Il futuro di Hitachi Data Systems non guarda solo alle soluzioni IT
La società ha iniziato un processo di trasformazione che vedrà una più stretta integrazione tra le diverse realtà del colosso nipponico
“L’Italia rimarrà a lungo ancora una tra le principali dieci economie del pianeta e un’azienda come la nostra non può sottovalutare questa evidenza, quindi entro la fine di questo anno fiscale siamo pronti a prendere decisioni d’investimento importanti per il nostro Paese”. A fare questa affermazione molto impegnativa è Dario Pardi vice president Emea growth and sales transformation di Hitachi Data Systems. Oggi non si può dire molto di più se non il fatto che il volume che l’azienda sta pensando di mettere in gioco nel nostro Paese è piuttosto consistente: “Diverse decine di milioni di euro”. Non c’è che dire, in un periodo come l’attuale quest’annuncio va considerato in generale sicuramente tra le cose positive.
Un’azienda in profonda trasformazione
Quello iniziato con il nuovo anno fiscale sarà un periodo di profonda trasformazione per Hitachi. Il conglomerato industriale giapponese attivo in molti settori, tra cui l’IT con Hitachi Data Systems e non solo, ha avviato un processo d’integrazione delle sue diverse aree di interesse esistenti che lo porteranno a presentarsi in un modo nuovo. E a dispetto dei numeri, 4,4 miliardi di dollari di giro d’affari contro un fatturato globale di 122 miliardi, HDS giocherà un ruolo trainante.
Sarà un processo che durerà diverso tempo, ma che oggi sta iniziando a muovere i primi passi. L’ambito europeo seguito da Pardi si sta ristrutturando seguendo tre logiche: rafforzare la struttura interna a partire dal management di base, impostare una strategia di crescita a livello globale, promuovere la social business innovation. Una strategia, quest’ultima, che prevede l’utilizzo della tecnologia in ambito ‘sociale’, e cioè la fusione delle attività IT con quelle dell’area Social Infrastracture and Industrial, con l’obiettivo di creare nuovi modelli di business e servizi.
Tra questi, posto di primo piano spetta a tutto ciò che concerne l’impegno in ambito smart city che ha portato HDS a sviluppare importanti esperienze, ora referenze di business, a Singapore, Malaga, New Mexico con applicazioni in ambito energy, utility e trasporti. Un nuovo recente progetto avviato in questo ambito è quello relativo all’ammodernamento della metropolitana di Londra.
I risultati di business in Europa
Guardando invece da vicino i numeri di HDS in Europ, se la componente enterprise è cresciuta del 30% lo scorso anno, è rimasta stabile la componente più tradizionale dei sistemi modulari, ma la società si attende una crescita dagli annunci della scorsa primavera in ambito Unified Storage. In questo caso la sfida si indirizza a un player ben identificato, EMC:
“Siamo il numero uno nell’ambito della virtualizzazione dello storage – ha dichiarato Pardi – sia per numero di installato sia per quantità di petabyte gestiti”, mentre l’acquisizione di BlueArc ha spinto il fatturato della parte NAS (+54%). Per quanto riguarda invece la tematica dei big data: “Su questo fronte è importante valutare la nostra attività su quanto stiamo realizzando con i nostri servizi, perché le aziende sono sempre più impegnate nella gestione complessa di sistemi che devono fare convivere dati strutturati, il 20% del totale, e dati non strutturati, il restante 80% – racconta Pardi. La cosa di cui hanno più bisogno i clienti è oggi la consulenza, perché il fenomeno dei big data è dilagante. Per questa ragione anche Hitachi Consulting sarà sempre più integrata in HDS, un percorso che abbiamo già iniziato”.
R.V.
Categoria: Social, Storage, Smart Cities
Keywords: HDS





