizi focalizzati sulla cura della casa. A oggi ne proponiamo oltre 120: da tutte le tipologie di manutenzione (elettrica, idraulica, dei termosanitari, del giardino...) a ogni tipologia di servizio dell’area cleaning, ovvero pulizia domestica, che comprende oltre alla pulizia routinaria anche attività più approfondite e specializzate come: la pulizia di primo ingresso in un nuovo immobile; le pulizie di primavera, l’intervento post-party... Tipologie diverse che includono attività che vengono erogate in modo differenziato. Oggi i servizi di Yougenio sono disponibili su Milano, Bologna e Firenze, mentre da qualche settimana siamo attivi anche su Roma.

Cosa rappresentano queste due iniziative per il business di Manutencoop?
Manutencoop nel suo ambito si è sempre mossa con innovazione. Anche la gamma di servizi tradizionali negli anni è cresciuta e si è sempre allargata a nuove aree. Per quanto riguarda eDigital Services la nostra idea è stata semplicemente quella di provare a intercettare un fabbisogno che spesso i nostri clienti ci chiedevano di soddisfare: ovvero completare la nostra gamma di offerta con servizi IT che in parte sono collegati con alcuni di quelli tradizionali che già eroghiamo presso di loro. Yougenio naturalmente cambia la prospettiva del business, non ci siamo mai interessati prima d’ora del segmento B2C e quindi abbiamo voluto agire studiando bene a 360° l’ambito in cui ci volevamo muovere. Abbiamo quindi redatto un vero e proprio business plan con analisi di mercato, analisi socio demografiche dei target sui quali volevamo indirizzare la nostra offerta e molto altro. Approfondendo il tema dei servizi dedicati alla casa abbiamo identificato un mercato potenziale enorme. I numeri sono impressionanti: 5,5 miliardi di euro per le manutenzioni e 6,5 per il cleaning. In queste cifre è anche compreso il nero, che a oggi è il nostro principale concorrente. Queste intense attività di studio ci hanno fatto capire che la nostra azione non doveva inventare qualcosa di nuovo, poiché i ‘mestieri’ che caratterizzano i nostri servizi li sappiamo già fare. A dover cambiare invece, e di molto, sono le caratteristiche di erogazione dei servizi perché non li facciamo presso aziende, ma a casa del cliente. Abbiamo quindi dovuto muoverci con una logica e un approccio completamente diversi, ma per fortuna abbiamo potuto giocare questa partita in modo autonomo. Il gruppo dirigente di Manutencoop ci ha lasciato ampia libertà di ‘manovra’ e delega su come portare avanti il progetto. Il top management ha sempre creduto in questa iniziativa, a iniziare da Claudio Levorato fino a qualche mese fa Presidente e Amministratore Delegato di Manutencoop, e oggi da Aldo Chiarini, attuale Amministratore Delegato. Il loro commitment è stato garanzia di disponibilità e collaborazione da parte di tutti i colleghi.

Come avete sfruttato questa delega?
Ci ha permesso di essere molto veloci, siamo a tutti gli effetti una startup che non è stata rallentata da processi decisionali articolati che fisiologicamente caratterizzano un gruppo molto complesso. Il progetto di Yougenio è stato quindi sviluppato in quattro mesi e implementato in cinque: siamo partiti con lo sviluppo della piattaforma il 6 gennaio e il 6 giugno, esattamente cinque mesi dopo, eravamo ‘live’. È stata una volata e all’inizio, devo dire, nessuno credeva che potessimo raggiungere la produzione in tempi così brevi. Certamente non si è trattato solo di sviluppo software, e la selezione e formazione dei nostri addetti è stato un processo importante che abbiamo sviluppato in parallelo.

Approfondisca brevemente questo punto.
Come detto andare a casa del cliente ha implicato un cambio di approccio radicale anche rispetto alla cultura del servizio della casa madre. Gli addetti di Yougenio non possono presentarsi allo stesso modo dei colleghi che lavorano in un ospedale: gioco forza si devono relazionare maggiormente con il cliente. Ogni nostro addetto deve avere come primo obiettivo la soddisfazione del cliente e ciò significa che richiediamo all’operatore di essere sempre efficace nel dare risposte alle esigenze del cliente con le attività che eroga presso la sua abitazione. Oltre quindi a essere professionalmente bravi, gli addetti di Yougenio devono avere spiccate capacità relazionali. Inoltre, non diamo nulla per scontato e quindi abbiamo verificato che i nostri addetti avessero quel minimo know how tecnologico indispensabile per interagire con noi tramite app su smartphone. Attiviamo e comunichiamo all’addetto la richiesta di erogare un servizio presso l’abitazione di un cliente attraverso smartphone e il dipendente ci comunica quando inizia l’attività e quando la conclude. Oppure comunica qualunque altra attività che possa essere richiesta al momento dal cliente o le sue necessità come ferie, malattie. Abbiamo però attivato anche un customer center che può essere interpellato sia dall’addetto sia dal cliente per emergenze dell’ultimo momento o per altro.

Qual è stata per voi la novità più importante che avete dovuto affrontare rispetto al vostro modo tradizionale di operare nel momento in cui avete approcciato il mercato consumer?
Il fronte della comunicazione è uno di quelli più impattati da un cambio culturale. Manutencoop è un’azienda che per scelta ha sempre tenuto un profilo molto basso. Ma andare sul B2C richiede un approccio completamente diverso e questa consapevolezza c’è anche nel top management dell’azienda. Abbiamo quindi investito molto in attività di digital marketing: banner, Seo, Sem, siamo su Facebook e su Instagram. Non vogliamo gonfiare i numeri di follower con persone prese a caso e non compriamo pacchetti che molti oggi offrono e che magari hanno un’alta incidenza di fake. A fine dicembre avevamo 7.700 fan su Facebook e abbiamo oltre 40.000 utenti unici al mese sul nostro portale. Ovviamente siamo partiti soltanto in giugno, vogliamo crescere ulteriormente e aumentare il tasso di conversione da visite ad acquisto dei servizi sul nostro portale. È un campo per noi oggettivamente nuovo, ma dobbiamo specializzarci in queste nuove discipline. Siamo convinti che per avere successo in questi nuovi ambiti del business digitale non basta proporre il pricing giusto o presentare la propria offerta di servizi in modo più o meno accattivante.

Parlando di nuovi business digitali, qual è il modello di Yougenio anche rispetto alle iniziative oggi più conosciute della sharing economy?
La prima cosa è che Yuogenio non è un marketplace, non è un punto di incontro terzo tra domanda e offerta, come le esperienze più conosciute e sulla bocca di tutti. Noi siamo l’offerta, e nel nostro mercato siamo l’operatore che propone la gamma di servizi di manutenzione e cleaning oggi più completa e specializzata. Anche nel mondo offline, oggi non esiste qualcun altro in grado di proporre una gamma completa di servizi di cura della casa al consumatore finale come la nostra. Il secondo punto distintivo, sono i nostri addetti. Dico nostri non a caso, perché le persone che vanno a casa dei clienti a erogare i nostri servizi sono tutti dipendenti regolarmente assunti. Non usiamo partite Iva, voucher, gente improvvisata. Chiaramente oggi che siamo all’inizio per interventi molto di nicchia, per esempio il vetraio, nei quali non abbiamo ancora raggiunto massa critica ci avvaliamo di partner che assicurano lo stesso nostro livello di affidabilità. Anche se ne ho già parlato tengo a sottolineare che una delle maggiori quote di budget che oggi spendiamo è indirizzata all’investimento nel processo di selezione e di formazione del personale. Cerchiamo persone nuove sul mercato avvalendoci di partner di primaria importanza sia per la selezione che per la formazione. Adottiamo criteri molto stringenti, e nella settimana di formazione puntiamo molto a valorizzare oltre le doti professionali dei partecipanti anche gli soft skill da noi richiesti per interagire al meglio con i nostri clienti. Oggi il nostro processo di selezione e di formazione non riesce ancora a coprire il numero di posizioni aperte, questo anche perché le nostre richieste sono molto alte. Attualmente possiamo contare su una sessantina di addetti e contiamo di assumere circa 500 persone entro il 2017.

Come funziona Yougenio sul lato del cliente, e come riuscite a trasmettere la qualità e l’attenzione con cui avete costruito la vostra offerta?
L’85% dei clienti fino a oggi ha scelto i nostri servizi andando online, mentre il 15% degli ordini passa dal customer care. Volendo essere la nostra una iniziativa di business digitale, attestarsi già a questa quota dopo pochi mesi è un risultato interessante. Con la sezione del sito ‘Personal Yougenio’ tutti i nostri addetti vengono presentati al cliente. Sul portale può consultare una breve biografia della persona, c’è la sua foto nella quale indossa la nostra divisa. Ognuno si presenta in modo simpatico dicendo cosa gli piace fare di più, ma anche cosa non gli piace. Il cliente quindi ancora prima di aprire la porta di casa conosce la nostra persona, e se la relazione sarà positiva, ogni volta che vorrà il cliente potrà richiedere la presenza di quel determinato addetto per svolgere i servizi richiesti. Tutte le informazioni su come i nostri addetti sono stati selezionati e formati sono disponibili in forma sintetica sul sito, e puntiamo molto a presentare i nostri addetti come professionisti dei mestieri che il cliente richiede. Il primo contatto con un nuovo cliente è importante per iniziare a impostare la relazione con Yougenio sulla base della fiducia, e fin dall’inizio investiamo nella fidelizzazione della clientela.

Sicurezza, affidabilità, reputazione sono fattori critici ancora più importanti quando si agisce nel mercato dei consumatori finali, e sono sicuramente componenti del concetto di qualità. Come monitorare questi parametri e come raccogliete i ‘feedback’ dal cliente finale che utilizza i vostri servizi?
I tre concetti citati sono i fondamentali che dobbiamo tenere ben presente se vogliamo muoverci con successo. È chiaro che anche per la nostra storia il tema della sicurezza in termini sia di quello che offriamo ai nostri clienti sia di salvaguardia e protezione dei nostri lavoratori, per noi è centrale. Tanto è vero che abbiamo tutta una serie di garanzie tali per cui il cliente è totalmente tranquillo da questo punto di vista: i nostri lavoratori sono tutti assunti, perfettamente formati, fanno corsi di aggiornamento sulla sicurezza, sanno sempre quello che possono e che non possono fare... Se sfortunatamente può capitare un infortunio a un nostro addetto mentre sta lavorando a casa di un cliente, le responsabilità sono nostre e il cliente è totalmente tranquillo. Per quanto riguarda affidabilità e reputazione sono due temi strettamente collegati. Per tenere sotto controllo e monitorare lo stato della qualità dei nostri servizi, alla fine di ogni intervento chiediamo sempre una recensione di feedback ai clienti. Tipicamente siamo intorno a un 25%-30% di risposte sul totale degli interventi. Fino a oggi abbiamo registrato un tasso di soddisfazione molto elevato: tra le quattro e le cinque stelle, in una scala da una a cinque, ovvero siamo intorno al 90%. Inoltre per il cliente c’è sempre la possibilità di lasciare anche un commento. Ragioniamo ancora intorno a numeri piccoli, ma certamente questi risultati sono un buon viatico per il futuro. Per noi questo è fondamentale, perché è chiaro che se conquistiamo il cliente, conquistiamo la possibilità di vendergli altri servizi rispetto a quelli che ha utilizzato e che magari in futuro utilizzerà ancora. Visto che parliamo di numeri, in questo periodo comunque iniziale vediamo che l’erogazione dei nostri servizi cresce di settimana in settimana con tassi tra il 14% e il 20%.

Qual è la road map per l’estensione dei vostri servizi oltre alle quattro città dove oggi siete presenti?
Nel nostro business plan ci siamo immaginati di andare a coprire tutte le città italiane superiori ai 50.000 abitanti del Centro Nord in un periodo di tempo di cinque anni. In questa prima fase ci focalizziamo su questo territorio poichè infatti verificato che la spesa sulle attività che proponiamo è tre volte più grande nelle città del centro- nord rispetto a quelle del Sud. Non è escluso però che se ci fossero delle opportunità su grandi città come Napoli, Bari e Palermo ci muoveremo anche prima. Abbiamo da poco tempo dato il via alle attività su Roma e nel 2017 contiamo di avviare l’operatività di Yougenio su Torino e alcune città del Veneto: Verona, Padova, Vicenza, Treviso e Venezia.

In che direzioni crescerà invece l’offerta di servizi?
I 120 servizi disponibili oggi sono tutti orientati alla casa, alla cura dell’immobile. Oltre alla manutenzione e al cleaning da poco abbiamo messo in offerta anche tutti i servizi relativi al ‘moving’, ovvero traslochi, sgomberi e quant’altro. La vera novità saranno invece i servizi alla persona, ovvero ci specializzeremo in una serie di aree operando in due fasi: servizi basici e servizi più complessi. Partiremo con i servizi di accompagnamento: badanti, baby sitter, dog sitter, supporto nella gestione delle piccole faccende domestiche, come la spesa. Anche in questi servizi basici dobbiamo creare esperienze e know how per poi crescere nella qualità e nella complessità di quanto andremo a erogare. Come per esempio tutti i servizi legati alla post ospedalizzazione, che oggi sono molto richiesti. Come Manutencoop lavoriamo molto con il mondo della sanità e sappiamo molto bene quali sono le richieste di servizi che ci arrivano da questo ambito per seguire il paziente in ogni sua esigenza una volta dimesso dall’ospedale. Per mettere in atto questa seconda fase è chiaro che dobbiamo seguire un percorso per gradi molto accurato e preciso. Dobbiamo cercare professionalità di un certo tipo e pensiamo che in ogni caso su diversi temi ci muoveremo con dei partner specializzati e dalla comprovata esperienza. Il nostro obiettivo principale è la qualità e su questo non possiamo sbagliare. L’offerta dei primi servizi di base di cura della persona partirà nei primi mesi del 2017. Infine, abbiamo iniziato a proporre i servizi di Yougenio anche attraverso il canale delle aziende che possiamo agganciare con convenzioni o attraverso i piani di welfare aziendale attivati a seguito della legge approvata l’anno scorso che consente a un’impresa di premiare i suoi dipendenti anche con dei servizi. Le convenzioni però possono essere proposte anche ai clienti dell’azienda nostra cliente. Su questo fronte oggi ci rivolgiamo soprattutto a operatori della grande distribuzione organizzata.

Con quali partner interni avete portato avanti i vostri due progetti?
Sostanzialmente a parte l’HR e la comunicazione interna abbiamo cercato competenze all’esterno di Manutencoop, abbiamo infatti voluto muoverci con la logica di una business unit totalmente autonoma. L’HR è stata una funzione chiave in termini sia di costruzione del contratto aziendale per i nostri dipendenti sia per tutti i processi di selezione e formazione che ho menzionato. Abbiamo potuto contare su una governance molto forte e puntuale da parte dell’HR del gruppo su tutto quanto abbiamo messo in atto. Oltre a un supporto consulenziale interno sulla definizione dei contratti che è stato per noi fondamentale. L’IT di Manutencoop è stato naturalmente coinvolto in pieno soprattutto sulla parte di collegamento del portale, in parte disegnato insieme a un partner, con tutti i processi di backend.

Quali sono i vostri partner esterni più importanti?
Kpmg, società che lavora con Manutencoop da molti anni come advisor, ci ha supportato nello sviluppo del business plan e ci supporta ancora oggi quotidianamente in tutte le nuove attività che il nostro nuovo business genera in questa che è ancora una fase di lancio. La comunicazione interna ci ha aiutato nell’impostazione strategica di quanto dovevamo affrontare, come detto prima è per noi una materia tutta nuova. Dal punto di vista operativo abbiamo invece selezionato tre partner che seguono anche diversi aspetti di marketing. The House of Mouse per strategie e campagne di comunicazione offline, con la quale abbiamo però anche sviluppato la parte di front end del portale. Ci siamo rivolti poi alla web agency SeoLab del gruppo Alkemy che si occupa di digital marketing, mentre la relazione con i media è stata affidata a Image Building.

In che modo avete gestito questa diversa tipologia di partner?
L’esperienza degli ultimi cinque anni che ha visto l’IT gestire progetti complessi di reingegnerizzazione dei processi in ottica digitale ci ha aiutato molto. La vera novità per noi è stata l’adozione della metodologia Agile nello sviluppo del portale. Io per primo, non conoscendola, all’inizio avevo qualche dubbio, ma invece si è dimostrata una soluzione valida per realizzarlo partendo da zero e portarlo in produzione con rapidità. Agile si è dimostrata molto valida soprattutto perché non dovevamo mettere intorno a un tavolo troppi soggetti diversi ognuno con esigenze, linguaggi e approcci differenti alla tematica. In pratica non abbiamo dovuto fare del change management; l’IT di Manutencoop sapeva, e sa bene, dove dobbiamo andare e cosa vogliamo fare. Questo secondo me è stato l’elemento chiave che ha portato l’esperienza con Agile verso il traguardo auspicato in poco tempo. Quando la catena degli stakeholder di un progetto come questo è molto corta, i tempi di risposta per prendere decisioni sono quantificabili in minuti. Se invece prima di decidere insieme agli altri interessati come procedere devi aspettare anche una settimana, il valore di Agile si perde.

Quali sono gli elementi tecnologici innovativi che avete implementato nei due progetti?
Yougenio si basa sulla piattaforma Azure di Microsoft, è a tutti gli effetti quindi un progetto cloud pubblico. È completamente autonomo e non è collegato ad altre infrastrutture aziendali; questo naturalmente per una scelta di agilità, di indipendenza e di scalabilità. In questo caso essendo un progetto startup è andato tutto piuttosto bene. In passato abbiamo invece provato a portare nel cloud elementi della nostra IT tradizionale attivi on premise. Questi progetti implicano sempre l’implementazione di molte interconnessioni di diversa tipologia e ogni volta che si prova a fare qualcosa non si ha la certezza di raggiungere il risultato auspicato al primo colpo. Naturalmente su questo fronte tutta la comunità IT sia delle aziende utenti sia dei fornitori deve fare ancora molta esperienza. Un altro elemento chiave è poi il mobile poiché, come detto, il servizio viene gestito, fino al momento dell’erogazione fisica presso il cliente, da piattaforme smartphone e tablet. Inoltre oltre il 50% dei nostri clienti accede al portale da sistemi mobili. Il sito in questo momento è web-responsive, ma stiamo anche sviluppando le app native sia iOS che Android. Infine un altro fattore tecnologico importante è l’analisi dei dati registrati nel portale. Abbiamo scoperto, per esempio, che nella settimana l’acquisizione di ordini ha un andamento in crescita fino alla giornata di mercoledì e poi scende, mentre in termini di erogazione del servizio è esattamente il contrario: il venerdì registriamo il picco di prenotazioni per i nostri interventi. Stiamo studiando questi flussi per capire come implementare il ‘pricing dinamico’ e quindi attenuare i picchi di richieste, visto che allo stesso tempo dobbiamo cercare di saturare il 100% della disponibilità oraria dei nostri addetti.

Avete progetti sul fronte Internet of Things?
Nel nostro business plan originale questo argomento è la terza area di business dopo la cura della casa e la cura della persona. Siamo interessati a sviluppare una serie di servizi, attivabili contrattualmente anche in autonomia, che possono essere generati da un sensore posizionato su un qualsiasi dispositivo per tenere sotto controllo lo stato di funzionamento e i parametri, per esempio, di una caldaia, di un impianto elettrico o di quant’altro. Banalmente il chip può anche occuparsi di ricordare al cliente quando deve fare la manutenzione ordinaria di un determinato apparato: quanti di noi si dimenticano che la caldaia per il riscaldamento una volta all’anno deve essere controllata da un tecnico? Su questo tema dobbiamo fare un po’ di ragionamenti per capire come muoverci al meglio, per ora abbiamo dato concretezza ad altre priorità e quindi l’Internet of Things verrà affrontato più avanti.

In conclusione qual è stato l’approccio al financial planning delle due iniziative e in che tempi questi business dovranno dimostrarsi profittevoli?
Entrambe le iniziative sono a tutti gli effetti delle startup, ma naturalmente dovremo a un certo punto rendere conto del nostro lavoro alla capogruppo. Abbiamo fissato dei numeri nei nostri piani, ma per ora preferiamo non renderli pubblici. Siamo comunque operativi e prima di focalizzare i nostri obiettivi su target più concreti, vogliamo essere certi che i trend che abbiamo registrato in questi primi mesi si rafforzino nel tempo. Per Yougenio è più che evidente che il 2017 sarà l’anno chiave nel quale verificheremo se quello che ci siamo immaginati in termini di volumi è corrispondente alla realtà dei fatti. Mi sento comunque di dire che probabilmente raggiungeremo il break even nel corso del 2018. Per quanto riguarda invece eDigital Services posso dire che siamo già a break even; questo grazie al successo che hanno registrato presso i clienti alcuni nostri servizi particolari ad alta profittabilità. Uno di questi è per esempio il censimento anagrafico del patrimonio immobiliare dei nostri clienti; su questo fronte abbiamo un nostro applicativo proprietario che ora è diventato a tutti gli effetti un sistema di business. Lo stesso nostro customer care utilizzato prevalentemente per le attività della capogruppo, oggi può essere utilizzato anche da aziende clienti. Per eDigital Services oggi è importante capire qual è la strada migliore per farla crescere in modo significativo.

 

TORNA INDIETRO >>