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Sicurezza
 

28/11/2016

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Più sicurezza per la realtà aumentata

Partendo dalla moda dei selfie e analizzando incidenti occorsi in tutto il mondo alcuni ricercatori stanno lavorando a un sistema di identificazione e allerta di possibili pericoli.

Grazie all’analisi di una serie di dati pubbici, la Carnegie Mellon University di Pittsburgh e l’Indraprastha Institute of Information Technology di Delhi (IIITD) hanno rilasciato una tecnologia che si serve di informazioni di location, immagini e testi per identificare eventuali selfie scattati in situazioni pericolose e che possono anche portare alla morte dei soggetti ripresi. L’idea è quella di arrivare a sviluppare una app che sia in grado di prevenire gli eventi mettendo in guardia gli utenti che si preparano a farsi una foto o disabilitando anche la stessa funzione di selfie presente sullo smartphone.

Un’altra funzionalità potrebbe anche essere quella di avvisare le forze dell’ordine nel caso di fotografie scattate in "no selfie zone" definite in precedenza ad esempio in aree particolarmente pericolose e creare iniziative di formazione che possano educare il pubblico a individuare situazioni di possibile pericolo. Lo studio è di fatto partito raccogliendo una serie di notizie relative a incidenti mortali accaduti in tutto il mondo per poter meglio caratterizzare le tipologie di selfie potenzialmente pericolosi.

Ecco che la causa più comune riguarda persone che precipitano da edifici, vette e altri posti particolarmente alti. Esistono poi selfie che sono legati all’acqua con spesso incidenti relativi a imbarcazioni che si rovesciano improvvisamente. E ancora l’abitudine di fotografarsi lungo le linee ferroviarie, particolarmente diffusa in India, viene sottolineato nello studio. Stati Uniti e Russia vengono invece identificati come gli unici paesi (stando ai dati raccolti) messi in relazione a selfie mortali legati all’uso di armi da fuoco. Infine sono citate anche fotografie scattate coinvolgendo veicoli e animali. Il tutto lavorando anche su dati connessi ad hashtag quali #dangerousselfie and #extremeselfie scelti dagli incauti fotografi per identificare migliaia di scatti effettuati in situazioni potenzialmente pericolose. Dal punto di vista tecnico è stato quindi sviluppato un metodo per istruire i computer a riconoscerli nel modo più accurato possibile, basandosi su luogo (picchi, corsi d’acqua, ferrovie, autostrada...), analisi delle immagini e testo ad esse associate.

Una delle obiezioni che vengono fatte ai ricercatori è che una app di questo genere potrebbe intervenire quando ormai è troppo tardi. In realtà l’idea è che la tecnologia possa essere applicata ad esempio mentre si sta operando in situazioni di realtà aumentata - sia a livello industriale che ludico - che distraggono l’attenzione da quanto sta accadendo nel mondo reale, mettendo potenzialmente a rischio i loro utilizzatori distratti rispetto a quanto li sta circondando.

 

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